di Daniele Bovi
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Fermi da settembre 2009, i prezzi dei biglietti di autobus e traghetti potrebbero aumentare dal prossimo settembre del 20%. La misura è contenuta nel piano che Ferruccio Bufaloni e Salvatore Santucci, ovvero gli advisor nominati dagli enti soci di Umbria Mobilità, hanno vergato nel novembre scorso. Un piano, approvato dall’assemblea, formato da 56 pagine e quindi ben più corposo di quello circolato nelle scorse settimane. Un dossier assai articolato che tocca tutti i capitoli più delicati dell’azienda unica regionale dei trasporti. Un documento dove i due esperti incaricati dai soci indicano una serie di misure, sia sul lato dei costi che su quello dei ricavi, ma in cui si spiega anche che «nell’eventuale recepimento delle rivendicazioni della società per quanto precede (la partita sui crediti romani che, in parte, rientreranno nel 2013 come emerso nelle scorse ore, ndr), i relativi benefici economici andranno ad influenzare, in positivo, le proiezioni economiche predisposte, alleviando anche alcune azioni forti di contenimento dei costi necessariamente previste nelle proiezioni».
L’ACCORDO SUI CREDITI CON ROMA TPL
I calcoli Insomma, misure estreme per situazioni estreme. Un pacchetto perciò la cui attuazione, che in gran parte dipende proprio dagli enti soci, non è scontata e che dovrà essere verificata nel corso dei prossimi mesi, quando potrebbe essere entrato il nuovo socio al quale gli enti vogliono vendere al massimo il 66%. Secondo i calcoli dei due advisor i biglietti urbani ed extraurbani dovranno essere aumentati «dal mese di settembre 2013» del 20%; stessa percentuale anche per gli abbonamenti. Sull’aumento ovviamente decidono gli enti locali e non gli advisor secondo i quali tra settembre e dicembre ciò genererà 706 mila euro di ulteriori incassi, cifra che lievita a 2,1 milioni nel 2014. In più si parla di un «necessario e non rinviabile» adeguamento (ovviamente al rialzo) dei corrispettivi versati dagli enti locali per i contratti di servizio, attualmente 1,85 euro a chilometro più Iva.
Chilometri tagliati Bufaloni e Santucci pensavano a 2,2 milioni per il servizio su ferro, mentre per quanto riguarda la gomma, vista la scarsità delle risorse nelle casse dei Comuni, tutto rimarrebbe come ora. E così per cercare di recuperare, anche se solo parzialmente, quello squilibrio tra costi e ricavi di cui soffre l’azienda (8-9 milioni all’anno), si taglieranno chilometri. Il duo pensa a 1,891 milioni nel 2013 e a 424 mila per il 2014 e 2015. Nel complesso un 10% concentrato «su collegamenti e fasce orarie di ridotta frequentazione». In sintesi, si faranno restare fermi gli autobus che viaggiano vuoti o quasi. Un taglio grazie al quale si potranno risparmiare, tra carburante e manutenzioni, un milione nel 2013, 1,3 nel 2014 e la stessa cifra nell’anno seguente.
Il personale L’altro grande capitolo sul quale intervenire per generare risparmi è quello del costo per il personale. Visto che, come osservano in un passaggio i due esperti, altri capitoli come assicurazioni, carburanti e ammortamenti sfuggono ovviamente dal controllo di UM, «l’intervento sui costi di funzionamento non della società non può non intaccare il costo della manodopera diretta ed il costo del personale di struttura». Il piano pertanto prevede un accordo con i sindacati per arrivare a un risparmio da 5 milioni e 750 mila euro «attraverso un’equa distribuzione dei sacrifici su tutti i livelli di inquadramento». «Inevitabili sacrifici» che potrebbero colpire «in modo selettivo e con incidenze proporzionalmente crescenti in ragione del livello retributivo della posizione». Misure drastiche ma, come spiegato sopra, non scontate. (1-Continua)

Come sempre, per ripianare debiti di mala gestione, si usano i cittadini facendo leva sull’aumento di tariffe, non considerando che gli stessi cittadini pagano anche indirettamente i trasporti, attraverso i soldi delle tasse (accisa sui carburanti, addizionale regionale ecc. ecc. chi più ne ha più ne metta), estremamente alte e, i dipendenti, che sono anch’essi cittadini, pagano due volte errori non commessi : indirettamente, perché vengono utilizzati i soldi, come suddetto, delle tasse che i dipendenti pagano; direttamente, con la decurtazione degli stipendi o peggio ancora con il proprio posto di lavoro. Sarebbe democratico, capire quanto si sarebbe risparmiato utilizzando maestranze proprie della Regione, senza depauperare ulteriormente soldi per gli Advisor o per il consiglio di amministrazione lautamente remunerato (con anticipi di mille euro? o con le indennità piene in anticipo?) in quanto le soluzioni prospettate, le avrebbe potute trovare anche un bambino di scuola elementare. Altro nodo fondamentale: una volta risanata U.M. la si svende al privato che si trova tutti i soldi da incamerare da Roma; i soldi degli aumenti dei titoli di viaggio; i soldi dell’aumento dei corrispettivi incrementati agli enti locali (il cittadino paga anche questi); i kilometri decurtati, mettendo a rischio la natura del servizio PUBBLICO di trasporto (da garantire a tutti); dei risparmi sul personale ed i 100 milioni di euro destinati all’Umbria per i trasporti? Se cosi fosse, dove tutela il suo patrimonio la Regione che ha con forza voluto l’Azienda Unica Regionale dei Trasporti che doveva, e in realtà è, la più forte e competitiva d’Italia come costi del personale? (naturalmente del personale, solo del personale…….) Questi dubbi li possiamo sciogliere solo ed esclusivamente facendo la nostra scelta da cittadini quando sarà il momento opportuno……e statene certi che arriverà presto il momento di scegliere se premiare o penalizzare chi fa queste scelte perché, il cittadino ora più che mai, è stufo di essere preso in giro.
Preferisco ricominciare a farmi qualche buon km a piedi e prendere la macchina quando necessario piuttosto che dare ancora soldi all’Umbria Mobilità…pessima gestione, noncuranza nei confronti dell’utente, servizio pessimo, biglietti carissimi, centinaia di persone che ogni giorno viaggiano gratis e restano impunite, io sono veramente stanca e arrabbiata, il buco in bilancio non l’abbiamo fatto noi ma dobbiamo ripagarlo, questo non mi sta bene, preferisco dare i soldi al benzinaio a questo punto. Grazie
Come al solito fanno tutto il cotrario,eppure li chiamano esperti! Se si aumenta la tariffa dei biglietti gia’ cara (1,50€) non si fa altro che incrementare l’evasione arrivata ormai al 50% specialmente se la sanzione a chi evade .rimane sempre a 35€. Possibile che non si riesce a capire che i bus “dopo gli orari scolastici” sono vuoti e che quelle poche persone che salgono la maggior parte e’ sprovvista di titolo. Bisogna riportare il biglietto a 1€ e aumentare la sanzione a chi evade a 100€ cosi’ da favorire la gente onesta e incrementare l’ utenza a discapito del traffico ormai insostenibile.Bisogna inoltre aumentare i controlli, i verificatori non ci sono piu’, si sono estinti come i dinosauri ,sara’ stata forse una meteorite? C’e’ tanto bisogno di legalita’ ma se si continua con questa politica non si va da nessuna parte,per fortuna che stiamo nelle mani degli esperti!