«L’occupazione degli alberghi nella nostra regione in questo periodo, pur con una oscillazione che va dal 60 al 90 %, può essere definita positiva». Lo sostiene il presidente di Federalberghi Umbria, Giorgio Mencaroni. «Certo, qualche anno fa di questi tempi, gli alberghi erano strapieni, ma rispetto alla media annua, il dato è certamente positivo con presenze da due a tre volte maggiori rispetto al resto dell’anno».
Perugia L’altro dato che emerge è quello del turismo a macchia di leopardo, «alcune zone, come ad esempio Assisi, infatti hanno un trend molto positivo, mentre altre, come Perugia, registrano una flessione di presenze». Per Mencaroni, il dato è dovuto principalmente al fatto che a Perugia è stata introdotta la tassa di soggiorno, assente invece in altri comuni limitrofi. «Lo testimonia il fatto- dice ancora Mencaroni- che nei comuni limitrofi al capoluogo le presenze sono aumentate».
Terremoto Purtroppo negli ultimi igorni sono arrivate alcune disdette che per il presidente di Federalberghi sono dovute allo sciame sismico in atto nell’eugubino. Quanto alla scelta dei turisti, Mencaroni è convinto: «prima si guardava ai servizi e a tante altre variabili, adesso quello che conta è il prezzo, e si va in cerca dell’offerta più bassa». E secondo uno studio fatto proprio da Federalberghi, in Umbria ci sarebbero i prezzi tra i più bassi d’Italia.
