di MA.T.

L’area è quella del Colle a cui si guarda per un  parcheggio del Comune. Ma la zona, secondo il comitato presenta evidenti fragilità strutturali che potrebbero compromettere oltre il valore storico della stessa zona, la sicurezza dei cittadini. Al comitato del Mercataccio qualcosa non torna rispetto alle rassicurazioni fatte dal sindaco sul Corriere dell’Umbria. Qualcosa non torna poichè il comitato sarebbe in possesso di documentazioni e relazioni tecniche che invece testimonierebbero una grave criticità che interessa l’area. Per evitare  di bollare preventivamente come ‘false’ e strumentali le dichiarazioni del sindaco chiedono di vedere le carte. E chiedono di rendere noti i nomi dei periti e i risultati delle perizie annunciate. Ecco il testo della lettera e le domande pubbliche a cui si attende risposta.

Al Sindaco di Todi e p.c. alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria e p.c. Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e p.c. alla Direzione Ambiente della Regione Umbria Agli Organi di Stampa
Egr. Sig. Sindaco,

Ella nell’intervista al Corriere dell’Umbria del 20 marzo u.s., a proposito delle riserve espresse dal nostro Comitato sulla stabilità della zona interessata al progetto, ha detto che“…non c’è alcuna preoccupazione per il Colle, che anzi verrà ad essere consolidato…”. Con tutto il rispetto che abbiamo per le Istituzioni e la loro massima espressione locale, vorremmo però avere una risposta tecnica ben circostanziata, rispetto alla questione da noi sollevata e la vorremmo da quell’ organo tecnico che, riteniamo, abbia fatto tutte le necessarie indagini per garantire la Sua estrema tranquillità. Noi vorremmo che i nomi di questi tecnici che hanno effettuato questo studio, vengano resi noti, insieme alle indagini ed alle relazioni effettuate. Per quanto ci riguarda, visto che teniamo alla nostra città quanto Lei, Le possiamo garantire che la questione è squisitamente tecnica. Lo è talmente, che, attraverso i maggiori conoscitori del sottosuolo tuderte, da moltissimi anni impegnati a studiare la nostra città, gli Urban Divers (Gruppo Speleologico Todi Gruppo Speleologico Todi, Scuola tecnica umbra subacquei sommozzatori, le poniamo queste precise domande, a cui vorremmo avere risposta da parte di coloro che hanno tecnicamente studiato il problema. Alle spalle dell’ultimo Nicchione Romano di Piazza del Mercataccio verso nord, si apre un cunicolo che portava acqua nell’area dove insiste il pavimento a mosaico. È vero che a pochi metri dall’ingresso il cunicolo presenta una macroscopica lesione sulla totalità della sezione?
E’ vero che il cunicolo non è più funzionante per essere crollato nella parte a monte?
E’ vero che non si è proceduto ad un monitoraggio sul deflusso delle acque alle spalle dei Nicchioni? (cisterne di Piazza di Marte)
E’ vero che il cunicolo è in relazione con un complesso (tempio) che insisteva sopra i Nicchioni e che la ricognizione delle sue fondazioni e/o drenaggi è appena agli inizi?
Nel lato sud dei Nicchioni si apre un ambiente in contatto con il muro degli stessi
E’ vero che tale muro finisce direttamente a contatto con lo strato geologico del colle e presenta uno scollamento nella parte terminale?

Nell’area che va dai Nicchioni sino a Piazza Garibaldi
E’ vero che il cunicolo che dal pozzo di Palazzo Pensi conduce al parcheggio dell’Hotel Fonte Cesia è crollato da diversi anni?
E’ vero che non si conosce il percorso che le acque attualmente percorrono a monte dell’ostruzione?
E’ vero che il cunicolo sottostante Piazza Garibaldi è crollato?
E’ vero che non si conosce il percorso che le acque attualmente percorrono a monte dell’ostruzione?
E’ vero che a valle di queste due condutture esistono evidenti segni di cedimento di tutta l’area sovrastante le Fontane di Scarnabecco?

Nell’area a valle del Mercataccio
E’ vero che a seguito dei lavori per la ricostruzione del muro dell’orto sottostante il Mercataccio , crollato per infiltrazioni nel 1865, venne suggerito di monitorare il Pozzo all’angolo nord?
E’ vero che non si è mai monitorato tale pozzo?
E’ vero che l’Ufficio Tecnico non possa indicarne l’attuale imbocco?
E’ vero che stando alla nostra ricostruzione tale grande pozzo si trovi davanti all’ingresso previsto per il parcheggio sotterraneo?

E’ vero che da secoli è vietata la coltivazione a ridosso delle mura perché costituisce un pericolo per le stesse?

E’ vero che dove si prevede un parcheggio temporaneo per la durata dei lavori l’area a monte è in completo dissesto e pericolosissima per l’incolumità di cose e persone? Scollamento e fessurazione muro di cinta del “campo” di Santa Prassede.

Questo è quello che intendiamo urgentemente sapere, tralasciando, per ora , di porre domande sull’area del Teatro Romano e del Monastero delle Milizie che completano l’asse est della nostra amatissima Città.

La città di Todi è di tutti e tutti devono sapere quali sono i rischi che sta correndo.

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