Un autobus con il logo di UM (foto Fabrizi-Umbria24)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

La crisi di liquidità che affligge Umbria Mobilità prosegue e non risparmia neanche gli stipendi di questo mese. Come trapela dall’azienda unica regionale dei trasporti infatti la mensilità di marzo verrà pagata a rate. Una prima, sostanziosa, fetta da mille euro verrà erogata ai dipendenti lunedì 10, giorno di paga, mentre la restante parte degli emolumenti dovrebbe essere versata nei prossimi giorni. Quello che al momento pare certo è che le casse dell’azienda sono vuote e che, come per ogni mese, pagare stipendi e fornitori (quando vengono pagati visto che i debiti nei loro confronti, stando al dossier dei due advisor nominati dagli enti soci, ammontano ad una trentina di milioni) è tutto tranne che un’impresa semplice.

Summit coi sindacati In questo quadro i sindacati dovranno prendere nelle prossime ore delle decisioni. Venerdì infatti si terrà un summit in cui si affronteranno proprio i nodi del pagamento degli stipendi e quello, annoso, dell’omogeneizzazione dei trattamenti tra i vari dipendenti che, come noto, provengono dalle diverse aziende di trasporto locale poi confluite in Umbria Mobilità. Il malcontento, ovviamente, tra i lavoratori è in crescita e potrebbero non essere escluse iniziative forti. Sul versante finanziario invece al momento pare non esserci alcuna novità. L’assemblea dei soci, in teoria prevista per febbraio, ancora non c’è stata. Così come alcuni comuni, vedi Terni, non hanno dato il via libera alle delibere che contengono l’ok all’aumento di capitale e, cosa fondamentale, alla lettera di patronage con la quale presentarsi dalle banche allo scopo di ottenere il maxi-prestito da 25 milioni di euro. La Regione invece, da parte sua, sta lavorando per far confluire i fondi del tpl direttamente nelle case di UM senza passare da quelle dei comuni.