La sede di Umbra acque

di Daniele Bovi

Superare la «frammentazione gestionale su scala regionale», ovvero cercare di realizzare un’azienda unica per il servizio idrico umbro, «è un passaggio necessario per il futuro». A spiegarlo è Enrico Menichetti, presidente di Umbra Acque che giovedì mattina ha presentato i dati del bilancio 2013 della società. Un’azienda unica poi si allineerebbe all’Autorità regionale per i rifiuti e l’acqua varata da palazzo Donini: «Un serio percorso di integrazione – spiega Menichetti -, senza presunte egemonie territoriali e supportato da rigorosi studi di fattibilità tecnico-operativi, è la chiave per garantire la capacità di investimento e per abbattere i costi, creando rilevanti economie di scala e positive ricadute per l’utenza, sia nella qualità del servizio che nel contenimento tariffario».

LA DELIBERA DEGLI ATI

Tariffe su Intanto però le tariffe salgono: così come risulta dalla delibera adottata dagli Ati 1 e 2 il 29 aprile scorso, per il 2014 l’aumento sarà del 4,5%, mentre per il 2015 del 6,1%. Una misura che comprende più voci come il conguaglio, richiesto da Umbra Acque agli Ati, da 6,2 milioni che, come riportato nella delibera, sarà spalmato sulle bollette del 2014, 2015 e 2016. Conguaglio che altro non è se non la differenza tra i costi riconosciuti sulla base delle tariffe provvisorie ed i costi approvati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Ulteriori 400 mila euro verranno invece messi per ridurre il peso delle bollette per le famiglie più povere. Venti, invece, i milioni di euro di bollette non pagate che l’azienda dovrà recuperare (3,3 quelli incassati dal 2010 al 2013). E proprio rimanendo in tema di numeri, ogni anno dalla rete di Umbra acque vengono dispersi 30 milioni di metri cubi che, in termini di costo di produzione, pesano per sei milioni di euro. E miglioramenti significativi della rete per il futuro non sembrano essere dietro l’angolo.

LO STUDIO DI CITTADINANZATTIVA

I numeri Come spiegato giovedì infatti per rifare la rete servirebbero ben 600 milioni di euro, mentre per mantenerla tale e quale a quella attuale di milioni ne servirebbero 10 all’anno. Ad oggi invece nelle possibilità della società per questa voce ci sono circa 500 mila euro all’anno. Per quanto riguarda il 2013, Menichetti rivendica anche una tariffa «che è nettamente la più bassa dell’Umbria e in piena media nazionale. Un dato che risulta confermato anche se si misura il costo medio annuo per una famiglia-tipo di tre persone, il cui consumo è di 120 metri cubi pari ad un pagamento circa 200 euro».

Il bilancio Il bilancio 2013 si è chiuso con un utile da 3,1 milioni che Umbra acque ha deciso «di destinare, integralmente, a riserva per alimentare i necessari investimenti infrastrutturali nei territori serviti». Circa 8, secondo i dati forniti dalla società, i milioni di euro di investimenti dal 2008 ad oggi. Da segnalare poi il calo del costo del personale (-6%), frutto della riduzione dell’organico da 351 persone a 336 e della riduzione degli straordinari. Diminuiti di tre milioni i costi per gli appalti esterni, riportando in azienda lavori come quello del call center, dei contatoristi e della manutenzione. Abbattuto anche lo stock del debito, che negli ultimi 3 anni è passato da 53 a 32 milioni di euro.

Twitter @DanieleBovi

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