Torna la fermata piazza Carducci, tensione tra Comune e Um (foto Fabrizi)

di Dan.Bo.

La vendita di Umbria mobilità si blocca in attesa che azienda e soci tornino a parlare coi sindacati. Secondo quanto reso noto nel pomeriggio da Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Orsa infatti, il cda della società ha deciso di non inviare le lettere di invito a Busitalia e Ratp Group, le due aziende che si sono dette interessate a rilevare almeno il 70% di Umbria mobilità Esercizio, la srl frutto dello scorporo che si occuperà della gestione del servizio nella regione. Questo finché non si riannoderanno i fili di un dialogo interrotto lunedì nel corso dell’ultimo incontro coi soci, ai quali i rappresentanti dei lavoratori tornano a chiedere l’ennesimo «incontro urgente al fine – scrivono – di riaprire il tavolo di trattativa sul protocollo proposto» lunedì scorso. Protocollo che, «pur rappresentando un primo passo verso quanto richiesto – è detto ancora -, risulta essere ancora insufficiente rispetto alle garanzie necessarie».

Tre nodi I nodi da sciogliere sono tre: il primo riguarda l’applicazione della contrattazione integrativa, il secondo le garanzie sui livelli occupazionali e il terzo il mantenimento di una «significativa» quota pubblica (almeno il 30%) di UM Esercizio. Nelle lettere di invito a presentare l’offerta che l’azienda spedirà a Busitalia e Ratp Group, i sindacati si aspettano di vedere innanzitutto chiare garanzie occupazionali. E l’impegno per il futuro manifestato lunedì dai soci al momento ai sindacati non basta. Idem per quanto riguarda il mantenimento di almeno il 30% in mano ai soci umbri che, viste le attuali condizioni delle casse pubbliche non hanno alcuna intenzione di legarsi le mani per il futuro. Come scritto nel bando al quale hanno risposto Busitalia e i francesi di Ratp infatti, è prevista al momento la vendita del 70% di UM Esercizio con la possibilità per UM, entro un anno, di obbligare l’acquirente a comprare anche il restante 30%.

I tempi E’ in questo quadro quindi che i sindacati hanno ottenuto il blocco, complice anche la settimana di ferragosto, dell’invio delle lettere. Invio che avrebbe rappresentato «una inutile provocazione e un segnale di chiusura totale rispetto alle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali». Ora c’è da capire quando questo incontro si potrà fare. Contatti tra l’azienda e palazzo Donini, sede della Regione, sono già in corso ma visto il weekend e la settimana di ferragosto, è probabile che tutto slitti. Non troppo però perché le procedure di vendita, di cui la spedizione delle lettere rappresentano la seconda fase (poi ci sarà la presentazione dell’offerta vincolante e infine la valutazione e l’aggiudicazione) non possono subire ritardi consistenti. Fatto sta che in caso il nuovo summit non desse i frutti sperati, i sindacati «si vedrebbero costretti – promettono – ad intraprendere le opportune ulteriori iniziative».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.