Circa 12 milioni di chironomidi, una buona percentuale dei quali femmina, che quindi non deporrà più le uova e permette di ipotizzare effetti anche di lungo periodo sull’efficacia di «Isola B», la struttura galleggiante collocata lo scorso 19 maggio nelle acque del Trasimeno. A tirare le fila sui risultati prodotti dalla piattaforma dotata di un sistema tecnologico avanzato di monitoraggio e prelievo dei fastidiosi insetti presenti nella zona lacustra, è direttamente la Usl 1 che sta coordinando le intervento. Coinvolto, però, anche il dipartimento di Chimica, biologia e biotecnologia dell’Università di Perugia a cui «la ditta incaricata di fornire, installare e manutenere «Isola B» ha consegnato già «otto volte campioni degli insetti catturati, al fine di compiere studi approfonditi», come spiega una nota della Usl 1, secondo cui «il peso secco complessivo degli insetti si è attestato sui 36 chilogrammi mentre la cattura media giornaliera è stata di circa 150mila chironomidi». Alessandro Maria Di Giulio, che per la Usl 1 è il responsabile dell’attività di disinfestazione e del progetto «Isola B», ha evidenziato come «i risultati della cattura debbano essere visti in prospettiva per i prossimi anni: la sottrazione di 12 milioni di chironomidi, di cui una buona percentuale femmine, che non potrà deporre in media 400 uova ciascuna, comporta nel tempo una riduzione esponenziale di soggetti». A «Isola B» si somma «il terzo intervento di trattamento larvicida del Trasimeno per limitare le larve di zanzara, che controlla indirettamente anche le larve dei chironomidi».
Trasimeno, in tre mesi «Isola B» ha catturato 12 milioni di chironomidi
Dalla Usl 1 segnalano che una buona percentuale degli insetti è femmina e gli effetti dell’operazione si protrarranno nel tempo
