di Ma. Gi. Pen.
«Scendiamo in piazza con rabbia e con dolore, per ribadire con forza che la violenza contro le donne riguarda tutte e tutti». Terni e Stroncone scenderanno in piazza per dire a gran voce stop alla violenza sulle donne. Due le iniziative, sabato 16 maggio in piazza della Repubblica e il 22 maggio nella frazione di Santa Lucia, proprio nel luogo dove pochi giorni fa è stata brutalmente aggredita Fatiha a colpi di martellate su un autobus.
La Casa delle donne di Terni e l’associazione Terni donne chiama la cittadinanza per sabato pomeriggio. La manifestazione si terrà alle 17.30 in piazza della Repubblica. «Ci sono momenti in cui una città deve fermarsi, ritrovarsi e guardarsi negli occhi. Per questo la Casa delle donne, insieme alle amiche e ai familiari di Fatiha, chiama la cittadinanza a scendere in piazza per manifestare vicinanza, dolore e rabbia. Fatiha El Afghani si trova in ospedale in condizioni critiche dopo essere stata aggredita, sabato 9 maggio, con una violenza feroce dal marito. L’uomo era stato allontanato dalla casa familiare con l’applicazione del braccialetto elettronico per precedenti maltrattamenti. C’è una comunità intera che non vuole restare in silenzio. Scendiamo in piazza con rabbia e con dolore, per ribadire con forza che la violenza contro le donne riguarda tutte e tutti. Riguarda il modo in cui viviamo le relazioni, il linguaggio che usiamo, l’attenzione che prestiamo ai segnali della violenza e la responsabilità collettiva di non voltarci dall’altra parte. Costruiamo una comunità più giusta, consapevole e capace di agire di fronte alla violenza di genere. Prendiamo parola, portiamo i nostri corpi, apriamoci all’ascolto. Perché nessuna violenza sia mai considerata normale o inevitabile. Per Fatiha. Per tutte le donne. Libere di essere, libere di vivere».
Venerdì 22 maggio alle 19.30 invece la contrada Santa Lucia dell’Ente Agosto Stronconese nell’ambito della tradizionale festa annuale ha organizzato un momento di sensibilizzazione a cura dell’Associazione Terni donne. L’iniziativa, sempre in nome della donna aggredita non distante dall’area dove si svolgerà l’appuntamento, sarà un momento per riflettere in collettività «con rispetto, consapevolezza e vicinanza».
