di M. To. e Fra. Mar.
Si sono presentati con garbo. Come si fa in questi casi e come sanno fare. Ma durante la conferenza stampa, che si stava svolgendo nel Sacro convento di Assisi, per la Marcia della pace alla quale partecipava la presidente della Camera, Laura Boldrini, hanno detto la loro.
La visibilità I lavoratori della Tk-Ast hanno chiesto di poter palare, per ricordare che «quella dell’Ast è una vertenza che deve essere presa per mano dal governo. Ringraziamo per averci dato la possibilità di avere visibilità – ha detto uno di loro – per poter così rafforzare la nostra battaglia che ci vede impegnati a mantenere il sito dell’Ast come strategico per le politiche industriali».
Boldrini La presidente della Camera, affiancata da quella Regione, Catiuscia Marini, non si è tirata indietro e dopo essere arrivata ad Assisi, una volta aver appreso della presenza della delegazione degli operai, ha voluto parlare con loro. Gli operai allora sono stati fatti entrare nell’atrio della Basilica di San Francesco insieme alle autorità, e hanno esposto tutte le loro preoccupazioni al presidente Boldrini che ha detto loro: «Cerchiamo di fare una task force istituzionale per riuscire ad intravedere le vie possibili e praticabili. Ho saputo che voi volevate un confronto a Montecitorio e sono molto contenta di poterlo fare e di poter ricevere una vostra delegazione, anche per riuscire a capire da voi le vostre istanze e vedere come io posso mettermi a disposizione per mediare e riuscire a fare da ponte».
BOLDRINI E MARINI CON I LAVORATORI: IL VIDEO
L’agenda Secondo la presidente della Camera «è evidente che la situazione deve essere al centro dell’agenda di tutti, non solo del ministro competente, ma di tutte le istituzioni, perché c’è da capire che politiche industriali questo Paese vuole fare e la vicenda va oltre una semplice e unica azienda”. Gli operai, dopo aver ringraziato la presidente hanno detto che «la città vive su questo e per questo».
L’acciaio E quando Laura Boldrini li ha salutati, invitandoli a prendere contatto con i suoi uffici fin da lunedì, con una una promessa: «Cercherò di fare quello che posso, non buttatevi giù», la risposta dei lavoratori è stata ferma: «Presidente, noi resistiamo. Siamo d’acciaio. Inossidabile e speciale».
