di Daniele Bovi
Più arrivi e più presenze. Sono positivi i numeri, dichiarati dalle strutture ricettive della regione e resi noti da palazzo Donini, che riguardano i flussi turistici del primo semestre dell’anno. Gli arrivi (cioè il numero complessivo di persone) sono stati 1.069.745, con una crescita del 3,4 per cento; le presenze invece, ovvero il numero delle notti trascorse nel Cuore verde, sono state 2.335.198, con un aumento dell’1,57 per cento. I turisti italiani (771 mila) registrano un più consistente aumento negli arrivi (+4.28 per cento) rispetto a quello delle presenze (+0.58 per cento), mentre i turisti stranieri (297 mila) aumentano negli arrivi del +1.17 per cento e registrano un aumento più sostenuto nelle presenze pari al +3.63 per cento. Ma chi sono le persone che hanno deciso di passare qualche giorno in Umbria per turismo o per lavoro? Quanto agli italiani in cima alla classifica si sono Lazio (172 mila arrivi), Lombardia (96 mila), Campania (78 mila), Veneto (58 mila), Emilia (58 mila), Toscana (57 mila) e Puglia (46 mila), mentre gli umbri che si sono spostati all’interno della regione sono stati 32 mila.
Gli stranieri Arrivi e presenze di questi ultimi sono in netta crescita (+12 e +10 per cento), così come quelli del Lazio (+4,7 e +4 per cento), della Campania (+5,7 per cento per gli arrivi). Qualche segno meno, soprattutto per le presenze, c’è (vedi i casi di Toscana, Lombardia, Calabria e Puglia) ma il saldo complessivamente è positivo. Per quanto riguarda gli stranieri invece al top ci sono gli Stati Uniti (46 mila arrivi), la Cina (41 mila), la Germania (29 mila), l’Inghilterra (14 mila), l’Olanda (15 mila), la Francia (16 mila) e il Belgio (13 mila). Tirando le somme, il 60 per cento degli stranieri arriva da questi sette paesi. Guardando al primo semestre dell’anno scorso, è da segnalare il boom della Cina per quanto riguarda arrivi e presenze (+24 e +30 per cento) così come dell’Inghilterra (+17 e +13 per cento). In special modo i cinesi hanno deciso di premiare le strutture extralberghiere (+127 per cento) rispetto agli alberghi (+23 per cento).
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Territori Un trend che si registra anche per gli statunitensi, benché in questo caso il segno più sia nettamente inferiore (+11,5 per cento di presenze). Americani il cui numero complessivo cresce di poco (+1,3 per cento) ma che decidono di fermarsi più a lungo (+7 per cento), specialmente nelle strutture extralberghiere. Lievi segno meno invece si notano per gli altri paesi. Ma dove decidono di soggiornare italiani e stranieri? Il territorio più battuto dell’Umbria è l’Assisano (254 mila arrivi), seguito dal Perugino (204 mila), dal Folignate (100 mila), dalla Valnerina e dal Trasimeno con 80 mila arrivi a testa e dall’Eugubino (51 mila). Terni è stata scelta da 68 mila persone, l’Amerino da 14 mila e l’Orvietano da 83 mila. Rispetto all’anno scorso, la prestazione migliore in termini di arrivi la mette a segno l’Orvietano (+12 per cento), seguito dal Folignate (+10 per cento), dal Tuderte (+10 per cento, dalla Valnerina (+7,3 per cento) e da Assisi (+4 per cento grazie agli italiani). Sostanzialmente stabile invece il dato di Perugia, mentre l’Alta valle del Tevere perde il 6 per cento degli arrivi così come lo Spoletino; da ultimo, il Trasimeno contiene le perdite (-0,5 per cento).
I mesi Guardando invece ai numeri di ogni mese, contrariamente a quanto si potrebbe pensare gennaio e febbraio sono stati i migliori (+14 e + 21 per cento) mentre marzo e aprile hanno fatto registrare un calo (-4 e -3 per cento) e maggio e giugno un leggero aumento (+5 e + 4 per cento), anche se va tenuto presente che in termini assoluti oltre il 71 per cento degli arrivi è concentrato tra aprile e giugno. Se si prendono in considerazione poi le diverse strutture ricettive in 755 mila (222 mila gli stranieri) hanno scelto gli alberghi, fermandosi in media 1,8 notti, e 314 mila (75 mila gli stranieri) tutte le altre soluzioni (3 notti la media), tra le quali le più gettonate sono gli agriturismi (97 mila arrivi dei quali 78 mila riguardano italiani), le case religiose d’ospitalità (ovvero gli hotel gestiti dagli istituti religiosi, scelti da 48 mila persone), i campeggi (32 mila), le case vacanza (28 mila), gli affittacamere (23 mila) e gli ostelli (22 mila).
Le strutture Hotel a 3, 4 e 5 stelle sono tutti con il segno più davanti, mentre a soffrire sono gli altri. Le strutture a 4 e 5 stelle hanno i record di crescita di arrivi e presenze: +6,7 e +9,3 per cento per le seconde e +6,2 e +6,5 per cento per le prime. Spostando l’attenzione alle extralberghiere, i numeri migliori sono quelli degli ostelli per la gioventù (+17 per cento gli arrivi) e degli affittacamere (+14 per cento); bene anche le case religiose (+10 per cento), campeggi e country house con oltre il 5 per cento di arrivi in più. Stabili invece gli agriturismi (+1,46 per cento). Da ultimo, quanto all’indice di utilizzo medio quello degli alberghi è del 29 per cento mentre quello delle strutture extralberghiere è del 10,8 per cento.
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