Un autobus con il logo di UM (foto Fabrizi-Umbria24)

di Daniele Bovi
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I lavoratori ottengono dagli enti soci di Umbria Mobilità e dall’azienda rassicurazioni importanti sul futuro. Al termine dell’incontro di giovedì tra sindacati, dirigenti di UM e soci tutte le parti si sono infatti impegnate a sottoscrivere, entro il 20 giugno, un protocollo di intesa che fissa una serie di paletti in vista dei prossimi delicatissimi mesi, segnati dallo scorporo della società e dalla vendita del ramo servizi a un nuovo partner industriale. Nel protocollo andrà la garanzia, da parte degli «enti affidanti» (ovvero dai comuni che pagano UM per i servizi svolti sui loro territori) del «mantenimento delle risorse attualmente destinate al settore». I sindacati chiedono cioè che i soldi destinati al tpl attraverso la Regione, circa 100 milioni che arrivano dal Fondo nazionale, rimangano sugli stessi livelli.

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Il protocollo Altra garanzia è quella relativa al «mantenimento – è scritto nel verbale – dell’integrità dell’azienda, sia rispetto ai servizi svolti, sia rispetto alle attività attualmente presidiate». Nero su bianco andrà messo poi l’impegno che l’arrivo del nuovo partner non si dovrà tradurre in tagli al personale; inoltre andrà garantito il «rispetto della contrattazione nazionale e aziendale in vigore». Secondo il verbale invece, non è stato sciolto uno dei nodi decisivi: tra le richieste che i sindacati fanno ai soci c’è infatti quella di mantenere almeno il 30% della srl (Umbria Mobilità Esercizio) che sarà venduta. Fatto non scontato perché nei piani predisposti negli scorsi mesi c’è anche la possibilità di vendere la newco in blocco. Una disponibilità di massima da parte dei proprietari di UM ci sarebbe ma se verrà messa nero su bianco nel protocollo non è chiaro.

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Stipendi e tagli Nonostante «l’impegno» e tutte le «opportune azioni» richieste però anche questo mese gli stipendi saranno pagati con qualche giorno di ritardo. Invece del 10 giugno, secondo quanto trapela i 1.500 lavoratori dell’azienda unica regionale dei trasporti dovranno aspettare otto giorni in più, anche se non è escluso qualche giorno di anticipo. Il 10 sarà però una data comunque importante per la società perché la Regione darà il via libera all’ultima tranche, sette milioni di euro, del maxi-prestito deliberato nei mesi scorsi e che l’azienda dovrà restituire entro la fine dell’anno. Novità importanti poi per i viaggiatori sono previste da domenica quando, in concomitanza con la fine dell’anno scolastico, entrerà in vigore il nuovo orario estivo. Come noto da settimane, l’azienda con l’occasione taglierà circa due milioni di chilometri cercando di incidere là dove gli autobus viaggiano con meno persone. Non si tratta quindi solo e soltanto di soppressione di linee ma di tagli mirati per corse festive, prefestive e in quelle fasce orarie caratterizzate da minore affollamento.

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