Paolucci e Sperandio

Vivere con gli altri l’evoluzione del comportamento sociale. Questo il tema del Darwin Day in programma venerdì e sabato a Villa Fabbri di Trevi, che ospiterà quattro incontri dedicati a pubblico e studenti del piccolo borgo. La direzione scientifica della due giorni è in capo alla biologa folignate Silvia Paolucci, che aprirà i lavori alle 17.15, ma intanto spiega: «Partiamo dalle basi culturali, biologiche ed evolutive del vivere insieme – ha spiegato, che ne ha curato l’organizzazione insieme al Laboratorio di scienze sperimentali di Foligno – per cercare di spiegare meccanismi che regolano le relazioni sociali. Parleremo di altruismo e cooperazione, di gioco e conflittualità».

Darwin Day a Trevi  Subito dopo l’introduzione, ossia intorno alle 17.30, il primo appuntamento con Fabio Di Vincenzo, naturalista e studioso di evoluzione umana dell’Università La Sapienza di Roma, che interverrà sul Un’amicizia geniale: socialità e sviluppo cognitivo nell’evoluzione umana, mentre dopo di lui sarà il turno, intorno alle 18.30, di Chiara Scopa, etologa del Museo di Storia Naturale di Calci dell’Università di Pisa, che interverrà con una conferenza dal titolo A che gioco stai giocando? L’etologia del gioco sociale: due specie animali a confronto. Sabato mattina dedicato agli studenti di Trevi, mentre alle alle 17.30 è atteso Alessandro Cini, etologo dell’Università di Firenze e dell’University College di Londra, con l’incontro Oltre l’altruismo: opportunisti e impostori nelle società degli insetti. A chiudere il Darwin Day il biologo Omar Rota-Sgabelli della Fondazione Mach di San Michele all’Adige (Trento), che parlerà di Evoluzione a tutta birra: antropologia, filogenesi e storia delle bevande fermentate. Ad accogliere gli esperti sarà il padrone di casa Bernardino Sperandio, sindaco e presidente della Fondazione Villa Fabbri, secondo cui «siamo alla vigilia di un’iniziativa che ritengo utilissima – ha quindi proseguito – soprattutto in un periodo storico come quello attuale, in cui la scienza viene messa da parte per favorire esternazioni fantasiose che creano problemi di credibilità e stabilità della società».

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