Il progetto Polymeer, sviluppato dalle docenti Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi, punta all’innovazione e alla sostenibilità valorizzando le trebbie di birra e trasformandole in nuovi materiali destinati a diversi settori: agricoltura, imballaggio, trasporto e tessile per l’industria automobilistica. La ricerca è stata finanziata dall’Unione Europa e il Consorzio per le bioindustrie con un contributo di 4,8 milioni di euro.
Dalla birra ai polimeri Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare nuovi polimeri, co-polimeri e miscele polimeriche per sostituire le plastiche tradizionali, utilizzando le trebbie residue della produzione della birra. La produzione globale di trebbie sfiora i 40 milioni di tonnellate all’anno, di cui 8 milioni in Europa. La gestione di questo sottoprodotto è problematica a causa della sua abbondanza, dell’elevato contenuto di umidità e dell’alta carica microbica, che ne riducono drasticamente la durata di conservazione.
Le caratteristice Polymeer punterà allo sviluppo di nuovi materiali, intrinsecamente riciclabili e/o biodegradabili, progettati per soddisfare requisiti tecnici specifici per diversi settori di applicazione. Partendo dal settore agricolo, dove sono richieste resistenza alla degradazione UV, proprietà di barriera e biodegradabilità nel suolo. Passanto per l’imballaggio e il trasporto, che richiede proprietà specifiche di durabilità, resistenza ed elasticità, fino al settore tessile per l’industria automobilistica, dove sono richieste proprietà di ritardo di fiamma e antimicrobiche, resistenza ai raggi UV, idrofobicità e oleofobicità.
UniPg Grazie al lavoro della professoressa Assunta Marrocchi, del dipartimento di chimica, biologia e biotecnologie, e della professoressa Ombretta Marconi, del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali e Direttrice del centro di ricerca per l’eccellenza della birra, l’ateneo perugino avrà il ruolo di coordinatore delle 13 realtà partner fra atenei, organismi di ricerca e tecnologia e aziende.
Sfide globali «Questo riconoscimento internazionale rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’eccellenza della nostra ricerca, evidenziando l’importanza della collaborazione internazionale per affrontare le sfide globali. Il progetto Polymeer incarna perfettamente i principi della sostenibilità e del benessere delle persone, valori fondamentali del nostro Ateneo – ha dichiaratore il rettore Maurizio Oliviero – le nostre docenti hanno dimostrato, ancora una volta, come la ricerca possa e debba essere al servizio del progresso e del benessere collettivo, rendendo il nostro Ateneo un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale».
