di M. To.
I lavoratori, come sempre, sono lì, in prima fila. Ci mettono non solo la faccia, ma il cuore e l’anima. Ma la loro iniziativa – soprattutto se come è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato è intelligente e coinvolgente – fa sì che la solidarietà nei loro confronti sia forte e decisa.
La Cgil umbra Quando si parla di lavoro «in termini generici e astratti – dice il segretario generale della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla – la coda degli ‘esperti’ con soluzioni pronte e alla mano è lunghissima. Poi, però, quando abbiamo una vertenza nella quale è in gioco il futuro economico dell’Umbria e dell’Italia, quello che resta è tanta approssimazione e zero concretezza. L’assemblea di giovedì dei lavoratori Ast davanti alla fabbrica ha rappresentato l’epicentro di un movimento tellurico che attraversa la nostra regione da 5 anni. Le macerie sono sotto gli occhi di tutti: dalla Merloni alla Trafomec, passando per Liomatic, Grifo Latte, Colussi, Sangemini, Polo chimico e via dicendo. Eppure, mentre il sindacato tenta con fatica di tenere insieme i cocci di questo disastro, gli altri soggetti che dovrebbero intervenire sono totalmente assenti. La domanda è ancora una volta: cosa sta facendo Confindustria mentre il nostro sistema manifatturiero è al collasso? Cosa sta facendo la politica? Da che parte sta? Perché deve essere chiaro, soprattutto alla classe dirigente che guida l’Umbria, che quando si arriva a un punto così dirimente bisogna decidere da che parte stare. Bisogna ripartire dall’assemblea di Terni di giovedì. La Camera del Lavoro di Perugia si spenderà con ogni mezzo a sua disposizione per sostenere la lotta degli operai ternani».
La Ternana calcio La trasferta rossoverde per Chiavari è stata rimandata, a causa del tragico alluvione che in questi giorni ha colpito la Liguria. I giocatori della Ternana ne hanno quindi approfittato per raggiungere gli operai in viale Brin. Un gesto che dimostra quanto la squadra, in questo delicato momento, sia vicina ai lavoratori, come aveva già spiegato l’allenatore Tesser dopo la gara tra Ternana e Avellino.
VIDEO: IL CAPITANO DELLA TERNANA IN VIALE BRIN
Arci solidale L’Arci Regionale esprime «solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici della Acciaierie di Terni per la drammatica vertenza che in queste ore rischia di pregiudicare il futuro di centinaia di famiglie. In gioco c’è la tenuta del tessuto economico e produttivo di Terni e dell’Umbria, che parte dalla TK AST e coinvolge anche tutto il sistema delle aziende dell’indotto che rischiano anch’esse di perdere lavoro e competitività, con tutto ciò che ne consegue a livello economico ed occupazionale. La posizione sconsiderata fin qui tenuta dai rappresentanti di Thyssenkrupp mortifica dunque la storia di Terni e con essa anche il futuro dell’intera siderurgia italiana e per questo non può essere accettata. L’Arci Regionale rimarrà al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici nelle iniziative di mobilitazione messe in campo e, insieme alle istituzioni regionali e locali e al resto del forze sociali e sindacali, unisce la propria voce perché si torni al tavolo delle trattative per garantire l’integrità del sito ternano e i livelli occupazionali che merita».
Sel di Terni Secondo Sinistra Ecologia Libertà di Terni «è indispensabile che il governo cambi radicalmente la posizione tenuta in questi mesi e che si è concretizzata con il piano proposto nella notte di mercoledì. Il governo deve abbandonare questa posizione di finta neutralità, che avalla non solo centinaia di licenziamenti nell’immediato, ma che, soprattutto, apre la strada al devastante piano industriale della multinazionale. Alle parole sul ruolo strategico del sito ternano devono seguire comportamenti conseguenti. Qui, soprattutto qui, non bastano annunci. Per questo stupisce e preoccupa la posizione tenuta dalla presidente della Regione Marini e dal sindaco del Comune di Terni Di Girolamo al tavolo della trattativa, e ribadita successivamente, di appoggio al piano proposto del governo. Prima che posizioni politiche di difesa del governo Renzi deve venire, da parte degli amministratori locali, il pensiero al futuro della città e della regione. Chiediamo quindi anche alle istituzioni locali di abbandonare la strada senza uscita proposta dal governo e di schierarsi dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici. L’unica che possa garantire quel futuro».
Le cooperative L’Associazione cooperative italiane dice che «la decisione dell’azienda di una significativa decurtazione salariale per tutti i dipendenti dell’Ast di Terni e la conferma della spedizione di 537 lettere di mobilità rappresenta un atto di forza che avrà inevitabilmente forti ricadute nel tessuto economico non solo della nostra regione, ma di tutta l’economia nazionale. La vicinanza del movimento cooperativo alla città di Terni, ai lavoratori direttamente coinvolti ed alle loro famiglie – dice Dino Ricci, presidente di Aci Umbria insieme ai copresidenti Andrea Fora e Gabriele Nardini – è totale così come è massima la preoccupazione per le conseguenze reali che l’indebolimento dell’area industriale ternana potrà avere».
Pippo Civati La vicenda, dice il parlamentare del Pd, Pippo Civati, «parte da lontano e vede molti attori giocare ‘male’ questa partita, a cominciare dalla Commissione UE le cui applicazioni della normativa sulla concorrenza sono sempre andate a vantaggio dei produttori su suolo francese e tedesco. E che dire della totale ‘distrazione’ dei governi che si sono succeduti (Monti, Letta, Renzi), nessuno dei quali è riuscito finora a far valere le ragioni di questa eccellenza nazionale, un impianto a ciclo integrato unico in Europa. Anche qui ricadono sui lavoratori, sul sistema delle imprese subfornitrici, su un intero territorio, che è anche l’area industriale più importante del Centro Italia, i problemi della proprietà, la tedesca ThyssenKrupp, oggi in crisi finanziaria per una serie di investimenti fallimentari in altre parti del mondo. Con un’arroganza, che abbiamo purtroppo già conosciuto a Torino, la multinazionale tedesca impone sacrifici a tutti, tranne che a se stessa».
M5S: «Commissariare Ast» E c’è chi, come il Movimento 5 Stelle, propone di commissariare l’azienda – idea analoga ha lanciato anche il consigliere comunale del Gruppo misto, Paolo Crescimbeni – perché, dicono in una nota congiunta il senatore Stefano Lucidi, il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, i parlamentari Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella e i cinque consiglieri comunali ternani «il commissariamento per disastro ambientale va vista come un’opportunità. Nulla va lasciato intentato. I vertici dell’azienda vanno richiamati alle loro responsabilità: non si possono fare sconti a chi con un atteggiamento di indifferenza e soprattutto arroganza sta minando l’equilibrio economico, occupazionale e socio-sanitario di un’intera comunità, danneggiando interessi primari dell’Italia. Ecco perché il M5S chiede il commissariamento dell’azienda e la rimozione immediata dell’attuale ad Morselli».
L’inquinamento All’inizio del 2014, dice il M5S, «l’Arpa Umbria ha accertato la violazione di 15 prescrizioni nell’adempimento dell’Autorizzazione integrata ambientale e fatta promotrice di alcune segnalazioni per notizia di reato alla Procura della repubblica di Terni, ipotizzando uno o più crimini e denunciando irregolarità riscontrate nell’esercizio della sua funzione ispettiva. Il diffuso stato di contaminazione all’interno del Sin, culminato con la recente diffusione dei dati del ministero della sanità sulla presenza di diossine e policlorobifenili nelle uova e nel latte, era già da anni ipotizzabile attraverso la lettura di altri report dell’Arpa e dell’Agenzia europea dell’ambiente, a partire dagli altissimi tenori di metalli pesanti rinvenuti in tutte le matrici ambientali. La situazione della discarica è infine giunta alle cronache nazionali mentre lo stato di inquinamento delle locali falde acquifere da cromo esavalente è stato dichiarato ‘solo la punta di un iceberg’».
