di Francesca Marruco
Il tumore al seno è l’unica malattia contro cui negli ultimi 20 anni sono stati fatti passi da gigante. Tuttavia resta ancora molta strada da fare. E una delle cose da fare nella maggior parte degli ospedali d’Italia è accorciare il percorso ospedaliero di chi, ogni giorno, si ritrova questo ospite inatteso e non voluto nella vita. Adesso, con il nuovo macchinario presentato venerdì mattina all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, si segna un altro passo avanti nella sanità umbra.
Chi c’era Alla presentazione, che si è tenuta nell’atrio principale dell’ospedale, oltre ai tanti medici e volontari della Lilt, c’erano la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi, il rettore Francesco Bistoni, Il preside della facoltà di medicina Luciano Binaglia, il presidente di Lilt Umbria e responsabile della Struttura semplice dipartimentale ‘Breast Unit’ Antonio Rulli e il numero uno di anatomia patologia, professor Angelo Sidoni.
VIDEO: LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO STRUMENTO
Cos’è Quello presentato venerdì mattina è un macchinario che analizzerà il linfonodo sentinella in estemporanea, durante l’intervento chirurgico in cui il linfonodo viene estratto. E il risultato dunque si avrà nel giro di 30 minuti. E non dopo due -tre settimane, come invece accadeva prima. A quel punto, in caso di presenza di metastasi, i chirurghi potranno procedere allo svuotamento del cavo ascellare senza sottoporre la donna a un altro intervento.
Rulli e Sidoni «E’ un’apparecchiatura che assicura una svolta epocale nel trattamento dei tumori al seno», ha detto il professor Antonio Rulli che per primo ha introdotto la novità alla cerimonia di venerdì. «Si tratta di una metodica molto accurata, un’analisi molecolare molto più precisa di quanto fatto fino ad ora» gli ha atto eco il direttore della struttura complessa di anatomia patologica, professor Angelo Sidoni che ha spiegato come il macchinario di fatto, sezioni il linfonodo fino a polverizzarlo.
Bistoni e Binaglia «Biologizzazione e pluridisciplinarità caratterizzano ormai la medicina di tutti i giorni e proprio in funzione di questa svolta per la la medicina del 21esimo secolo è importante la riorganizzazione assistenziale cui sta lavorando la Regione Umbria. Per quanto ci riguarda – ha detto il rettore Francesco Bistoni – posso assicurare che il centro di genomica sarà operativo a partire dal gennaio 2013 anche grazie alle risorse della Bill Gates Foundation. Quel centro sarà il cuore pulsante dell’ospedale» . «E’ un meraviglioso passaggio che si sta effettuando» ha detto ancora il preside della facoltà di medicina Luciano Binaglia , che ha ricordato come in 5 anni si sia passati dalla teorizzazione del macchinario alla sua realizzazione. «Il metodo con cui si faranno queste analisi è oggettivo» ha rimarcato il preside.
Orlandi e Marini Il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Orlandi ha detto: «abbiamo voluto acquisire questo apparecchio con un intervento finanziario non eccessivo che, accresce l’innovazione tecnologica, del nostro Ospedale ed umanizza il percorso diagnostico e terapeutico abbassando l’elevato stress psicologico che le donne devono subire ». A chiudere la presentazione ci ha pensato invece la presidente della Regione Catiuscia Marini, per la terza volta consecutiva madrina della campagna ‘Nastro Rosa’ in Umbria, che ha ringraziato medici e tecnici che continuamente permettono all’Umbria di risultare tra le prime regioni in Italia a garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria. La presidente ha parlato di «buona gestione e buona programmazione» delle risorse, però ha anche lanciato un grido d’allarme: «Dal Governo – ha detto – ci aspettiamo una maggiore attenzione per la salvaguardia di alcuni diritti costituzionali come sanità e istruzione. La parte sulla sanità della legge di stabilità è sbagliata» ha concluso.
Scheda tecnica Il metodo che verrà utilizzato d’ora in poi all’ospedale di Perugia è incluso nel sistema Osna «che- si legge nella nota per la stampa- permette una amplificazione genetica che, in circa 30 minuti, permette di analizzare l’intero linfonodo sentinella indicando macro metastasi, micro metastasi, o linfonodo negativo. Rispetto ai metodi di amplificazione PCR tradizionali, l‘innovativa tecnologia di amplificazione RT-LAMP (isotermica a 65°) è più rapida e non è richiesta l’estrazione e purificazione dell’RNA. La struttura del primer garantisce elevata specificità ed evita falsi positivi».
Miglioramenti e speranze Con il nuovo macchinario dunque la donna colpita da tumore al seno, dovrà affrontare un intervento in meno, evitando un’anestesia, un ricovero e molte ansie. Saprà subito se il tumore aveva già raggiunto i linfonodi e nel caso le saranno stati già tolti. Fortunatamente, la maggioranza dei casi in cui i tumori sono al di sotto dei tre cm i linfonodi sono per il 70% negativi. Dal 1999 ad oggi, all’ospedale di Perugia, solo nel 23% dei casi i linfonodi sono risultati colpiti e sono stati tolti. Quelle donne, che rappresentano il 23%, hanno comunque dovuto aspettare 2-3 settimane dal momento del prelievo del linfonodo a quello del risultato dell’esame e poi si sono state sottoposte a un altro intervento. Adesso non sarà più così. E altre con la loro stessa esigenza verranno operate prima. L’optimum arriverà quando in uno stesso intervento chirurgico, verranno tolti e analizzati nodulo e linfonodi, come già avviene in altre parti d’Italia.


