Un ferito dopo la carica

Le reazioni, a quanto accaduto nella mattinata di martedì a Roma, con le manganellate della polizia a lavoratori e sindacalisti, non si sono fatte attendere.

Delrio Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio ha parlato al telefono con il segretario della Fiom Maurizio Landini: «Il governo continua ad essere impegnato nell’affrontare la crisi di Ast Terni – dice Delrio – ed effettuerà una puntuale verifica per quanto accaduto oggi con il ferimento di alcuni operai».

Di Girolamo Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, esprime «la solidarietà ai lavoratori e ai sindacalisti che questa mattina sono state vittime degli incidenti che si sono verificati a Roma, in piazza Indipendenza. Una solidarietà dettata anche dall’aver conosciuto in prima persona l’operato non attento di alcuni operatori delle forze dell’ordine. Voglio – prosegue il sindaco – esprimere la mia preoccupazione in quanto gli incidenti rappresentano una vera minaccia al prosieguo della vertenza Ast, soprattutto alla luce del fatto che le manifestazioni concordate per i prossimi giorni, condivise dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali, prevedono una mobilitazione al di fuori del territorio, nella convinzione che questa non sia solo una vertenza fondamentale per Terni ma una vicenda industriale con valenza nazionale ed europea. Queste settimane che ci siamo lasciati alle spalle, caratterizzate da tensioni, complessità e anche alcune incomprensioni, non hanno mai visto reazioni violente come quelle di oggi, nonostante la mobilitazione di migliaia e migliaia di persone. Questo è stato possibile grazie al senso civico e alla responsabilità messe in campo dai lavoratori, dai sindacati, dalla città nel suo complesso, ma anche grazie alle forze dell’ordine che hanno operato nel nostro territorio e che hanno dimostrato professionalità e sensibilità. Un senso di responsabilità collettivo che è stato mantenuto anche di fronte a casi di esplicita provocazione come quelli messi in atto dall’ad di Ast, in particolare quando ha deciso di recarsi ai cancelli per sfidare la pazienza dei lavoratori, trovando comunque la risposta di maestranze responsabili e coese. La violenza non ci deve far fuorviare dalla lotta che stiamo portando avanti con pazienza in queste settimane e che, alla luce dell’incontro di oggi al Mise e delle dichiarazioni del ministro Guidi in parlamento, vede anche possibili spiragli».

Il vescovo Ciò che è accaduto a Roma nella mattinata del 29 ottobre, durante la manifestazione dei lavoratori dell’Acciai Speciali Terni, dice il vescovo Giuseppe Piemontese, «è grave e non preannuncia alcunché di buono. Vogliamo augurarci che si sia trattato di uno spiacevole fraintendimento e che presto si riportino le relazioni tra operai, ThyssenKrupp, forze dell’ordine e istituzioni su un binario di rispetto e di correttezza civile, legale e istituzionale. Qualche giorno addietro, prima dello sciopero di Terni, scrivevamo: “Ora si temono prove di forza che non concorrono alla soluzione dei problemi, ma ad esasperare ulteriormente gli animi e a saturare l’ambiente di tossine pericolose, se non proprio mortifere”. La previsione sembra in fase di realizzazione. Diciamo a tutti con fermezza che è ora di avere nervi saldi, lucidità mentale e mettere in atto strategie efficaci senza cedere alle provocazioni: le ‘vie brevi’ non hanno mai portato a risultati utili. Scendano in campo come protagonisti di questo momento critico animi pacificati, spiriti illuminati, tessitori d’intese per promuovere accordi possibili, rispettosi della dignità dei lavoratori. I governanti, prima che sia troppo tardi, intervengano con decisione e lungimiranza per dare risposte concrete a migliaia di famiglie in ansia e debilitate dalla lunga e pesante depressione sociale, che sembra non aver fine. Come uomini e donne di fede della comunità ecclesiale di Terni-Narni-Amelia, esprimiamo solidarietà alle famiglie e ai lavoratori delle Ast e continuiamo a sostenere con la preghiera la speranza del nostro popolo».

Verini Per il parlamentare del Pd Walter Verini «quello che sta vivendo la comunità di Terni è un momento drammatico. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro, il futuro di migliaia di famiglie, di una città e di una regione. Quanto successo stamattina a Roma, con le cariche della polizia, andava assolutamente evitato. La tensione è già altissima, nessuno può e deve alimentarla con nessuna forma di incomprensibile violenza. Il governo è impegnato a trovare una soluzione e a costringere Thyssen a ritirare un piano inaccettabile e a dare un futuro ad un sito siderurgico di grande valore strategico, per l’intero Paese. Questo è lo sforzo che tutti devono fare. Abbassare la tensione deve essere interesse di tutti».

Marini «Preoccupano molto gli incidenti avvenuti questa mattina a Roma, nel corso dei quali sono rimasti feriti alcuni lavoratori e rappresentanti delle organizzazioni sindacali», afferma la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini. «Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di interpretare il disagio sociale di quanti rischiano la perdita del posto di lavoro ed evitare dunque che le questioni del lavoro si trasformino in questioni di ordine pubblico. Voglio esprimere la mia vicinanza ai lavoratori ed ai sindacalisti feriti, conclude la presidente, che peraltro conosco bene e conosco con quanto impegno, attenzione e passione seguono la delicata vertenza dell’Ast ai diversi tavoli, da quello regionale a quello nazionale».

Paparelli Per l’assessore regionale Fabio Paparelli è «necessario fare subito chiarezza sui fatti che hanno portato al ferimento di alcuni lavoratori e sindacalisti presenti al manifestazione svoltasi a Roma a difesa della Ast in seguito all’intervento delle forze dell’ordine. La città di Terni, da mesi sotto pressione per la vertenza Ast, ha dimostrato grande senso di responsabilità esprimendo una mobilitazione ferma e risoluta contro il piano industriale di tagli proposto dalla ThyssenKrupp, ma pur sempre pacifica e civile. Stupisce che la manifestazione di oggi, svolta nella capitale, abbia avuto una risposta inadeguata. La vicenda Ast non può essere ridotta ad un problema di ordine pubblico e per questo è necessario abbassare la tensione e non certo alimentarla con incomprensibile violenza».

La Uil «Oggi è successo un fatto grave e inaccettabile: i lavoratori sono stati, improvvisamente e senza motivo, caricati dalla polizia – dice il leader della Uil, Luigi Angeletti – è questa la cifra della politica di attacco ai sindacati? Le forze dell’ordine non devono alimentare il disordine. Il governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio».

La Cgil Dura la presa di posizione di Mario Bravi, Attilio Romanelli e Vincenzo Sgalla, segretari Cgil dell’Umbria, di Terni e di Perugia, che parlano di «provocazione e comportamento inaccettabile da parte delle forze dell’ordine stamattina a Roma al presidio dei lavoratori Ast all’ambasciata tedesca, una manifestazione pacifica di chi rivendica il futuro di Terni e dell’Umbria. Diversi lavoratori e anche nostri dirigenti nazionali e locali sono stati colpiti duramente e feriti. Chiediamo al ministero dell’interno che si faccia immediatamente chiarezza sull’accaduto e che siano accertate e punite tutte le responsabilità. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e ai sindacalisti colpiti. II governo, invece di far caricare i lavoratori, trovi delle soluzioni per difendere il lavoro nel nostro Paese». Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria daranno vita ad un presidio di protesta e solidarietà a Perugia, sotto la prefettura, dopo gli attacchi subiti dai lavoratori e dai sindacalisti a Roma, durante la manifestazione pacifica dei lavoratori Ast. L’appuntamento è alle ore 16.00.

La Cisl «Noi abbiamo sempre il massimo rispetto nei confronti delle forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Ma è davvero incomprensibile e grave quello che è accaduto oggi al corteo dei lavoratori della Ast di Terni». Lo dice il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Caricare e picchiare i lavoratori e i dirigenti sindacali, a cui va la solidarietà e la vicinanza della Cisl, non è certamente un bel segnale per il clima generale del paese, in un momento così difficile sul piano occupazionale e sociale, nel quale tutti dovrebbero mantenere un atteggiamento più responsabile. Speriamo che il governo faccia subito chiarezza su quanto è accaduto».

Sel chiede dimissioni «Dopo quanto avvenuto a Torino pochi giorni fa alla manifestazione della Fiom anche oggi la polizia ha avuto una reazione eccessiva caricando i lavoratori delle Acciaierie di Terni che pacificamente manifestavano davanti all’ambasciata tedesca a Roma. Le centinaia di lavoratori arrivati a Roma da Terni rischiano di vedere le loro ragioni oscurate da una inadeguata gestione della piazza da parte delle forze dell’ordine». Lo affermano il responsabile nazionale lavoro di Sel Giorgio Airaudo e il deputato di Sel Ciccio Ferrara: «Alfano – aggiungono – renda conto di questo nuovo corso delle nostre forze dell’ordine che picchiano i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali mentre lottano per difendere il loro posto di lavoro. Queste le conseguenze dell’attacco al sindacato lanciato da Matteo Renzi? Sel presenterà oggi stesso un’interrogazione urgente al ministro Alfano per chiedere conto della incredibile gestione della piazza da parte dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Visto che non è la prima volta che succede forse è il caso che il ministro dell’Interno si dimetta».

Vendola twitta «Ambasciata Germania riceve operai Ast di Terni, le forze dell’ordine italiane li picchiano. Ministro Alfano la vicenda non finisce qui», è il commento su Twitter di Nichi Vendola.

Di Maio su Facebook «Renzi alla Leopolda ha detto agli operai delle acciaierie di Terni che si sarebbe impegnato di più per loro. Intendeva facendoli manganellare come stamattina? Tre di loro sono in ospedale». Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio (M5s), vicepresidente della camera.

FdI-An «La gestione dell’ordine pubblico in occasione della manifestazione degli operai della TyssenKrupp-Ast rispecchia perfettamente quella che finora è stata la gestione di tutta l’intera vicenda da parte del Governo Renzi». Lo dice il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli
d’Italia) esprimendo la propria «solidarietà ai manifestanti colpiti nelle cariche effettuate dalla polizia» e chiede «chiarezza immediata da parte
del ministro Alfano su quanto accaduto».

Il Pd Il gruppo consiliare regionale del Partito Democratico «esprime solidarietà politica ai lavoratori dell’Ast di Terni che hanno manifestato a Roma, grande vicinanza a coloro rimasti feriti dall’intervento della polizia e sostegno all’iniziativa del Sindacato. Si parla tanto di lavoro cambiato – scrive il capogruppo Renato Locchi – si usano nuovi termini inglesi per rappresentarlo, così come si parla delle opportunità offerte dalla globalizzazione. Solo le manganellate purtroppo conservano il sapore del secolo lasciato alle spalle, del quale – conclude – si vorrebbero abolire le conquiste ottenute dai lavoratori con grandi sacrifici. È un tristissimo periodo».

L’Arci Il corteo degli operai dell’Ast di Terni, dice l’Arci, «in lotta per impedire centinaia di licenziamenti e la continuità della produzione nello storico stabilimento umbro, ha subito dure cariche della polizia. Colpisce la totale assenza di qualunque motivo che potesse giustificare un simile intervento delle forze dell’ordine. Gli operai volevano semplicemente raggiungere il ministero dello sviluppo economico dopo avere sostato davanti all’ambasciata tedesca, vista la nazionalità degli attuali padroni dell’Ast. La polizia ha deciso di caricare, picchiando lavoratori e anche dirigenti sindacali, con una scelta che è difficile immaginare come casuale. Le cariche si sono svolte con una aggressività e una violenza che da anni non vedevamo contro un pacifico corteo operaio. Evidentemente le parole svalutanti sul ruolo del sindacato, i pesanti attacchi al diritto al mantenimento del posto di lavoro (garantito dall’articolo 18 dello statuto dei diritti dei lavoratori) e allo stesso diritto di sciopero che si sono udite nella kermesse della Leopolda, hanno prodotto i loro effetti. E che effetti! Il governo deve chiarire subito in parlamento e nel paese come intende garantire il diritto a manifestare, evitando che simili fatti si ripetano, soprattutto in vista di una stagione in cui, per contrastare tagli e provvedimenti che ledono il diritto al e nel lavoro, scioperi e manifestazioni andranno intensificandosi».

Tasso Il coordinatore della Cisl di Terni, Celestino Tasso, è durissimo: «Noi ternani potremmo essere burini ma di sicuro non siamo bestie.
Comprendiamo la missione delle forze dell’ordine, il loro compito e il loro mandato, ma i lavoratori ternani hanno il diritto e il dovere di manifestare civilmente le loro preoccupazioni per il futuro del sito di Terni e dell’intera città. Non siamo bestie, ma lavoratori e lavoratrici che vedono messo in discussione il loro futuro da una multinazionale tedesca che considera i lavoratori ternani non degni di essere ascoltati e presi in considerazione quando chiedono un nuovo piano industriale che non smantelli, non solo 130 anni di storia, ma la ricchezza di una città, di una regione e di un intero Paese. Manifestare civilmente per non vedere compromesso il proprio futuro e quello delle proprie famiglie non può e non deve essere azzerato dai manganelli della polizia. Abbiamo superato la soglia dello stupore e dell’incredibilità. Abbiamo superato la soglia delle preoccupazioni. Abbiamo superato la soglia della rabbia. Oggi ci hanno fatto superare anche la soglia della disperazione e questo è gravissimo e di questo ne dovranno rispondere a tutti i lavoratori ternani, alle loro famiglie e alla città tutta il premier, i ministri e il governo che con la loro inconsistente azione non sono stati in grado, fino ad ora, di dare risposte concrete alle richieste dei lavoratori e della città».

Il Silp Quanto accaduto oggi a Roma durante l’iniziativa dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali dell’Ast di Terni «non dovrebbe mai accadere ed è frutto dell’ esasperazione di una vertenza che si trascina da troppo tempo. Le vertenze aperte, nelle quali sono coinvolte lavoratrici e lavoratori con le loro famiglie e il loro futuro, non possono e non devono degenerare in problemi di ordine pubblico, che contrappone lavoratori ad altri lavoratori, ma essere sostenute dal dialogo e confronti di merito». Lo dice il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil Daniele Tissone. che poi prosegue: «Riteniamo necessaria un’assunzione di responsabilità della politica, affinché vi sia un impegno e risposte perché il Paese ha bisogno di soluzioni concrete e non di contrapposizioni».

Ncd Decisamente fuori dal coro il senatore del Nuovo Centrodestra, Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir: «Siamo tutti solidali e comprensivi delle ragioni e delle giuste preoccupazioni degli operai dell’Ast di Terni che hanno il sacrosanto diritto di rivendicare civilmente le proprie inquietudini. Se però fosse andato in porto il tentativo da parte dei manifestanti di raggiungere la stazione di Roma Termini chissà quali conseguenze avrebbero pagato i milioni di pendolari italiani che ogni giorno si spostano in treno. Ma evidentemente quanti attaccano la polizia se ne fregano sia dei sacrifici che ogni giorno sopportano le forze dell’ordine, sia di tutti quei cittadini che ogni giorno producono reddito viaggiando sui binari delle nostre ferrovie. Ormai certi personaggi politici trattano le forze dell’ordine come un punching-ball verso cui sfogare le proprie frustrazioni e ambizioni personali. Trovo questa disonestà intellettuale inaccettabile e irrispettosa verso le donne e gli uomini in divisa, non è possibile giocarsi il proprio avvenire politico sulle spalle di chi è in prima linea a difesa dei nostri cittadini».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Tk-Ast, le manganellate della polizia ai lavoratori: immediate e tutte sdegnate le reazioni”

  1. Se Polizia fa suo dovere, renzi silvio giorgio matteo chiede a ministro dell’Interno angelo alfano di accertare responsabilità
    Se ignazio marino abusa potere pubblico e ufficio pubblico rivestito, nessuna richiesta dalla casta.

Comments are closed.