Sono stati centomila gli umbri colpiti dall’influenza stagionale. Secondo i dati della Usl Umbria 1 la fase più critica del virus influenzale si può dire ormai superata, anche se è prevista una coda epidemica nel mese di marzo.
Centomila a letto Dal punto di vista sintomatologico il virus della stagione 2012-2013 non ha avuto caratteristiche differenti rispetto agli ultimi due anni che sono seguiti alla cosiddetta pandemia influenzale. Secondo la Usl, «il virus non è stato fortemente aggressivo, come quello che è circolato nell’America Settentrionale» e, in linea con la media degli ultimi anni, il numero dei casi di sindrome influenzale si attesta su un 10% circa della popolazionedella Usl Umbria 1 (90-100mila persone in tutta l’Umbria).
Picco superato «Sul territorio della ex ASL 2 che comprende i distretti del Trasimeno, del Perugino, dell’Assisano e della Media Valle del Tevere – spiega Massimo Gigli, responsabile del Servizio di Igiene Sanità Pubblica – la risposta alla campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale è stata buona, registrando il 66,42% di adesione degli ultrasessantacinquenni. Dai dati che abbiamo possiamo ritenere di aver ormai superato il picco del virus influenzale, che è stato registrato negli ultimi giorni di gennaio e nelle prime due settimane di febbraio. Già dalla terza settimana di febbraio i casi sono andati sensibilmente diminuendo, ma il virus circola ancora e dobbiamo aspettarci, come è avvenuto negli ultimi due anni, una coda epidemica anche nella prima metà del mese di marzo».
I consigli per la «coda» Per affrontare la coda epidemica prevista a marzo, restano invariati i consigli terapeutici: si tratta di una malattia virale per la quale si raccomandano in generale riposo e farmaci antipiretici e antidolorifici a seconda dei casi, salvo eventuali complicanze che vanno trattate, su indicazione del medico di famiglia, anche con antibiotici.
La vaccinazione Leggermente inferiori a quella del precedente anno sono invece i dati della campagna di vaccinazione nei territori della ex Asl 1 (Altotevere e Alto Chiascio). «La copertura della campagna di vaccinazione degli ultrasessantacinquenni è del 61,22% – precisa Anna Rita Comodi, responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica e Prevenzione e Sicurezza ambienti di lavoro per l’area dell’Altotevere – con una flessione di quasi sei punti; tale dato è verosimilmente motivato dall’
