Turisti ai tornelli di Sant'Eufemia

Tornelli e un euro a ingresso per visitare la chiesa di Don Matteo, cioè la chiesa di Sant’Eufemia. Questa la novità introdotta da una decina di giorni, dopo la conclusione dei lavori di rifacimento delle coperture, dall’Archidiocesi Spoleto-Norcia che per apportare le modifiche del caso ha naturalmente incassato l’ok della Soprintendenza. La notizia è riportata dal quotidiano Il Messaggero.

Un euro per visitare la chiesa di Don Matteo La chiesa ormai da tre anni è stata trasformata dalla celebre fiction con Terence Hill e Simone Montedoro nella chiesa del prete detective e anche per questo numerosi turisti, non solo italiani, negli ultimi tempi hanno mostrato un forte interesse per il manufatto annesso al monastero le cui prime notizie risalgono a X secolo. Finora per visitare Sant’Eufemia era necessario passare per il museo diocesano e acquistare il biglietto da 6 euro (4 euro per i giovani tra 15 e 25 anni) che consentiva di visitare anche la parrocchia di Don Matteo, ma anche attenersi agli orari di apertura previsti.

«Così finanziamo manutenzioni» Per questo a un funzionario della Curia è venuto in mente di introdurre i tornelli e il pagamento di un euro, così da permettere, da una parte, come hanno spiegato dall’Archidiocesi a Il Messaggero, ai turisti e pure ai fan della fiction di visitare esclusivamente Sant’Eufemia e, dall’altra, di introitare qualche provento per finanziare le manutenzioni della chiesa, che oltre agli interventi recentemente conclusi necessita di un nuovo impianto elettrico. Inutile dire che prima di presentare il progetto del caso in Soprintendenza, necessario per installare il varco d’accesso, in via Saffi si sia a lungo discusso sull’opportunità della scelta che alla fine ha messo tutti d’accordo.

In media cinquanta accessi giornalieri Da qui al via libera della Soprintendenza il passo è stato breve e a Sant’Eufemia si è quindi potuto procedere all’installazione del tornello e dei vetri scorrevoli per l’accesso alla chiesa. Stando a quanto riportato da Il Messaggero nei primi giorni di sperimentazione si sono registrati in media una cinquantina di ingressi giornalieri, in alcuni casi superiori ai biglietti staccati per il museo diocesano.

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