di Dan. Bo.

In Umbria quasi tre donne ogni giorno, dal primo gennaio ad oggi, si sono rivolte al Telefono donna. È questo uno dei numeri più importanti emersi nel corso della conferenza stampa di giovedì a Perugia, dove alla sala della Vaccara è stato fatto il punto sulle attività del progetto Una (Umbria network antiviolenza). Secondo i numeri forniti da Daniela Albanesi, presidente del Centro per le pari opportunità e presente all’appuntamento insieme all’assessore comunale Lorena Pesaresi , all’avvocato Paola Gemma Bracco e alla sociologa Rita Cecchetti, nel 2003 in Umbria si sono rivolte al Telefono donna 250 persone, un numero che lievita fino alle 630 del 2013, quasi due ogni giorno. «Dal primo gennaio a ieri invece – ha spiegato – hanno chiesto aiuto 162 donne, di cui 117 alla sede di Perugia».

Più consapevolezza «L’aumento – ha commentato Albanesi – non credo sia dovuto a un maggior numero di violenze quanto a una maggiore consapevolezza da parte delle donne e a un servizio che risponde meglio alle esigenze». La sociologa Rita Cecchetti ha parlato del Comitato pilotaggio di cui è membro: il servizio, partito nell’aprile 2012, «ha una ricchezza incredibile di servizi e situazioni da coordinare». Parlando delle cose che restano da fare ha citato la strutturazione di un Osservatorio regionale di monitoraggio e valutazione, perché «siamo davanti a un fenomeno di cui ora si vede solo la cima dell’iceberg». L’avvocato Gemma Paola Bracco, sempre del Comitato, ricordando che in Italia ogni due o tre giorni una donna viene uccisa da una «mano amica», ha spiegato che «di media in Italia negli ultimi anni ci sono 500-600 omicidi all’anno di cui 120-130 «femminicidi». «Da qui – ha detto – si comprende l’importanza dell’estensione 24 ore su 24 del Telefono donna».

Boldrini Altra occasione importante per parlare di violenza contro le donne sarà quella del 6 marzo, quando insieme alla presidente della Camera Laura Boldrini alla sala dei Notari verrà presentata l’apertura del Centro antiviolenza. «I due progetti – ha precisato l’assessore riferendosi a Una e al Centro – non sono separati ma coordinati e vanno di pari passo perché agiscono entrambi su un unico tema, quello del contrasto alla violenza contro le donne». Creato alla fine del 2012, Una si concluderà nel 2014 (233 mila euro il costo complessivo, l’80% a carico della Presidenza del Consiglio dei ministri) e in questi mesi ha cercato di portare avanti «azioni concrete, ben mirate, dedicate ai servizi» e integrate tra i 26 partner coinvolti (nove comuni, Regione, province, Asl, ospedali e così via)

I servizi Scopo fondamentale del progetto è che nessuna donna in difficoltà che acceda alla rete dei servizi sia lasciata sola e le sia garantito un percorso di uscita dalla violenza, da qualsiasi punto della regione provenga. Per questo motivo Una ha messo in rete i servizi già esistenti (il Telefono donna dal 1989) con i nuovi, creando una rete capillare gestita da personale competente e formato. Quattro i punti di ascolto attivi (Assisi, Gubbio, Narni, Amelia), mentre se si ha bisogno di aiuto 24 ore su 24 è attivo il il servizio di prima accoglienza Telefono donna (800861126), collegato al numero telefonico di pubblica utilità 1522 della Rete nazionale antiviolenza, in modo da poter fornire alle donne vittime un primo ordine di risposte.

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