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28 marzo 2013 Ultimo aggiornamento alle 08:55

Umbria Mobilità, accordo con Roma: entro l’anno 15-20 milioni. Possibile ritocco per i corrispettivi

Siglato il patto con Roma Tpl: con il rientro dei crediti l'azienda restituirà alla Regione tutto il maxi-prestito entro il 2013. Convenzione con i Comuni per la proroga dei contratti di servizio

Umbria Mobilità, accordo con Roma: entro l’anno 15-20 milioni. Possibile ritocco per i corrispettivi
Umbria Mobilità (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi
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Con i soldi di Roma Umbria Mobilità rimborserà la Regione. Annunciato nelle scorse settimane, è stato firmato martedì l’accordo tra l’azienda unica regionale dei trasporti e Roma Tpl, la partecipata al 33% da UM che svolge nel Lazio i servizi di trasporto su alcune tratte. Secondo i termini del patto, le cifre che UM riuscirà ad incamerare sono più alte rispetto a quelle circolate in passato. Se prima si era pensato a 500 mila euro al mese da gennaio a giugno e poi 2,5 milioni a quadrimestre (5,5 milioni in tutto per quest’anno), ora secondo l’accordo il 2013 porterà nelle casse di Umbria Mobilità una cifra compresa tra i 15 e i 20 milioni. Esattamente quanto la Regione si sta impegnando a prestare all’azienda. I soldi «romani» quindi prenderanno la strada di UM per poi terminare la loro corsa dentro palazzo Donini.

Taglio dei km In totale sui circa 60 milioni di crediti vantati dalla società umbra, 38 sono in capo a Roma Tpl e gli altri divisi tra Regione Lazio e Comune di Roma. In più, come emerso di recente, alo scopo di fare economie UM taglierà nel Lazio circa sei milioni di chilometri. Con l’accordo romano si compone così il puzzle di quella che la presidente della Regione Catiuscia Marini ha definito una «fase transitoria» per l’azienda. Il maxi-prestito di palazzo Donini infatti servirà a dare ossigeno per qualche mese a UM, il tempo di completare la gara europea attraverso la quale i soci pubblici metteranno in vendita fino al 66% dell’azienda regionale dei trasporti. Il tutto con alcuni paletti fissati dalla Regione: il «futuro sposo» dovrà infatti avere esperienza del settore ad alti livelli e la strada sarà sbarrata per tutti quei consorzi costruiti ad hoc.

L’emendamento A pochi metri da palazzo Donini, ovvero nel palazzo che ospita il consiglio regionale mercoledì in Prima commissione ha fatto un passo in avanti importante l’emendamento con cui la giunta da il via libera all’iniezione di liquidità. Secondo quanto è possibile leggere nel testo il prestito avverrà «tramite una o più anticipazioni di cassa», «finalizzate a sopperire a temporanee esigenze di liquidità dell’azienda». Il termine massimo per la restituzione è il 31 dicembre 2013. Da parte sua la Regione si tutela a fronte di possibili mancati rimborsi: «Il recupero di tali anticipazioni – è scritto – può avvenire sia a valere sulle risorse da erogare alle aziende per i servizi svolti nell’intero territorio regionale, sia mediante restituzione da parte dell’azienda tramite l’utilizzo di riosrse nel frattempo recuperate».

I contratti di servizio Nell’emendamento inoltre si dà l’ok anche ai pagamenti della quota parte dei corrispettivi direttamente all’azienda senza passare, con tutto quello che ne consegue pensando a possibili ritardi e «intoppi», dai singoli Comuni. Con il primo comma poi vengono chiamati in causa proprio i municipi: essendo scaduti i contratti di servizio questi vengono prorogati fino alla prossima gara di affidamento e comunque per un periodo massimo due anni. In questo periodo di tempo la Regione insieme agli enti locali interessati stipulerà una convenzione per la prosecuzione del servizio. Convenzione nella quale ci sarà la possibilità, tutta da discutere, di un possibile aumento dei corrispettivi pagati dai Comuni (attualmente 1,85 euro a chilometro più Iva). Un prezzo che in alcune audizioni pubbliche rappresentanti dello stesso cda (oltre al vecchio management) hanno definito non più sostenibile perché troppo basso.

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