di Marco Torricelli

La trattativa va avanti. A fatica e con strappi continui. Ma prosegue e lo farà ancora per alcune ore. Poco dopo l’una di notte, per dire, è iniziata quella che potrebbe rivelarsi – è ancora in corso alle 3 e mezza – come ‘la’ riunione decisiva: quella con tutte le parti in causa impegnate in quella che potrebbe essere la stretta finale.

Il ministro Un punto fermo, comunque, c’è. Adesso il pallino ce l’ha in mano il ministro Federica Guidi – ad affiancare il ministro, nella difficile trattativa ci sono il vice ministro Claudio De Vincenti e il sottosegretario Teresa Bellanova – e il vertice al ministero dello sviluppo economico sul futuro della Tk-Ast potrebbe essere ad una svolta: con la richiesta rivolta alla multinazionale di ritirare, e non limitarsi a sospendere, la richiesta di messa in mobilità.

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Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti giovedì sera è stato ospite della Festa de L’Unità ad Orvieto. Ai microfoni di Umbria24 ha detto che «il Governo ha già detto alla Tk-Ast che il piano industriale presentato non è adeguato. Non si può avere un atteggiamento di chiusura assoluta. C’è bisogno di disponibilità di confronto con le Istituzioni, tenendo conto dei problemi dei lavoratori». Che un’impresa abbia «degli elementi di problematicità e li voglia rappresentare ci sta, – ha aggiunto – però questo deve avvenire con metodi, con modalità e in condizioni che consentano a tutti di comprendere le ragioni per le quali quella situazione si è realizzata e quindi mi auguro che almeno si intavoli un dialogo vero. L’ho detto ad Electrolux e lo ripeto, noi siamo interessati ad investire i nostri soldi pubblici per far lavorar la gente, non per farla stare a casa quindi siamo pronti a sostenere gli investimenti, l’innovazione, tutto ciò che aiuti l’impresa».

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La mobilità In breve le cose starebbero così: ThyssenKrupp, chiede il ministro, deve impegnarsi a ritirare definitivamente la richiesta di messa in mobilità per i lavoratori a fonte di un conseguente impegno – di istituzioni e sindacati – a prendere in esame una nuova version, soluzione che appare obbligata, del proprio piano industriale. Ed a farlo entro un tempo breve, 30-45 giorni. E il governo potrebbe essersi impegnato a fare ‘la sua parte’, sotto il profilo economico.

La sorpresa Alla definizione di questa – per ora solo ipotetica, per la verità – possibile soluzione di una giornata frenetica e caratterizzata dal sovrapporsi di voci, spesso, contrastanti, avrebbe contribuito in maniera decisiva Markus Bistram, capo del personale divisione materials di Tk-Ast che ha affiancato, a sorpresa, forse anche per lei, l’Ad Lucia Morselli nella trattativa. Il capo del personale è arrivato mercoledì mattina a Terni, ma della sua visita in fabbrica e della sua presenza a Roma – secondo indiscrezioni da confermare – la Morselli non sarebbe stata al corrente.

Parere favorevole Sindacati e istituzioni locali, anche se con grande cautela, hanno fatto capire che, per loro, questa ipotesi è praticabile: una scelta di buon senso, che di fatto lascia il cerino in mano ai tedeschi. I quali, per parte loro, dopo un avvio di giornata che aveva fatto temere un irrigidimento addirittura ulteriore rispetto alla fase preliminare, hanno poi lasciato intravvedere una possibile soluzione positiva.

Lavoratori mobilitati In via Veneto, sotto le finestre del ministero, i lavoratori delle acciaierie sono rimasti per ora in attesa. Appeso ad una ringhiera del palazzo spiccava lo striscione dei lavoratori con su scritto: «I nostri nonni… I nostri padri… Noi??? Quale futuro per la città dell’acciaio 2014». Poi, soprattutto quelli che dovevano rientrare in città, perché impegnati nel turno di notte – la vigilanza alle portinerie della fabbrica sarebbe stata rinforzata – hanno ripreso la strada di casa.

LA VERTENZA

Pausa di riflessione Alla fine della fiera, insomma, si potrebbe arrivare a concordare che, forse, una bella ‘pausa di riflessione’ sia la cosa più giusta e utile per tutti. Cioè, proprio per tutti no. Per quasi tutti. Perché intanto i ragazzi con i contratti a tempo determinato o interinali in scadenza continueranno a non vederseli rinnovare. E altri dirigenti si sentiranno ripetere il ritornello: «O accetti il demansionamento o quella è la porta».

LA STORIA DI AST

I politici Insieme ai lavoratori, come annunciato, una discreta pattuglia di politici: il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), che ha già fatto sapere di voler chiedere, subito «i verbali dell’incontro». C’erano, inoltre, la presidente Giorgia Meloni , Gianni Alemanno ed il gruppo parlamentare di Fd’I e Raffale Nevi con il gruppo consiliare di Forza Italia in Regione.

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