Costa, Marini e Ranieri

di Daniele Bovi

Sono quasi raddoppiate nel giro di due anni le dichiarazioni di volontà riguardanti la donazione di organi e tessuti dopo la morte: dal marzo 2012 al 28 aprile scorso nei due comuni dove è partita la sperimentazione (Perugia e Terni) sono state 7.769, quasi il doppio di quanto registrato in tutti i 12 anni precedenti (4.739). I numeri sono stati divulgati lunedì a Perugia nel corso di una conferenza stampa dove è stato presentato il programma «Una scelta in Comune», avviato nel marzo del 2012 nei due capoluoghi di provincia. L’aumento è stato possibile grazie al collegamento fatto tra la dichiarazione e la carta d’identità: al rinnovo di quest’ultima i dipendenti comunali chiederanno infatti ai cittadini se fare o meno la seconda. I dati finiranno nel database del Sistema informativo trapianti, e potranno così essere consultati in ogni parte d’Italia. La sperimentazione da Perugia e Terni, che già da sole coprono una larga fetta della popolazione umbra, si è allargata: 29 comuni su 92 hanno adottato la delibera per aderire a «Una scelta in Comune», mentre entro il 2015 si vuole coprire l’intero territorio.

I numeri In tutto ad aver fatto la dichiarazione sono oltre 20 mila umbri: 4.814 nelle Asl di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello; 7.820 nei comuni di Perugia, Terni e Castiglione del Lago e oltre 10 mila con una comunicazione all’Associazione italiana donazione organi. Il consenso alla donazione è la scelta nettamente più frequente, con percentuali oltre il 95%, anche se la fetta di coloro che decidono di rilasciare la dichiarazione è, secondo i dati di Perugia e Terni, il 15%: 7.820 casi su 52 mila carte d’identità rilasciate. Una percentuale da innalzare per un motivo preciso: «Bisogna capire che alcune malattie – ha detto il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Costa, lunedì a Perugia insieme alla presidente Catiuscia Marini e a Silvio Ranieri per l’Anci – si curano solo con la donazione. Trapianti che sono l’atto più complesso che si può fare nel sistema sanitario e che, è bene ricordarlo, sono fatte gratis». Costa è fiducioso anche a proposito di un ulteriore incremento delle dichiarazioni: «Bisogna spiegare bene le ragioni alle persone – dice – e a questo punto la risposta positiva arriva».

Atto importantissimo «L’Umbria – ha aggiunto – ha un ruolo pilota a livello nazionale e è la prima regione d’Italia che allargherà il sistema a tutti i comuni. Si tratta di un obiettivo di carattere sociale importantissimo». Tornando ai numeri, i no nelle Asl sono stati 434 mentre quelli nei tre comuni per i quali ci sono i dati 277. «Quando abbiamo avviato la sperimentazione – ha detto la presidente Marini – la situazione in Umbria non era positiva. Oggi i risultati ottenuti ci confermano la bontà e l’efficacia del modello, dell’organizzazione e delle procedure adottate che confermano la virtuosità di questo progetto. Attraverso la campagna intendiamo informare i cittadini sull’importanza e sul significato della donazione come gesto di solidarietà e come contributo complessivo alla qualità dei servizio sanitario regionale». Il progetto verrà pubblicizzato con una campagna ad hoc sui media regionali, e anche con un opuscolo in italiano, inglese e spagnolo, mentre proseguirà la formazione degli operatori dell’anagrafe.

Twitter @DanieleBovi

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