di Iv. Por.
Un anno di tante promesse e pochi fatti. Hanno una «Spina nel cuore» i 500 terremotati che esattamente un anno fa sono stati sbattuti fuori da casa dalla terra che, alle 14.11 ,improvvisamente ha iniziato a tremare. «Siamo terremotati di serie B», hanno urlato oggi davanti ai palazzi del potere umbro. Palazzi da cui sono scesi l’assessore regionale Silvano Rometti, quello provinciale Giuliano Granocchia e il consigliere regionale marscianese Gianfranco Chiacchieroni. Anche se in realtà i palazzi che possono dar loro le risposte che cercano sono altrove, a Roma. Quegli stessi palazzi che ieri vedevano la guerriglia fuori dalle finestre.
Facce da terremotati Di tutt’altra pasta i manifestanti di Marsciano, Spina, Castiglione, San Biagio della Valle e degli altri borghi colpiti. Slogan urlati a voce alta «Noi vogliamo i nostri diritti», «Noi una Spina nel cuore, per voi saremo una spina nel fianco» ma facce da lavoratori, studenti, pensionati. «Da un anno sono fuori da casa – racconta una signora – ho dovuto trovare una sistemazione di fortuna, pensi che la nostra famiglia da allora è divisa: qualcuno da una parte, qualcuno da un’altra». La ricostruzione leggera è partita, quella sì, quella riescono a garantire le risorse stanziate finora. «Ma noi vogliamo rientrare nelle nostre case – spiega un’altra signora – non vogliamo essere considerati terremotati di serie B». Ad oggi sono stati stanziati appena 15 milioni a fronte di danni calcolati in circa 400 milioni di euro. Chi vuole conoscere le loro storie e le iniziative del «Comitato terremotati 15 dicembre» può visitare il sito www.spinapaese.it.
La fiaccolata Stasera i terremotati sfileranno fiaccole in mano alle 19 a Spina di Marsciano, con in testa il sindaco Alfio Todini. Poi, alle 21, verrà celebrata una messa dal vescovo di Perugia Gualtiero Bassetti.
Solidarietà di Guasticchi e Bertini «Siamo ormai ad un anno dall’evento sismico che ha colpito la frazione di Spina, San Biagio, Sant’Apollinare e Castiglion della Valle a Marsciano. Un evento che ha provocato ingenti danni agli edifici privati e pubblici e che vede ancora 600 persone fuori dalle loro case e molte imprese ed aziende agricole che hanno gravi difficoltà per svolgere la propria attività». E’ quanto affermano il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e l’assessore alla protezione civile Roberto Bertini in merito alla situazione che si è venuta a creare a seguito del sisma del 15 dicembre 2009 che ha colpito la zona di Marsciano. «La mancanza di risorse certe da parte del Governo nazionale – sottolineato Guasticchi e Bertini – crea una situazione che non consente alla Regione Umbria di attivare i meccanismi finanziari per la ricostruzione. Questa incertezza deve essere superata attraverso un’azione congiunta delle Istituzioni, Regione, Provincia e Comune con la collaborazione di tutti i parlamentari umbri, come già è stato fatto nei mesi scorsi, per sollecitare il Governo a prorogare lo stato di emergenza e a trovare quegli stanziamenti pluriennali come era previsto dall’ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati. Allo stato attuale a fronte dei 350 milioni di euro stimati sono stati finanziati 15 milioni per i primi interventi a favore delle scuole, l’autonoma sistemazione e la ricostruzione leggera, inoltre, la legge di stabilità approvata recentemente dal Parlamento ha previsto altri 6 milioni di euro nel biennio 2011 – 12 che sono assolutamente insufficienti per attivare la fase della ricostruzione vera e propria. Non possiamo accettare che ci sia una discriminazione che vede cittadini di serie A ed altri di serie B, in modo particolare un differenza di trattamento tra le famiglie e le imprese umbre e quelle del veneto».

