Aula di tribunale

I consigli comunali dei Comuni di Città della Pieve, Paciano e Piegaro hanno approvato l’ordine del giorno presentato su iniziativa dei sindaci Riccardo Manganello, Franco Fratoni e Andrea Caporali riguardante la nuova riorganizzazione dei Tribunali ordinari prevista nella recente riforma. I tre comuni chiedono di essere compresi nella circoscrizione di Perugia e non in quella di Terni.

Ordine del giorno I primi cittadini dei tre Comuni umbri hanno da subito espresso la propria contrarietà verso la riforma che prevede, con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie  e la soppressione del tribunale di Orvieto, l’accorpamento degli uffici giudiziari e la competenza territoriale per i suddetti Comuni al tribunale di Terni. Prima attraverso l’istanza congiunta inviata già nel luglio scorso al ministro della Giustizia e supportata da una successiva lettera della presidente della Regione Umbria, poi con l’ordine del giorno presentato alle rispettive assemblee consiliari, i sindaci si fanno interpreti del sentire delle comunità locali, di fronte ad un accorpamento che creerebbe non pochi disagi alla popolazione e si rivolgono ai parlamentari eletti in Umbria perché si facciano promotori in ambito legislativo, già in sede di approvazione del «decreto milleproroghe», di un’adeguata revisione delle circoscrizioni giudiziarie per quanto riguarda i territori dei Comuni di Città della Pieve, Paciano e Piegaro. Richiesta che, come si sottolinea nel testo approvato dalle assemblee consiliari, è in sintonia con le stesse indicazioni del legislatore della Riforma, che prevede si seguano principi e direttive che nella concreta applicazione del dettato normativo rispettino quei «criteri oggettivi ed omogenei» che tengano conto «della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale».

Appello ai parlamentari I Comuni interessati chiedono dunque ai parlamentari che «si operi un’opportuna correzione in sede legislativa, individuando il Tribunale di Perugia, e non di quello di Terni, come riferimento per i cittadini dei Comuni suddetti, indirizzandoli al  circondario più limitrofo al loro territorio, collegato anche da servizio pubblico di trasporto. Senza contare – aggiungono – che esiste una rete di legami interistituzionali, professionali, della distribuzione e della competenza territoriale delle  forze dell’ordine, che sono al servizio di un razionale e buon funzionamento della Giustizia, e che subirebbero tutte le difficoltà conseguenti all’accorpamento con Terni, con conseguenti ricadute negative sui cittadini». L’ordine del giorno verrà trasmesso al ministro della Giustizia, al sottosegretario alla Giustizia, al presidente della commissione Giustizia, al presidente della Regione Umbria, al prefetto di Perugia, ai parlamentari eletti nel collegio elettorale Umbria.

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