di Marco Torricelli
Quello che sarebbe dovuto succedere non c’è stato. Mentre tutto quello che non doveva succedere, quasi tutto, invece è successo. In un consiglio comunale straordinario nel quale ha fatto irruzione tutta la rabbia e la paura dei lavoratori delle acciaierie, che dopo l’ennesimo corteo, sono entrati al Centro multimediale – dove la seduta era stata convocata – trasformandolo in un’autentica polveriera. Ma quello stesso consiglio comunale, poi, a calma ristabilita, ha mancato una buona occasione.
VIDEO: I LAVORATORI AST IN CONSIGLIO COMUNALE
Tutti contro tutti La situazione attuale è, probabilmente, la peggiore che si potesse ipotizzare: si è ormai al tutti contro tutti. Politici e sindacalisti che si parlano poco e male – tanto che non si capiscono proprio – lavoratori che mettono tutti sul banco degli accusati e chiedono dimissioni di massa, nuovi e vecchi antagonisti che incitano alla rivolta. Insomma: il fronte, invece di compattarsi, si sfalda.
VIDEO: UN LAVORATORE CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO
Tensione alle stelle Il consiglio comunale, almeno per quelle che erano le intenzioni – c’era una rappresentanza dei parlamentari eletti un Umbria e, seppur a ranghi clamorosamente ridotti, anche una delle associazioni di categoria – non è di fatto mai iniziato. Il sindaco è stato praticamente costretto ad interrompere il proprio discorso introduttivo e si è andati avanti a strappi, tra interventi estemporanei, duri botta e risposta – clamoroso quello tra il segretario della Cgil, Attilio Romanelli e Angelica Trenta, del Movimento 5 Stelle, con Romanelli che nel botta e risposta ha anche chiamato in causa Marco Ceccconi (FdI) per il suo appoggio al progetto di public company – sospensioni, tentativi di mediazione e, alla fine, la decisione di rivedersi nel pomeriggio.
Occasione persa Quando si sono rivisti, però, anche se il clima era decisamente più disteso, per la seconda volta – e in questo caso risulta ancor più difficile comprenderne i motivi – i capigruppo in consiglio comunale non sono riusciti a trovare il modo per stilare un documento condiviso sulla ‘questione Ast’. Il consiglio comunale di Terni, insomma, non ha una posizione unitaria sulla questione: e questo è un gran brutto segnale.
Palazzo Chigi Nel primo pomeriggio, intanto, era arrivata la conferma ufficiale: giovedì – dopo che il sindaco Di Girolamo lo aveva annunciato «in tempi molto brevi» e la presidente della Regione, Catiuscia Marini, aveva spiegato di aver avuto un colloquio telefonico con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio – è arrivata la conferma: giovedì Marini e Di Girolamo saranno a palazzo Chigi.
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La Cgil In questa fase concitata, dice il sindacato, «il confronto richiamato a palazzo Chigi e l’impegno del presidente del consiglio ha lo scopo di impedire che il progetto presentato dalla Thyssen si realizzi con evidenti danni per l’economia Ternana. Nella vertenza sono chiari obiettivi e mezzi come l’uscita di Ast dalla Thyssen, multinazionale dichiaratasi disinteressata delle produzioni di acciai speciali, e oggi in gravi difficoltà finanziarie.
Chiediamo anche la sospensione del piano industriale presentato perché devastante per la continuità produttiva. Su questi punti pensiamo si possa costruire una convinta partecipazione per lo sciopero indetto per il 17 ottobre. Invitiamo i lavoratori a non disperdere questo patrimonio e non legarsi a soluzioni impraticabili per la realizzazione e la successiva gestione molto impegnativa».
L’Ugl Una richiesta di allargamento del vertice di giovedì arriva dalla Ugl: «Auspichiamo che anche i sindacati siano invitati all’incontro di palazzo Chigi – dicono il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro,e il vice segretario dei metalmeccanici con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli – per arrivare a dare risposte concrete».
Lo sciopero Alle 6 di lunedì mattina, intanto, le acciaierie sono tornate in funzione, dopo lo sciopero che le ha bloccate dalle 22 di venerdì. Le astensioni dal lavoro, però, andranno avanti per tutta la settimana, con un ‘calendario’ preciso: nella giornata di lunedì sono fermi i lavoratori del Tubificio, della Società delle fucine, del Centro di finitura, dei servizi e delle ditte collegate. Martedì toccherà a Pix 1 e 2, a Titania, al laboratorio di prove meccaniche, ai servizi e alle ditte collegate. Giovedì, invece, sarà la volta dei reparti Acc e Lac, dei Centri, di Aspasiel, degli impiegati amministrativi e di Ilserv nelle aree interessate.
Contratto di solidarietà In questi giorni di passione, intanto, emergono – con grande difficoltà – alcune delle ipotesi che sono allo studio o che sono state prospettate, in risposta a quanto contenuto nel ‘lodo’ governativo proposto. Una è relativa ad un contratto di solidarietà che, coinvolgendo tutti gli attuali dipendenti, permetta di abbassare il totale del monte retribuzioni, ma l’azienda non si è detta interessata: forse perché un certo numero di persone che vanno a casa significa, quasi automaticamente, un aumento del valore di borsa.
L’amianto C’è anche chi ripropone la possibilità di chiedere al governo una riapertura dei termini per beneficiare delle agevolazioni concesse ai lavoratori che sono stati esposti all’amianto: misura che permetterebbe ad un certo numero di operai di ‘scivolare’ verso la pensione o, comunque, avvicinarsi ad essa. Ma l’ostacolo, qui, verrebbe dal governo, in quanto una misura del genere dovrebbe essere estesa a tutte le aziende e questo metterebbe a repentaglio i conti pubblici.
La Ccmi scrive ad Almunia A seguito della visita a Terni che si è svolta venerdì scorso e delle audizioni con le istituzioni locali, la Commissione sulle trasformazioni industriali del Cese e organo di consulenza della Commissione europea, tramite il suo presidente Carlos Trias Pinto, ha scritto due lettere, al Commissario per la Concorrenza della Commissione Europea Joaquin Almunia e al vicepresidente della Commissione Europea Nelli Feroci per portare alla loro attenzione «le catastrofiche conseguenze sociali ed economiche delle recenti decisioni della Commissione» sul caso delle acciaierie di Terni.
Vigili del fuoco Intanto tutti i sindacati che rappresentano i vigili del fuoco di Terni hanno dato seguito alla richiesta del personale del comando di schierarsi al fianco dei lavoratori Ast. In questo senso le sigle di Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Conapo esprimono solidarietà e annunciano la propria presenza al fianco dei lavoratori Ast in occasione dello sciopero generale di venerdì 17 ottobre.



oggi , ancora una volta la classe politica ternana e nazionale hanno dimostrato la loro totale inadeguatezza e incompetenza nel gestire le sorti reali del territorio e del paese. i politici sono lontani anni luce dalla gente e anche qualche sindacalista di vecchia data , inizia a perdere colpi . ergo : dimissioni in massa dei politici locali , a seguire il commissariamento di ast per venderla poi ad un serio acquirente.
cari lavoratori questa è l’ora di prenderci cio’ che ci appartiene. via i tedeschi da TERNI. PS.onore ai perugini per lo striscione di solidarieta’ esposto al curi. noi avremmo fatto altrettanto ?