Una legge per il risanamento complessivo del lago Trasimeno predisposta dal presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e dal consigliere delegato Claudio Fallarino ed approvata all’unanimità dal consiglio provinciale di Perugia il 3 maggio scorso, è stata presentata alla Camera dai deputati umbri Gianpiero Bocci, Marina Sereni, Carlo Emanuele Trappolino, Walter Verini, Luciano Rossi, Rocco Ghirlanda, Pietro Laffranco.
Guasticchi Il lavoro vuole rispondere alle esigenze di un bacino particolare e delicato come quello del Lago Trasimeno. «Questo è un primo importante traguardo – dice Guasticchi – da quando un anno fa, ad Isola Polvese, venne annunciato che avremmo guidato il processo di riordino e riorganizzazione istituzionale con proposte di legge, utilizzando il potere di iniziativa del consiglio provinciale di proporre disegni di legge sia a livello regionale che parlamentare. La Provincia ha fatto valere questo suo potere propositivo che oggi trova applicazione in questa proposta di legge relativa al risanamento del bacino del Trasimeno. Una proposta che trova ampia centralità nel programma di mandato e che, in parte, ha già trovato concretizzazione in altre iniziative già messe in campo nei settori della promozione del turismo e valorizzazione del territorio». Sentiti ringraziamenti sono stati espressi da Guasticchi a parlamentari, sindaci, rappresentanti istituzionali e regionali che hanno dato il loro sostegno e collaborato all’iniziativa.
Fallarino «Questa proposta di legge – ha aggiunto Fallarino -permette una stabilità finanziaria riguardante l’ordinaria e corretta gestione di un ecosistema come quello del Lago Trasimeno su cui le Istituzioni locali si sono sempre impegnate pur con una ristrettezza economica. Questa legge può rappresentare un contributo non solo sotto il punto dell’ecosistema Trasimeno, ma anche una spinta per ridisegnare nuove politiche territoriali infrastrutturali, economiche e sociali dell’intera area. Sono consapevole che questo primo passo formale si inserisce a fine dell’attuale legislatura, ma che può e dovrà essere ripreso a inizio della prossima, supportato da azioni politiche a tutti i livelli istituzionali».

