di Ivano Porfiri
Gli umbri sono abbastanza soddisfatti della propria vita e partecipano alla vita sociale e politica, ma – come del resto gli altri italiani – hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni e nei partiti. È il quadro che emerge dalla quarta edizione del ‘Rapporto sul Benessere equo e sostenibile’ dell’Istat.
Il Bes Gli indicatori del Bes, in tutto 130, sono articolati in 12 domini: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi. Nel periodo 2015-16 gli indicatori compositi – spiega Istat – danno segnali di miglioramento, rispetto al 2013, per quanto riguarda soddisfazione per la vita, occupazione, istruzione, salute e ambiente; una sostanziale stabilità si rileva per condizioni economiche minime, qualità del lavoro, relazioni sociali e reddito. Dal confronto con la situazione relativa al 2010 emergono trend positivi per salute, ambiente, istruzione e un recupero completo per l’occupazione; livelli lievemente inferiori si registrano per reddito, relazioni sociali e soddisfazione per la vita. I divari sono invece ancora rilevanti per condizioni economiche minime e qualità del lavoro. Il quadro che emerge rispetto al 2013 è quindi di miglioramento o stabilità per tutte le componenti del benessere; il recupero è invece ancora parziale se il termine di confronto è il
2010.
Umbria: soddisfazione di vita Prendendo in esame alcuni dei parametri del Bes, si scopre come in Umbria il 41,2% dichiara di essere soddisfatto della propria vita, un dato pienamente nella media nazionale (41%) e leggermente superiore del dato medio del Centro Italia (40,4%). Il 65,8% è soddisfatto per il proprio tempo libero. Il 28,7% dà un giudizio positivo sulle prospettive future, ritenendo che la propria condizione migliorerà nei prossimi 5 anni (26,6% la media italiana), mentre il 18% lo dà negativo prefigurando un peggioramento nei prossimi 5 anni (dato peggiore dietro solo alla Toscana a fronte di una media italiana 15,3%). In generale, la soddisfazione per la propria vita è più o meno in linea con il resto d’Italia con l’indice composito a quota 97.
Famiglia e amicizie Il 32,5% degli umbri si dice poi molto soddisfatto per le relazioni familiari, il 25,1 per quelle amicali. L’85,1% sostiene di avere persone su cui poter contare. Buona la percentuale di partecipazione sociale (associazioni, gruppi, onlus) con il 27,9% (media italiana del 24,1). Alta anche la partecipazione civica o politica con il 68,1% che dichiara di aver partecipato a riunioni o consultazioni online. L’11,5% dichiara di fare volontariato, il 17,7 di finanziare associazioni e il 57,8% organizzazioni non profit. Nonostante questo, appena il 20,6% ha fiducia verso il prossimo, ritenendo che gran parte della gente ne sia degna.
Istituzioni e partiti: poca fiducia Poca fiducia, invece, nei partiti e nelle istituzioni. In verità, l’Umbria è la regione con la più alta partecipazione elettorale in Italia (il dato è quello delle ultime Europee) col 70,5% a fronte di una media nazionale del 58,7% e di una media del Centro Italia del 61,8%. La fiducia nel Parlamento, tuttavia, raccoglie una sonora insufficienza con 3,6 su 10 (media italiana 3,7), quella nel sistema giudiziario 4 su 10 (media 4,3), quella nei partiti va ancora peggio: 2,6 (media 2,5), quella nelle insituzioni locali cioè Regione, Province e Comuni 3,8 (media 3,9) mentre è alta quella in altri tipi di istituzioni (forze dell’ordine e vigili del fuoco) col 7,1.
