di Marco Torricelli, Daniele Bovi e Chiara Fabrizi
In tutta la regione è caccia ai soldi per Umbria Mobilità. Tra un paio di settimane ci sarà l’assemblea straordinaria dei soci (Regione, Comune e Provincia di Perugia, Comune di Spoleto e la ternana Atc) che in questi giorni sono alle prese con l’approvazione delle delibere con cui si deve dire sì all’aumento di capitale, alla lettera di patronage con cui convincere le banche a concedere il maxi-prestito da 25 milioni di euro e al piano di ristrutturazione che prevede l’ingresso di un partner a cui vendere il 51% dell’azienda unica dei trasporti. Venerdì inoltre sarà la giornata del corteo e della conferenza stampa con cui i lavoratori esterneranno tutta la loro preoccupazione. L’appuntamento è alle 11 in piazza Italia, a Perugia, da dove partirà un piccolo corteo lungo Corso Vannucci. Una cinquantina, riferiscono dal sindacato, i lavoratori attesi visto che tutti gli altri saranno al loro posto su autobus e treni. Una cinquantina di persone che porteranno i timori di tutti e 1.500 i dipendenti.
Perugia, il sì della Provincia Sul fronte delle delibere, giovedì è stato il consiglio provinciale di Perugia a dare il via libera al documento illustrato martedì da Umbria24. Oltre a tutti i punti sopra citati, la Provincia venendo incontro alle richieste dell’azienda ha sospeso il pagamento delle rate, per i mesi di gennaio e febbraio, con cui UM sta ripagando il prestito ponte da 3,8 milioni di euro. L’atto è stato approvato coi 18 voti della maggioranza di centrosinistra che ricorda «la dimensione pubblica del trasporto» e il suo «far parte del welfare di un Paese». Il centrodestra invece è uscito dall’aula al momento del voto spiegando che UM è «l’ennesimo carrozzone che oggi fa acqua da tutte le parti. Le imprese – hanno aggiunto – devono essere portate avanti dagli imprenditori non dai dirigenti nominati dai partiti. Negli anni come opposizione abbiamo sempre contestato le scelte del governo regionale ora non potete chiederci di votare questo documento». Il Comune invece, attraverso la commissione Bilancio, discuterà del dossier lunedì mattina.
LA DELIBERA DELLA PROVINCIA DI PERUGIA
Silenzio assordante È quello che invece caratterizza Terni. Ma la tensione è alta, altissima. Soprattutto perché – le valutazioni sono fatte a spanne – per dare ossigeno ad Umbria Mobilità il Comune di Terni dovrebbe trovare il modo di raccattare una cifra che si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro, con altri bei soldi, poi, a carico della Provincia e dei Comuni che fanno parte della compagnia. Ed ecco spiegato il silenzio – telefoni spenti e segretarie imbarazzate – in vista dell’approvazione di una delibera che si annuncia complessa. Soprattutto perché nelle due maggioranze che sostengono le giunte più grandi, i mal di pancia sono parecchi e più di qualcuno ha già fatto chiaramente capire di non essere disposto ad appoggiare «un’operazione che porterebbe a rifinanziare, con i soldi dei contribuenti, una scatola vuota, dopo aver visto come hanno ridotto la nuova holding dei trasporti».
Responsabilità Il problema, peraltro, sarebbe come trovarli, questi soldi e, soprattutto, se li si vuole cercare. La proposta che ci hanno fatto – dice un consigliere comunale del Pd – è che la giunta e il consiglio approvino un atto nel quale, sostanzialmente, “ipotechiamo” beni comunali per raggiungere quella somma». Difficilmente, soprattutto «in mancanza di assunzioni di responsabilità chiare e di fronte a una situazione grottesca, i consiglieri – sempre ammesso poi che alle banche sia sufficiente – si sobbarchino questo rischio». E le responsabilità, con nomi e cognomi, sarebbero già state messe agli atti: «I 400 mila euro all’amministratore che ci ha portato in questa situazione, per esempio – spiega ancora il consigliere comunale – o i membri del cda che stavano contemporaneamente nelle due società».
Qui Spoleto A Spoleto invece si riunirà martedì mattina la giunta del sindaco Daniele Benedetti per discutere, e si presume anche approvare, la delibera con cui il Comune si impegnerà all’aumento di capitale di UM. Per la città del Festival, con in mano il 5% delle quote di UM, la ricapitalizzazione da 25 milioni da tempo in gestazione varrà un milione di euro e poco più. Cifre che, al pari di tutti gli altri enti soci della holding, il Comune si impegna a mettere sul tavolo compatibilmente «ai vincoli di bilancio». A questo, poi, si aggiunge la lettera di patronage.
Spoleto, approvazione incerta Dopo il via libera di sindaco e assessori, la delibera approderà in commissione Bilancio per l’esame del caso da cui, numeri alla mano, potrebbe uscire con un parere negativo. Già, perché in Prima commissione il sindaco Benedetti non dispone, ormai da un paio d’anni, della maggioranza. Al momento, va detto, non risulta convocata alcuna seduta dell’organo presieduto dal consigliere di opposizione Antonio Cappelletti (Rinnovamento). E non è chiaro se, considerata la delicatezza dell’atto, sarà chiesta la presenza dei vertici di UM. Ma se l’esito del lavoro della commissione sembra già scritto, diverse incertezze aleggiano sulla discussione e approvazione del consiglio comunale, dove da tempo la maggioranza è ridotta ai minimi termini, 16 contro 15, sindaco compreso. Sui tempi dell’iter, invece, tutto tace. L’assemblea potrebbe, ma anche qui manca la convocazione, rientrare in aula il 5 febbraio, una mezza volata che a molti appare improbabile.

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