di Marco Torricelli
Con una regolarità non casuale, a poche ore dall’inizio dell’ennesimo vertice al ministero dello sviluppo economico, l’Ast ha provato a forzare la mano. Tutti i protagonisti di questa estenuante trattativa si sono di nuovo rirtrovati nelle sale del palazzone all’angolo tra via Veneto e via Molise e gli eventi si sono susseguiti con un ritmo incalzante.
Ore 23.10 Adesso è ufficiale. La trattativa è sospesa. Le parti si ritroveranno al Mise martedì alle 14. La presidente della Regione, Catiuscia Marini e il sindaco Terni, Leopoldo Di Girolamo hanno chiesto al governo di «mettere sul piatto cose e atti concreti per accompagnare l’accordo cosi come le istituzioni locali si sono impegnate a fare per la loro parte». Catiuscia Marini ha anche ricordato «la responsabilità della Commissione europea nella vertenza e di TK nella gestione dell’azienda ternana negli ultimi 20 anni, anche per quanto riguarda perdite di clienti e commesse».
La Uilm Il segretario nazionale della Uilm Mario Ghini dice: «Abbiamo chiesto all’azienda di presentare il nuovo piano industriale che l’ad Morselli si era impegnata a presentare allo stesso governo. L’azienda oggi ha continuato ad annunciare un piano confuso e senza convinzione. L’azienda definisca nel più breve tempo possibile il documento per non compromettete ulteriormente la sostenibilità e la credibilità del sito ternano. Oggi l’ad ha smentito le ottimistiche previsioni di qualche esponente del governo sulle buone intenzioni di Tk. Bisogna prendere atto che di fatto la trattativa l’azienda non l’ha voluta fino ad oggi iniziare».
Ore 23.00 Spunta l’ipotesi di un rinvio. Il ministro Federica Guidi ha chiesto a Lucia Morselli di presentare, a breve, un nuovo piano industriale. Ai sindacati è stato invece proposto, in segno di buona volontà, di alleggerire le forme di protesta in atto
Ore 22.30 I sindacalisti locali mettono alle strette Lucia Morselli: «Se le sue aperture sono reali, le metta nero su bianco. Delle sue parole non ci fidiamo più». Anche dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, sarebbe arrivato un invito, piuttosto deciso, nei confronti dell’ad di Ast a formalizzare un nuovo piano industriale, anche in relazione alla tensione sociale crescente in città.
Ore 22.05 Lucia Morselli sembra intenzionata a fare delle aperture interessanti: produzione che si potrebbe attestare sul milione e 200 mila tonnellate di acciaio fuso, con i due forni in funzione: «Vogliamo salvare e rilanciare le acciaierie», ha detto. Ma soprattutto il problema sarebbe determinato dal fatto che «l’azienda è in grave sofferenza per il fermo degli impianti».
Ore 21.45 Il ‘conclave’ Guigi-Bellanova-Morselli-Castano è terminato e sta riprendendo la riunione plenaria. Le carte, adesso, verranno messe sul tavolo: «La situazione è complicata – spiega Rosario Rappa – l’azienda ha sostanzialmente smentito le affermazioni di giovedì e ciò che aveva detto il ministro Guidi: siamo tornati al piano industriale di luglio. Se ci saranno modifiche andremo avanti, altrimenti si rischia la rottura».
Ore 21,05 Il segretario nazionale della Fiom, Rosario Rappa, denuncia «il rischio della rottura delle trattative».
Ore 20.45 Al Mise è stata chiamata anche il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova: adesso il confronto diventerà a tre.
Ore 20.30 Il colloquio Guidi-Morselli si protrae. Tutti gli altri sono in attesa.
Ore 20.00 Il time-out si protraeva troppo e il ministro Guidi ha rotto gli indugi, convocando Lucia Morselli nel suo ufficio. Forse è arrivato il momento delle proposte governative
Ore 19.00 Che la faccenda sia complicata lo confermano fonti ministeriali, che annunciano: «Il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi non parteciperà al consiglio dei ministri in corso a palazzo Chigi (dedicato alla situazione in Libia; ndr) per seguire la vertenza della Ast di Terni».
Ore 18.50 La trattativa si è interrotta. Ma solo per un time-out tecnico che dovrebbe permettere ad azienda e sindacati di fare il punto e ricominciare tra poco. La posizione dell’Ast sarebbe questa: l’area a caldo dello stabilimento ternano dovrà essere tenuta sotto controllo e messa verifica entro due anni, per verificare se la produzione di acciaio fuso – prevista dall’azienda in un milione di tonnellate all’anno, ma senza nessuna garanzia di poterla effettivamente e fare e commercializzare – sarà in grado di garantire l’equilibrio economico. Nel caso questo equilibrio non si registrasse – è la posizione ribadita da Lucia Morselli – un forno dovrà essere spento.
Ore 18.20 Accanto al ministro Federica Guidi, in rappresentanza del governo, stavolta non c’è il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, che aveva assicurato che la trattativa era «ad un passo dalla soluzione», perché «il piano industriale è buono», ma il dirigente Giampietro Castano.
Ore 18.00 Lucia Morselli vuole mettere a dura prova la tenuta delle parti: di fatto avrebbe riproposto lo stesso piano industriale del 17 luglio, con l’aggravante delle perdite economiche accumulate dell’azienda. Ma ci sarebbe anche la conferma che, secondo Ast, una parte degli ‘investimenti’ sarebbero destinati ai fondi incentivanti per gli esuberi. La situazione si fa tesa.
Ore 17.45 Prima tornata ‘in plenaria’ al ministero. Tutti insieme allo stesso tavolo: governo, Ast, sindacati nazionali e locali, rappresentanti istituzionali.
Ore 17.30 Tra la delegazione dei sindacati nazionali dei metalmeccanici e l’ad di Ast, Lucia Morselli, il confronto verterebbe soprattutto sui numeri relativi agli esuberi e sulle strategie che l’azienda sarebbe intenzionata ad attuare per dare continuità produttiva al sito ternano.
L’europarlamentare replica Al ritorno da Bruxelles, dove la delegazione di lavoratori, sindacalisti e rappresentanti istituzionali aveva incontrato gli europarlamentari, un delegato delle Rsu di Ast aveva raccontato la sorpresa di aver sentito parlare, dall’onorevole Massimiliano Salini di ‘magnetico’.
Lo staff scrive «Come possono testimoniare i video dell’audizione con i lavoratori dell’Ast Terni – fa sapere lo staff dell’onorevole Salini – è accaduto l’esatto opposto di quanto sostenuto dal signor Max Angelini. L’onorevole Salini ha definito la produzione di lamierini magnetici per motori elettrici ‘una peculiarità tipica del modello industriale italiano, di cui siamo stati evidentemente espropriati. L’intervento dell’onorevole (in questa occasione, come in altre sullo stesso argomento) era proprio incentrato sul danno industriale dovuto al fatto che la produzione del lamierino magnetico è stata portata via dall’Italia, problematica di cui l’onorevole Salini è ben consapevole e su cui sta lavorando con diverse azioni parlamentari a Bruxelles».
Ore 16.45 Il vertice è iniziato: primo step è quello rappresentato dal confronto tra Ast e sindacati nazionali.
Ore 16.40 A Roma, il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli, prima di entrare al Mise, dice: «Ci hanno confermato che il 17 novembre avremo un incontro a Bonn, in Germania, con il board di ThyssenKrupp. Per noi è importante chiarire l’interesse di medio-lungo termine dell’azienda per lo stabilimento di Terni. L’incontro di oggi servirà per capire i dettagli del piano industriale e che, solo con novità positive, si potrà valutare la revoca dello sciopero».
Ore 16,30 Il ‘blocco’ sotto la sede di Confindustria, da parte dei lavoratori Ilserv, prosegue: sono intenzionati ad impedire ai dirigenti di lasciare la palazzina e presidiano tutte le possibili uscite. Alcuni agenti delle forze dell’ordine sarebbero rimasti contusi nel parapiglia che si è scatenato.
Ore 16.15 Il vertice al Mise non è ancora iniziato e, a quanto è dato sapere, non è nemmeno chiaro quale sarà lo svolgimento della giornata: se si procederà come sempre per incontri separati o se, invece, stavolta si andrà direttamente ad un tavolo comune.
Ore 16.00 Dopo qualche minuto di tensione, i lavoratori di Ilserv sono usciti dalla sede di Confindustria – controllata da polizia e carabinieri – all’interno della quale sono ancora chiusi i dirigenti aziendali.
Ore 15,30 I lavoratori della Ilserv hanno fatto irruzione negli uffici di Confindustria, dopo una mattinata nel corso della quale le voci si erano rincorse e spesso contraddette. I dirigenti Masedu e Secci sono scesi a parlare con i lavoratori, ma sono stati sommersi dagli insulti e costretti a riparare di nuovo negli uffici, mentre i lavoratori sono entrati nella palazzina.
Ilserv Lunedì mattina i dirigenti di Ilserv-Harsco si sono presentati in Confindustria per affrontare con i sindacati le questioni che riguardano i contratti che Ast ha annullato, ma hanno trovato ad accoglierli, ancora una volta, i lavoratori.
Nessuna certezza Dall’incontro tra i rappresentanti di Ilserv e quelli dei sindacati non è emersa nessuna novità di rilievo: Ast – è la versione dei dirigenti di Ilserv – non avrebbe dato seguito all’annuncio relativo alla proroga degli appalti fino al 31 dicembre e, quindi, la situazione resterebbe immutata. Con una richiesta di cassa integrazione straordinaria pendente, ma che i sindacati si rifiutano di avallare stante l’assoluta incertezza che regna.
I SINDACATI SPIEGANO LA SITUAZIONE: IL VIDEO
I dubbi Quello che si teme, insomma, è che la multinazionale Harsco – da cui Ilserv dipende – abbia intenzione di disimpegnarsi completamente, abbandonando il sito ternano. Ma questo innesca un altro genere di problema: tra impianti produttivi – le due molature – e mezzi tecnici – le gru, i mezzi di movimentazione e di trasporto – all’interno del ‘recinto’ di Ast c’è un capitale che sarebbe quantificabile in oltre 15 milioni di euro. E la trattativa vera sarebbe in corso proprio su questo.
Le forzature Due episodi distinti, ma strettamente connessi tra loro, si sono verificati nella mattinata di lunedì, ai quali peraltro si aggiunge la denuncia degli addetti alla vigilanza della Cesar Group, i cui stipendi sono bloccati da settembre, visto che Ast non pagherebbe l’azienda per il servizio che garantisce.
Apprendisti a casa La conferma che Ast vuole forzare la mano è arrivata all’inizio di questa giornata importante: il primo contratto in scadenza per un apprendista non sarà rinnovato e, a cascata, toccherà a tutti gli altri. L’allarme lanciato poche ore fa, insomma, ha trovato subito una preoccupante conferma.
Il caso-Cesar Group Ma un altro appalto che traballa è quello della Cesar Group, la società che si occupa di sicurezza ed il cui personale affianca quello di Ast nei servizi di vigilanza. Il direttivo Ugl metalmeccanici di Terni, dice che «la Cesar non eroga gli stipendi ai propri lavoratori da circa tre mesi. La ditta ha saldato lo stipendio di agosto in tre rate e i vigilanti non hanno più ricevuto comunicazioni in merito; tra l’altro costretti a volte anche a effettuare lavoro straordinario. Oggi, 10 novembre, i dipendenti avrebbero dovuto ricevere lo stipendio o perlomeno un acconto, ma oltre che non ricevere la mensilità nessuno dei responsabili si è degnato di avvisarli per eventuali ritardi dovuti a cause da precisare».
La replica L’amministratore delegato della Cesar Group,Francesco Ferrante, replica così: «In questo momento, vista la grave situazione in essere, non è il caso di alimentare ed aggravare la stessa con dichiarazioni imprecise e poco rispondenti alla reale problematica, nella quale ci si trova attualmente. La direzione aziendale Cesar Group sta lavorando responsabilmente con le organizzazioni sindacali aziendali, le segreterie provinciali di categoria e con i dipendenti, per le problematica legata alla vicenda Ast e per la risoluzione della stessa».
La solidarietà Oltre 150 pacchi alimentari sono stati distribuiti, nella mattinata di lunedì, ad altrettanti lavoratori che si sono presentati nella sede dell’associazione Bethel, che nella giornata di sabato aveva dato vita ad una raccolta in tre supermercati cittadini.
