Pendolari in stazione

di Chiara Fabrizi

La linea ferroviaria Orte-Foligno-Fabriano è tra le dieci linee da incubo per i viaggiatori inserite nel rapporto Pendolaria di Legambiente. Non solo. Dal documento, che sarà ufficialmente presentato a gennaio, emerge anche che l’Umbria è una delle regioni in cui dal 2010 in avanti si è registrato il maggior incremento del costo dei biglietti, valutato intorno al 25%.

Orte-Foligno tra le 10 linee da incubo per pendolari Queste le anticipazioni di maggior rilievo contenute nelle anticipazioni rilasciate mercoledì dall’associazione che ogni anno compie un’analisi sulle condizioni del trasporto ferroviario, dai vagoni alle infrastrutture. Nella last ten delle linee peggiori d’Italia entra anche la Orte-Foligno-Fabriano che si piazza al nono posto «perché – si legge nel rapporto – qui i pendolari aspettano da anni che si dia seguito alle promesse di un potenziamento. Stiamo infatti parlando di un collegamento nazionale, tra Roma, l’Umbria e le Marche su cui sarebbero previsti investimenti in perenne ritardo e di cui beneficerebbe anche il servizio pendolare. Per ora la linea di 140 km continua ad avere molti tratti a binario unico, una media di velocità di 70 km/h e i pendolari lamentano continui disagi a causa di guasti dei treni e criticità durante l’inverno per la pioggia, il gelo ed in alcuni casi persino a causa delle foglie che creano problemi di aderenza delle ruote del locomotore sulla rotaia. L’infrastruttura in alcuni tratti è a binario unico mentre i lavori di raddoppio sono in ritardo ormai da anni».

NUOVO ORARIO DEI TRENI

Dal 2010 costo biglietto +25% Criticità anche recentemente raccontate da Umbria24 e che effettivamente rappresentano un incubo per i pendolari umbri, da Terni a Perugia, passando per Foligno e Spoleto, dove secondo Legambiente transitano treni con un’età media che gira intorno a quota 20 anni, superiore al dato nazionale calcolato su oltre 3.300 vagoni in circolazione nelle regioni e con un’età media di 18,6 anni. Alla scarsità se non insussistenza di investimenti fa il paio un incremento del costo del biglietto che in Umbria dal 2010 al 2015 è valso il 25%, ossia uno dei dati più pesanti a livello nazionale, secondo soltanto al Piemonte (+47%) e alla Liguria (+41%). All’aumento dei prezzi non è indifferente il taglio delle risorse che il governo destina annualmente al trasporto su ferro e su gomma, che dal 2009 in avanti sono state ridotte proprio del 25%.

All’80% degli occupati umbri va a lavoro in auto Significativa anche la stima sul numero di occupati che va al lavoro in auto come conducente, in Umbria pari all’80%, in proporzione tra i dati più massicci a livello italiano. Quasi la metà, ovvero il 47,7% dei bambini e studenti che vanno a scuola lo fanno portati da un’auto, e se patentati gli studenti umbri lo fanno in auto, in questo caso parliamo dell’8%. «Da questi dati emerge facilmente la lettura che ci descrive come una delle peggiori regioni – commenta Maurizio Zara, vicepresidente di Legambiente Umbria e membro dell’Ufficio di presidenza del Comitato scientifico nazionale di Legambiente – in molti parametri la peggiore in Italia, e questo primato ce lo siamo guadagnati soprattutto negli ultimi dieci anni».

Variante per la Orte-Falconara Restando in Umbria e tornando agli investimenti risulta un tema particolarmente caldo, quello del progetto di raddoppio ferroviario Orte-Falconara, su cui è tornato ad accendersi il dibattito intorno all’ipotesi di una variante Fossato-Perugia per potenziare l’Eugubino-Gualdese, l’Assisano e l’aeroporto, col tratto Fossato-Foligno che resterebbe a binario unico. Sulla proposta rispuntata in Regione si sono già scagliati dieci sindaci umbri, tra cui quelli di Terni, Foligno e Spoleto, ma la partita è ancora aperta. Tanto che martedì a Palazzo Cesaroni è stato approvato con 16 voti favorevoli e quattro astenuti un ordine del giorno all’interno del Piano regionale dei trasporti, che conferma la priorità del raddoppio della tratta ferroviaria Orte-Falconara, prendendo però atto che il Piano include già l’asse strategico in variante, per le aree dell’Eugubino-Gualdese, sino all’aeroporto di Perugia, e impegna la diunta regionale a considerare tale asse strategico non solo dal punto di vista ferroviario, procedendo allo studio di fattibilità.

Twitter @chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.