di Daniele Bovi
A dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale, l’ambizione è quella di dare vita a un biglietto unico che segni l’integrazione completa tra ferro e gomma. A parlarne, mercoledì pomeriggio a Perugia, l’assessore regionale ai Trasporti Giuseppe Chianella e Orazio Iacono, direttore della Divisione passeggeri regionale di Trenitalia che hanno firmato il nuovo contratto di servizio tra Regione e azienda che varrà fino a dicembre 2020. E proprio il biglietto unico è uno dei temi più importanti del documento in una regione, l’Umbria, dove con l’acquisizione di Umbria mobilità da parte del gruppo Busitalia-FS, la società sta acquisendo un ruolo sempre più predominante. «Da dicembre 2016 – promette Iacono – vedremo elementi nuovi. In futuro si potrà viaggiare con una sola card su diversi mezzi e questa potrebbe essere una delle prime regioni con un’integrazione totale tra ferro e gomma».
Le novità Il contratto prevede un’offerta di 3,7 milioni di treni-km all’anno, circa 27 mila in più rispetto al precedente accordo per un totale di 90 treni al giorno. Il valore complessivo del patto è di 341 milioni di euro, dei quali 222 saranno versati dalla Regione come corrispettivo mentre i restanti saranno pagati dai passeggeri attraverso i biglietti. Cambia anche il sistema delle penali (e dei premi), calcolate non più su base trimestrale bensì mensile, così da ‘stimolare’ l’azienda a fare meglio (basta pensare al caso delle carrozze-fornaci di questa estate). «Un nuovo sistema – assicura Iacono – che ci permetterà di fare meglio». Altro punto importante, specialmente per i pendolari da e per Roma, gli investimenti per l’adeguamento del materiale rotabile (locomotori e vetture) che potrà così continuare a circolare sulla linea direttissima.
ADDIO AI BIGLIETTI REGIONALI CHILOMETRICI
Riqualificazione «E questo – dice sul punto Chianella – era un qualcosa di non scontato e che sarà molto utile per i pendolari della regione nell’ambito di un nuovo contratto che ci dà tranquillità e serenità per i prossimi anni». «Il tpl – ha aggiunto Iacono – è un settore in sofferenza ma è una nostra priorità: lo scopo è quello di riqualificare i collegamenti, specializzandoli in termini di velocità, frequenza e interscambio e integrandoli sempre di più». E tornando al tema dell’integrazione, questa in futuro potrebbe diventare sempre più stretta. La Regione infatti vorrebbe affidare a Trenitalia un’infrastruttura strategica, malandata e che necessita di forti investimenti, ovvero i chilometri di rotaie della Fcu. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro tra la presidente Catiuscia Marini e i vertici di FS, e le trattative sembrano andare per il verso giusto: «Da parte mia – spiega Chianella – aggiungo solo che ci sono una serie di ipotesi che stiamo verificando e di cui daremo presto conto. L’Umbria dovrebbe essere una sorta di regione sperimentale sotto questo punto di vista».
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Frecciabianca Quanto alla possibile fermata del Frecciabianca a Spoleto, Iacono ha ribadito che si tratta di un servizio a mercato (quindi se non c’è utenza sufficiente il treno non si ferma), ma che «stiamo verificando con il territorio, coinvolgendo gli albergatori ma non solo, altre forme di collaborazione per far nascere una domanda che al momento non c’è». Tornando a parlare dei servizi attualmente svolti in Umbria, nel 2015 sono stati 25.600 in ogni giorno feriale i passeggeri che hanno viaggiato sulle linee del trasporto regionale, per un totale di circa 8 milioni all’anno, con una percentuale di treni in orario del 94 per cento. Secondo l’azienda poi la percentuale di utenti umbri soddisfatti è dell’85,5 per cento, quattro punti in più rispetto al 2014.
Twitter @DanieleBovi
