di Daniele Bovi
I numeri, spiega chi li ha letti, non lasciano scampo: l’ultimo 30% di azioni in mano ai soci pubblici di Umbria mobilità va venduto. Giovedì pomeriggio nella sede dell’azienda a Pian di Massiano Regione, Province e i Comuni di Perugia, Terni e Spoleto si sono riuniti in assemblea con due temi all’ordine del giorno: il bilancio 2013 e la discussione intorno alla possibilità di vendere o meno l’ultimo pacchetto di quote a Busitalia, società interamente controllata dal gruppo Trenitalia che nei mesi scorsi, per 21,2 milioni, ha acquistato Umbria mobilità Esercizio. Secondo quanto trapelato dalla riunione il passivo 2013, dopo gli otto milioni del 2012, ammonta a circa undici milioni. È vero che in questo quadro bisogna considerare le plusvalenze derivanti proprio dalla vendita della società che si occuperà di trasportare gli umbri nella regione, ma dall’altra il piano di risanamento approvato dà per acquisita la cessione del 30%.
Unica strada E poi ci sono i numeri del ‘rosso’ squadernati giovedì e che secondo molti non offrono vie d’uscita diverse da quella della vendita. In caso i soci volessero conservare il loro pacchetto azionario, dovrebbero mettere mano al portafoglio, operazione tutt’altro che agevole vista la scarsità di risorse a disposizione. Senza dimenticare, inoltre, che UM deve rimborsare il maxi-prestito da oltre 15 milioni di euro concesso dalla Regione. Così come scritto nei documenti di gara, i soci hanno la possibilità di disfarsi del 30% con Busitalia obbligata a farsene carico. Al tavolo dei soci ha fatto il suo esordio Cristina Bertinelli, la commercialista scelta dal nuovo sindaco di Perugia Andrea Romizi come assessore al Bilancio e al Patrimonio. Lei, insieme a tutti gli altri, si sono dati nuovamente appuntamento a martedì quando sulla vendita delle azioni potrebbe essere presa una decisione definitiva.
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