La notte tra sabato e domenica

di Marco Torricelli

Giornate e nottate ‘piene’ per i lavoratori delle acciaierie impegnati nella battaglia della vita: difendere la loro fabbrica, il loro futuro e, senza retorica, pure quello della città. Tra tensioni e momenti belli. Nella notte tra sabato e domenica sono tornati a sfilare per le vie della città. Perché nessuno si distragga.

Le iniziative Ma i lavoratori hanno preso – e sono stati invitati a condividere – anche altre iniziative: nella mattinata una loro delegazione  ha partecipato alla 64esima edizione della giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall’Anmil, mentre la 39esima edizione del Circuito dell’acciaio di podismo ha preso il via dai cancelli della fabbrica, dove campeggiava lo striscione ‘No allo smantellamento delle acciaierie’. Nel pomeriggio lo stesso striscione era presente a San Gemini dove, prima dell’inizio della Giostra dell’arme, è stato letto un comunicato e un’altra delegazione di lavoratori, ha partecipato al PalaDiVittorio all’esordio casalingo della Ternana Futsal, che partecipa al campionato di serie A
femminile di calcio a cinque.

Ministro prudente Lucia Morselli aveva confidato, nei giorni scorsi, che l’avvio di una nuova procedura di mobilità – 537 lettere in tutto, 473 in Ast, 381 operai e 92 impiegati e quadri; 45 alla Società delle fucine, 30 operai e 15 impiegati e quadri; 7 al Tubificio di Terni, 2 operai e 5 impiegati; 12 ad Aspasiel, impiegati e quadri – poteva essere solo la base di una nuova trattativa, da svolgere però al ministero del lavoro e non in quello dello sviluppo economico. E Giuliano Poletti, il ministro de lavoro, dice che «è evidente che partiremo dal punto dove si era arrivati al tavolo al ministero dello sviluppo per verificare se ci sono ancora gli elementi per ridurre quella distanza che era ancora rimasta tra impresa e lavoro, per rimettere le cose a posto. Ma – precisa – il governo può fare un grande sforzo per convincere, creare le condizioni per aiutare, ma non imporre a nessuna delle parti di dire sì ad una scelta. Il Governo ci metterà tutto l’impegno, ma c’e’ una responsabilità che non è solo del governo ma è della impresa e dei rappresentanti dei lavoratori».

IL CORTEO NELLA NOTTE TRA SABATO E DOMENICA

Il centro di nuovo invaso Stessa strategia della notte precedente: pronti, via. Senza preavvisi e senza paure. Ma anche – è bene metterlo in evidenza – con giudizio. Per la seconda notte consecutiva i lavoratori hanno ‘svegliato’, non solo metaforicamente, la città che, piaccia o no, deve ancora molto a quel mostro fumante che sta alla fine di quel lungo viale. E non solo la città, per la verità.

Il corteo ‘rientra’ Giravolte improvvise per le vie del centro – con le forze dell’ordine in controllo discreto – e slogan che ricordavano che se quei ragazzi, perché la maggior parte di loro sono molto giovani, perderanno il lavoro, saranno guai seri per tutti. Poi, intorno all’una e mezza, tutti di nuovo verso la fabbrica. Verso ‘casa’.

«Vendere subito» C’è stato anche il momento dell’analisi più strettamente tecnica e il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, dopo aver rimarcato l’atteggiamento dell’azienda «caratterizzato da arroganza e protervia» non ha fatto giri di parole: «Il presidente del consiglio, visto che continua a ribadire la strategicità delle produzioni ternane, deve fare una cosa semplice, chiedere a ThyssenKrupp di vendere Ast».

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Renzi visita le altre aziende Il presidente del consiglio, intanto, prosegue il suo viaggio nel mondo delle imprese: lunedì sarà a Bergamo – all’assemblea della Confindustria locale e alla Tenaris di Dalmine – e dal suo staff lasciano filtrare la notizia dei «buoni rapporti con la Fiom di Landini, dimostrata un incontro a Modena e dalla telefonata per parlare di Piombino, Terni e Termini Imerese». E pensare che sabato scorso il presidente del consiglio è stato proprio vicino alle acciaierie ternane, visto che era ad Assisi. Ma tant’è.

La telefonata Secondo il Tg3, che ha citato fonti governative, il premier avrebbe telefonato al primo ministro tedesco, Angela Merkel e nel corso della telefonata si sarebbe anche affrontato il tema della Tk-Ast.

Di Maio aggressivo il vice presidente della Camera Luigi Di Maio (M5S), parlando al Circo Massimo di Roma in occasione della kermesse del movimento, ha detto, rivolgendosi ai lavoratori ternani: «Renzi e Guidi vi hanno abbandonato, ma noi siamo con voi. Sono andati li e hanno pregato i tedeschi di Thyssen di rimanere, noi invece gli avremmo detto ‘andatevene pure, tanto entriamo noi con il Fondo strategico nazionale e salviamo la fabbrica».

Delrio alza la voce Del resto, il sottosegretario Delrio è stato chiaro: «La crisi Ast c’è, non si può pensare sia colpa del governo. Noi rimaniamo a disposizione. Siamo stati chiamati in causa perché le parti non si parlavano, non perché andavano d’amore e d’accordo. Non accettiamo critiche per non averci lavorato e di non aver fatto proposte perché queste sono critiche che non tengono conto dei fatti».

Il vescovo In occasione del sinodo sulla famiglia, il vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese, ha invitato alla preghiera «per tutte le famiglie in ansia per la vertenza Ast e per tutti coloro che temono o rischiano di perdere il posto di lavoro e quindi la serenità. La nostra preghiera è di sostegno a loro, alle loro preoccupazioni e difficoltà, in questo modo manifestiamo la nostra solidarietà e vicinanza, così come a tutte le situazioni difficili della nostra chiesa particolare che sono quelle che colpiscono le famiglie della porta accanto».

LA VERTENZA

Sciopero e scioperi Alle 6 di lunedì mattina terminerà lo sciopero di 64 ore – proclamato dalle 22 di venerdì e che, prima del corteo notturno della notte tra sabato e domenica, era stato caratterizzato da un’altra manifestazione notturna per le vie della città – ma lo stato di agitazione dei lavoratori di Ast proseguirà con scioperi articolati fino alla mattina di venerdì, quando è previsto lo sciopero generale cittadino.

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Il ‘calendario’ Lunedì ad astenersi dal lavoro saranno i lavoratori del Tubificio, della Società delle fucine, del Centro di finitura, dei servizi e delle ditte collegate. Martedì toccherà a Pix 1 e 2, a Titania, al laboratorio di prove meccaniche, ai servizi e alle ditte collegate. Giovedì, invece, sarà la volta dei reparti Acc e Lac, dei Centri, di Aspasiel, degli impiegati amministrativi e di Ilserv nelle aree interessate.

LA STORIA DI AST

Consiglio comunale straordinario Lunedì mattina, invece, si terrà una seduta straordinaria del consiglio comunale, dedicata proprio alla questione di Tk-Ast: è stata convocata per le 10, nella sala convegni del Centro Multimediale, in piazzale Bosco. Sarà una seduta, spiega una nota di palazzo Spada, «con funzione di stati generali della città, alla quale sono stati invitati a partecipare le forze economiche e sociali e i rappresentanti delle istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee. Il consiglio comunale, a partire da questa iniziativa, intende affrontare la straordinarietà della situazione della città considerandosi convocato in maniera permanente per fornire il proprio contributo a livello di interlocuzione e di confronto e affrontare nel modo più produttivo ed efficace la situazione nel suo continuo evolversi

I sindacati Venerdì, per lo sciopero generale cittadino, è prevista la presenza degli stati maggiori dei sindacati nazionali – con i segretari Camussso, Furlan e Angeletti – ed un’ampia rappresentanza della politica nazionale. Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno annunciato la volontà di dare alla giornata un respiro regionale, perché, hanno detto, «l’Umbria riparte se viene garantito il lavoro all’Ast e a tutte le imprese per le quali 165 vertenze sono aperte nella nostra regione».

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