Dal 2008 al 2011 le nascite in Umbria sono calate del 6,4%

di Daniele Bovi

L’Umbria continua ad invecchiare: nel 2011, secondo il report sulla natalità e fecondità diffuso martedì dall’Istat i nuovi nati sono stati 7.740, 193 in meno rispetto al 2010. Un dato che conferma il trend calante iniziato nel 2008, quando si era raggiunta la cifra di 8.271. Un anno, il 2008, che rappresenta il vertice di una fase di crescita andata avanti dalla metà degli anni Novanta e chiusa con una delle migliori «performance» nazionali: +32,3%. Meglio hanno fatto solo Emilia Romagna e Toscana. In percentuale, dal 2008 al 2011 il calo è stato del 6,4%.

Il profilo Ad emergere dal report dell’Istat non è però solo l’invecchiamento ma anche il profilo di chi diventa genitore: la madre umbra, prendendo in considerazione anche le donne staniere, ha in media 31,4 anni (oltre due in più rispetto al 1995, gli uomini 35,2), fa in media 1,23 figli (nel 1995 erano 1,08), in oltre un quarto dei casi ha tra 30 e 34 anni e come nomi preferisce Lorenzo (171 nel 2011) e Sofia (127). Le donne straniere in media sono più giovani (28,1 anni) e fanno più figli (1,77). Nel complesso, insomma, si posticipano le nascite e ciò comporta un calo della natalità. Partoriscono prima dei 25 anni solo il 10,3% delle donne (-0,5% rispetto al 2009), ma quasi la metà sono straniere.

Genitori stranieri Un altro trend che si va storicamente consolidando è quello che riguarda la crescita del numero dei figli di genitori stranieri: se nel 1999 i nati da almeno un genitore non italiano erano il 9,4%, nel 2011 la quota si è quasi triplicata (26,1%). In proporzione lo stesso è accaduto se si prendono in esame le coppie composte da genitori entrambi stanieri: dal 6,2% del 1999 al 19,7% del 2011. Tutte percentuali più alte della media italiana. Continua a salire poi il peso relativo dei nati da genitori non sposati, passati dal 6,3% del 1995 fino al 17,9 del 2009 e al 23,2 del 2011. In pratica, un bambino su quattro ha genitori non sposati mentre in 529 casi, nel 2011, la madre ha più di 40 anni (494 tra 40 e 44).

Il calo Come si spiega il calo delle nascite? Secondo l’Istat «a partire dal 2009 in tutte le aree del Paese si registra un calo delle nascite. Il fenomeno è in parte riconducibile a un effetto “strutturale”: infatti, stanno via via uscendo dall’esperienza riproduttiva le baby-boomers, ovvero le generazioni di donne nate a metà degli anni ’60, molto più numerose delle generazioni più giovani che via via raggiungono le età feconde, convenzionalmente fissate dai demografi tra 13 e 50 anni. Le cittadine straniere hanno finora compensato questo squilibrio strutturale andando a riempire i “vuoti” di popolazione femminile ravvisabili nella struttura per età delle donne italiane. Inoltre, le cittadine straniere fanno in media più figli delle donne italiane».

Così in Italia Complessivamente il fenomeno dell’invecchiamento interessa non solo l’Umbria bensì l’intera Italia: secondo il report, sono 546.607 i nati nel 2011, circa 15 mila in meno del 2010. Il dato conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviata dal 2009, causata per lo più— dalla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani, quasi 40 mila in meno rispetto al 2008. Anche i nati da almeno un genitore straniero, che hanno continuato ad aumentare al ritmo di circa 5 mila l’anno fino al 2010, nel 2011 mostrano una diminuzione (meno 2 mila). Ancora in crescita anche se a ritmo inferiore le nascite da entrambi i genitori stranieri.

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