Il consiglio comunale

Un registro delle unioni civili anche a Terni, dove possano iscriversi «persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel territorio comunale». La proposta, sottoforma di bozza di delibera consiliare, è stata avanzata dal coordinamento politico e dai rappresentanti del movimento politico Cittaperta TerniDinamica a palazzo Spada.

La premessa «La comunità cittadina – si legge nell’atto – al pari di quella italiana, è sempre più caratterizzata da legami affettivi caratterizzati da una convivenza stabile e duratura e che non ci concretano o non si possono concretare nell’istituto del matrimonio». La proposta parte dai principi contenuti nello statuto comunale e dalle determinazioni della Consulta e dalla Suprema corte in termini di diritti e doveri dei conviventi, di sesso diverso o dello stesso sesso.

Il Comune Secondo i proponenti, il Comune deve «operare per promuovere pari opportunità per le unioni di fatto, favorendone l’integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, nonché forme di discriminazione fondate sull’orientamento sessuale». Per raggiungere l’obiettivo «è necessario stabilire forme di identificazione delle unioni civili basate sul vincolo affettivo».

La proposta Da qui la proposta di approvare il regolamento – al momento solo una bozza – che istituisce il registro delle unioni civili presso il comune di Terni, con tanto di attestato. All’amministrazione spetterà il compito di dare un senso allo strumento, «superando discriminazioni e garantendo l’accesso ad interventi in diverse aree, dalla casa ai servizi sociali, dallo sport alla formazione, fino ai diritti di partecipazione». Fra le proposte più concrete e interessanti, c’è quella che vede gli iscritti al registro «equiparati al parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto» ai fini della possibilità di assistenza.

Cittaperta «Questa – spiegano dal movimento politico – è la prima di una serie di proposte di atti di consiglio, a ‘costo zero’ e immediatamente eseguibili, che riguardano lo sviluppo economico, i diritti civili, l’assetto del territorio. Vogliamo reagire a questa stasi, rilanciando una visione nuova e condivisa, in sintonia con una città che ha scelto di essere progressista e riformista».

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