Un treno regionale

Mettere in atto «ogni iniziativa» affinché i treni smettano di essere roventi a causa del malfunzionamento dell’aria condizionata, oppure la Regione applicherà sanzioni a Trenitalia. Dopo le tante segnalazioni arrivate in questi giorni, specialmente da parte dei pendolari umbri costretti a viaggiare dentro carrozze surriscaldate, l’assessore regionale ai Trasporti Giuseppe Chianella martedì ha preso carta e penna e ha scritto al direttore di Trenitalia per l’Umbria, Fabrizio Imperatrice, per chiedere di risolvere al più presto la situazione. «Prendo atto – scrive Chianella – dell’attenzione che la direzione regionale di Trenitalia riferisce di aver posto per la soluzione del problema e delle cause che lo hanno determinato, ma, ciò nonostante, la situazione non sembra migliorare e le lamentele aumentano di giorno in giorno. Tra l’altro abbiamo potuto anche appurare l’entità di tali disagi e la veridicità delle segnalazioni attraverso l’esperienza diretta di alcuni nostri funzionari che per motivi di lavoro hanno utilizzato i treni in questione.

Situazione insostenibile Sottolineando che la Regione si sta impegnando anche in relazione ai treni Intercity (che non sono compresi nel contratto di servizio stipulato con Trenitalia), per quanto riguarda invece i treni regionali l’assessore Chianella ha ricordato che gli accordi contrattuali prevedono l’effettuazione di servizi con uno standard ben definito e specifiche penalità a fronte di eventuali disservizi che però devono essere occasionali e «non sistematici come quelli attualmente rilevati, imputabili sostanzialmente ad una inadeguata ordinaria manutenzione dei rotabili o per altre cause al momento non conosciute. Comunque, ha affermato Chianella, il perdurare di questa situazione è ormai ingiustificabile e soprattutto insostenibile».

TRASPORTI, SINDACATI CHIEDONO INCONTRO A REGIONE

La lettera La lettera si conclude con la Regione che spiega come attraverso i propri uffici verificherà «la possibilità di applicazione di ulteriori penali per il mancato rispetto degli standard previsti e la possibilità di rivalsa, per eventi di tale tipo, nell’ambito del rinnovo, attualmente in corso, del contratto di servizio». Da parte sua l’azienda nei giorni scorsi ha rivelato che per risolvere la situazione sono state potenziate le squadre e le attività di manutenzione e che nelle stazioni ci sono «presidi per il controllo dei climatizzatori». La società nega ci siano «negligenza o scarso impegno» e attribuisce i disservizi «all’eccezionale e prolungata ondata di caldo torrido che attanaglia la penisola».

Trenitalia La società spiega che in questi giorni sta ruotando i convogli, cercando di utilizzare quelli più performanti lungo le aree più critiche, e sta monitorando costantemente la rete, compresa la temperatura dei binari che in alcuni casi ha raggiunto i 60 gradi. «In queste settimane Trenitalia – scrive l’azienda -, sia sul versante dei treni regionali, sia su quello dei treni a lunga percorrenza, con particolare riferimento agli Intercity e ai Frecciabianca, ha adottato misure organizzative straordinarie con un raddoppio della copertura manutentiva sugli impianti di climatizzazione, un potenziamento delle squadre tecniche e l’attivazione di presidi di manutenzione e di pronto intervento nelle stazioni, per emergenze e un’assistenza ai clienti quanto più efficace e tempestiva possibile. Da inizio luglio sono state distribuite oltre 30 mila bottiglie d’acqua e 11.300 kit per colazione, pranzo e cena, nonché garantiti, a viaggiatori che non avevano potuto ultimare il viaggio in treno, 260 pernottamenti in hotel e 145 trasferimenti in taxi».

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