di Daniele Bovi
«Alle dichiarazioni folcloristiche non replichiamo», mentre quanto a «interesse e disponibilità dell’Amministrazione comunale nei confronti di Umbria Jazz», questi «erano e rimangono immutati». Il sindaco di Perugia Andrea Romizi risponde così a Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz inferocito perché il sindaco martedì non ha partecipato alla riunione del cda della Fondazione. Come ha riportato mercoledì Il Giornale dell’Umbria, un Pagnotta forse infastidito da quella che ha visto come una mancanza di rispetto, specificando che si trattava di una provocazione ha detto di essere pronto a «portare via il festival da Perugia». La riunione del cda sarebbe dovuta servire a chiudere il bilancio 2014 al quale mancano i centomila euro che palazzo dei Priori deve mettere come quota annuale e il rinnovo delle cariche.
La replica In una lettera però Romizi ha annunciato che non sarebbe stato presente e i perché è lui stesso a precisarli in un comunicato: «La non partecipazione all’assemblea della Fondazione – scrive – è dovuta alla richiesta avanzata dallo stesso Comune di rinviare l’appuntamento per approfondire alcuni punti e per avere il tempo di portare a compimento le procedure di pubblico avviso per la scelta del rappresentante del Comune. La nostra Pec inviata nei giorni scorsi, però, non è stata presa in considerazione dalla Fondazione se non dopo la riunione stessa». Dopo la precisazione poi arriva l’affondo che riguarda la trasparenza e le risorse.
Dichiarazioni folcloristiche «Per ciò che concerne l’erogazione delle risorse – dice ancora il sindaco -, ad essere inadempiente è la Fondazione che non ha provveduto a completare l’inserimento dei dati previsti dal decreto legislativo 33 del 2013 riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni (sul sito ci sono due sezioni dedicate alla trasparenza con alcune informazioni sulla Fondazione, ndr). Umbria Jazz è uno dei fiori all’occhiello della città e l’amministrazione non ha intenzione di tirarsi indietro su quelli che sono gli impegni presi e sulla partecipazione futura. Se ci sono, dunque, questioni serie da affrontare siamo pronti a farlo, alle dichiarazioni folcloristiche non replichiamo».
Uj che verrà In questo quadro, una volta incardinata quella invernale c’è da pensare alla prossima edizione estiva e una certa aspettativa, viste le parole di fine luglio del nuovo direttore amministrativo Luciano Linzi, c’è. Parlando a conclusione del festival il direttore ha spiegato che Uj ha bisogno di essere rinnovata. Nessuno stravolgimento di quelle che sono le sue caratteristiche che l’hanno resa famosa nel mondo bensì una revisione della proposta artistica, della formula e della struttura organizzativa. Sul taccuino Linzi ha cominciato a scrivere una serie di idee che vanno proprio nella direzione da lui auspicata ma per il momento nulla filtra. Decisivo sarà infatti il confronto con le istituzioni e gli sponsor per capire quanto ci sarà a disposizione del festival. Di sicuro però la macchina è in moto. Confermata invece la notizia della trattativa con gli Who per un possibile concerto a Perugia mentre un appuntamento importante per il programma sarà quello di fine mese, quando a New York la International jazz festival organization (l’associazione che riunisce i 16 più importanti festival internazionali, tra i quali Uj) incontrerà il mondo dei rappresentanti degli artisti.
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