Stefano Neri (al centro)

di Marco Torricelli

In sintesi estrema, il concetto è semplice: «Tutte le trattative hanno delle fasi. All’Ast è ora di superare la prima, quella della mobilitazione e dello sciopero ad oltranza; per passare alla seconda, quella della ragionevolezza e della ricerca di soluzioni condivise».

Confindustria Il presidente della sezione ternana di Confindustria, Stefano Neri, affiancato da una folta rappresentanza di imprenditori che con Ast lavorano, torna a parlare della vertenza Ast e a chiedere che da parte sindacale arrivi un segnale di buona volontà. In pratica di rivedere la forma di protesta attualmente in corso e che blocca l’attività da 32 giorni.

Il Governo Mentre Neri diceva queste cose, peraltro, arrivava una nuova richiesta dal sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova: «Spero che siano riconosciuti i passi in avanti e si possano rimodulare le forme di lotta sospendendo lo sciopero a oltranza».

Il ministro Poletti «Quando c’è una trattativa in corso ci sono i potenziali, le possibilità che le cose si risolvano positivamente e mi auguro che il prossimo passaggio sia quello cruciale». E’ quanto fa detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti parlando delle Acciaierie di Terni. «La trattativa – per il ministro –è  andata avanti, così come il piano industriale è stato cambiato  e anche nell’ultima fase di discussione ci sono state delle novità. Nei prossimi giorni il confronto riprenderà»

LA VERTENZA AST

«Si tratta a cancelli aperti» Stefano Neri va subito al sodo: «Non è più tempo di guerra di trincea – dice riferendosi alla vertenza Ast – e gli atteggiamenti conflittuali dettati da motivazioni ideologiche non portano da nessuna parte. Soprattutto perché lo sciopero sta provocando danni anche alle persone che lavorano nelle ditte esterne. Insomma, la trattativa va proseguita a cancelli aperti».

Le aperture di Ast Nella trattativa in corso, dice il presidente ternano di Confindustria, «Ast ha fatto registrare aperture importanti, che non possono essere trascurate. Ha ribadito di voler investire sullo stabilimento ternano, di voler valorizzare il brand, di essere pronta a trasferire la linea 5 e, quanto alla produzione di acciaio fuso, di puntare ad una produzione minima da mettere poi a verifica in un lasso di tempo che, al giorno d’oggi è davvero lungo».

I tempi Il piano industriale su quattro anni, con la verifica dell’attività del secondo forno di fusione dopo due, secondo Neri «rappresenta per certi aspetti un’anomalia, in un periodo storico nel quale le imprese programmano su periodi trimestrali, se non addirittura più brevi e anche su questo noi invitiamo i sindacati ed i lavoratori a fare una riflessione serena. Soprattutto perché tra le proposte che Ast ha inserito nell’ipotesi che è alla base della trattativa in corso, c’è la possibilità di fare ricorso alla cassa integrazione, nel prossimo biennio, per un massimo di 400 addetti. Questo scongiura qualsiasi ipotesi relativa a possibili licenziamenti».

Le verifiche Importante, secondo Stefano Neri, «ovviamente sarà la verifica dell’applicazione dell’accordo che potrebbe essere siglato al Mise. Gli impegni che Ast intende assumere, ma anche gli impegni degli altri soggetti in campo, dovranno essere poi messi in pratica e dovremo essere, tutti, attenti nel controllare che ciò avvenga».

Le ditte esterne Uno dei temi caldi, per Confindustria, però, è anche quello delle ripercussioni dello sciopero sulle ditte esterne «che oggi danno lavoro a circa 1.200 persone – ricorda Neri – e che non vogliono ricattare nessuno (non ha apprezzato il termine usato da Umbria24, il presidente ternano e lo dice; ndr), ma quando abbiamo segnalato il problema era perché registravano lo stato di bisogno delle imprese». Per molte di loro questo perdurare dell’inattività potrebbe essere fatale».

Gli appalti E dà una notizia importante, Neri: «La richiesta del taglio del 20% sugli importi relativi ai lavori che Ast concede in appalto è stata, di fatto, superata e si è avviata una fase di contrattazione con le singole imprese, alle quali peraltro i contratti in essere sono stati, con l’unica eccezione rappresentata da Ilserv, tutti prorogati».

L’area di crisi complessa A chi gli fa notare che sul tema ha cambiato parere, dopo le aperture fatte di recente e che hanno fatto seguito all’atteggiamento di chiusura mostrato in passato, Neri replica che «cambiare opinione non credo sia un difetto, ma soprattutto Confindustria ha preso atto di una determinazione assunta dal consiglio regionale ed ha detto che a quella doveva essere fatti seguire atti concreti».

La conferenza Un annuncio interessante, poi, è rappresentato dal lancio di «una conferenza cittadina, che organizzeremo per il 16 gennaio prossimo, nella quale vorremmo offrire la possibilità di esprimersi a tutte le voci che rappresentano l’economia reale di Terni. Una conferenza che, a nostro avviso, potrebbe rappresentare un valido momento di confronto anche con chi detiene il potere di programmazione sul territorio».

L’AST IN UN MINUTO

Sindacati e lavoratori La presa di posizione di Confindustria arriva alla vigilia di una giornata che potrebbe essere importante rispetto all’evoluzione della vertenza Ast: se i sindacati hanno deciso di organizzare una riunione straordinaria delle Rsu per domenica mattina – perché «va fatta una valutazione oggettiva» della situazione – deve essere stato percepito, nel dibattito anche acceso che si è sviluppato tra i lavoratori in questi ultimi giorni, che c’è qualcosa non va. E visto che, tra l’altro, alcuni operai delle ditte esterne hanno annunciato, sempre per domenica mattina, un’assemblea autonoma nel parcheggio Serra.

Le ipotesi All’interno dello schieramento sindacale, tanto per non girarci troppo intorno, starebbe emergendo con sempre maggiore chiarezza – nonostante le rassicurazioni sulla compattezza date giovedì nel corso dell’assemblea da Rosario Rappa della Fiom nazionale – l’esistenza di un fronte che spinge per una decisa revisione delle forme di sciopero che sono attualmente in corso. E anche per una valutazione più possibilista delle proposte di Ast. La riunione domenicale dei sindacalisti di fabbrica potrebbe, insomma, regalare sorprese.

Landini La Fiom, intanto, serra i ranghi: lunedì pomeriggio è in programma un’assemblea degli iscritti e la presenza di Maurizio Landini, insieme allo stesso Rappa e a Gianni Venturi – e il fatto che venga specificato che è «riservata agli iscritti» –  dà la misura di quanto importante venga ritenuto questo appuntamento dall’organizzazione.

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