di Marco Torricelli
A pranzo con il sindaco e con l’amministratore delegato, poi un confronto con il management aziendale e uno con i sindacati. Poi via, di nuovo, verso Roma. Il programma della visita-lampo alle acciaierie di Terni del ministro per lo sviluppo economico, Flavio Zanonato – salvo novità dell’ultimo minuto – è tutto qui. Arrivo intorno alle 13 di martedì e ripartenza verso le 16.
La sorpresa Del resto, a quanto pare di capire, non è che dal ministro ci si possano aspettare novità sconvolgenti: il governo italiano – probabilmente a differenza di quello tedesco e finlandese, ma anche della stessa Commissione europea, o almeno di qualche suo componente, che magari si era dimenticato di farne parola con il vice presidente, l’italiano Antonio Tajani – è stato evidentemente colto di sorpresa dall’operazione che ha riportato le acciaierie ternane sotto il controllo della ThyssenKrupp e dovrà, a sua volta, provare prima o poi a farsi spiegare cosa sia accaduto.
Il sindaco Ecco perché il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, nel commentare quanto accaduto mette l’accento sul fatto che «c’è da considerare che viene conservata l’integrità dello stabilimento e i quattro centri servizi collocati all’interno dell’operazione potrebbero garantire una competitività molto importante nel mercato europeo e turco», ma «dobbiamo chiedere un impegno ancora più rilevante del governo italiano e un incontro con la nuova proprietà per conoscere il piano industriale e le reali intenzioni di ThissenKrupp». Perché, secondo il sindaco, «la vicenda non va interpretata come un cambio di strategia nell’inox, ma solo come una scelta utile a ridurre i rischi e in questo senso va valutata l’intenzione manifestata di promuovere lo sviluppo di Ast e Vdm in attesa di possibili soluzioni future».
Il silenzio Ma che la faccenda debba essere ancora metabolizzata lo dimostra anche l’assordante silenzio che, a quasi tre giorni di distanza da quando è esplosa, si registra nel mondo politico. Nazionale e locale. Lunedì, la vice presidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli, si è limitata a dire che «rispetto alla vicenda della vendita delle acciaierie di Terni è indispensabile la necessaria prudenza prima di esprimere valutazioni sotto il profilo formale e sostanziale. Infatti occorre valutare attentamente tutti i dettagli dell’operazione di vendita e soprattutto prendere visione del piano industriale di ThyssenKrupp, che dovrà garantire un futuro competitivo al sito ternano».
Il resto? C’è stato un comunicato congiunto dei vertici istituzionali (Marini, Polli e Di Girolamo), il senatore Gianluca Rossi (Pd) ha annunciato un’interrogazione parlamentare, mentre in ambito regionale si sono espressi Alfredo De Sio (F.d’I) e Damiano Stufara (Prc). Dagli altri: silenzio. Per non parlare di quanti si sono già o si apprestano a candidarsi alla poltrona di sindaco della città: nessuno di loro ha pensato di sprecare una sillaba. Mentre qualche consigliere invoca «un consiglio comunale straordinario». Un altro.
La borsa In Germania, intanto, ed in particolare alla borsa di Francoforte, quella di lunedì non è stata una giornata tranquilla per la ThyssenKrupp: dopo una serie di contrattazioni tribolate e partite subito con il segno meno al Dax 30, il titolo a fine seduta borsistica ha chiuso con un -8,46 che non può che inquietare. Sul calo ha pesato, molto, la notizia relativa alla dismissione dello stabilimento americano di Calvert, non certo compensata, pare di capire, da quella relativa alla riconquista di Terni.
