di Marco Torricelli
Ce l’hanno fatta. Quell’incontro diretto con Matteo Renzi che tutti volevano, alla fine lo hanno ottenuto. Partiti all’alba, fermati ovviamente all’ingresso della stazione Leopolda di Firenze – dov’era in corso la convention inventata cinque anni fa dall’attuale segretario-premier – poi li hanno fatti entrare. Ed hanno posto, senza intermediari, il problema.
VIDEO: LE PAROLE DEI SINDACATI
Il resoconto Davanti alla portineria principale delle acciaierie nel pomeriggio di domenica si è tenuta un’assemblea importante: per la prima volta ai lavoratori si sono potute dare notizie ‘di prima mano’: chi ha fatto parte della delegazione che ha incontrato Matteo Renzi ha potuto raccontare le parole dette dal premier senza la mediazione di un freddo comunicato.
Gli impegni Confermate, dai delegati delle Rsu, le anticipazioni: «Non possiamo certo dirvi che adesso i nostri problemi sono finiti – è stato detto ai lavoratori – ma quello che è certo è che la nostra è stata l’unica delegazione di lavoratori che, grazie all’iniziativa di andare a Forenze, ha potuto confrontarsi direttamente con il presidente del consiglio. E adesso, dopo gli impegni assunti formalmente e che hanno già avuto ampia eco sugli organi di informazione, Renzi non potrà più far finta di niente».
Gli scioperi Nel frattempo, i lavoratori continuano a scioperare e a presidiare le portinerie, il Comune e la Prefettura. Scioperi e presìdi che, se non emergeranno novità di rilievo, andranno avanti ad oltranza: «Ora più che mai – è stato l’appello delle Rsu – non possiamo permetterci di mollare e, per questo, sarà necessario ancora fare dei sacrifici, pesanti, come quelli che si stanno facendo. Ma oggi abbiamo segnato un punto che ci ha portato in vantaggio e non ci possiamo permettere di fare autogol».
«NOI VALUTEREMO I FATTI»: IL VIDEO
Il vertice L’incontro è stato breve. Emilio Trotti, della Fim Cisl, alla fine aveva raccontato ai lavoratori e ai politici rimasti fuori che «Matteo Renzi ci ha garantito che seguirà in prima persona, più di quanto abbia fatto fino ad oggi, l’andamento della trattativa. Subito dopo l’incontro di venerdì tra il ministro Guidi e Lucia Morselli (nel quale si parlerà anche della riduzione della turnistica nell’area a caldo, che ha provocato lo sciopero in corso; ndr), se non ci saranno sviluppi sarà lui a convocare, tra venerdì e lunedì prossimi, un vertice ristretto a palazzo Chigi».
Di Girolamo Secondo il sindaco, che ha preso parte all’incontro con il premier, «si è trattato senza dubbio di un’occasione importante per dare a Renzi una serie di informazioni più dettagliate rispetto a quelle di cui disponeva (Di Girolamo gli ha consegnato un dossier completo sulla situazione di Ast e sugli aspetti più importanti sui quali concentrarsi; ndr) e per mettere in chiaro quelle che sono le richieste imprescindibili che vengono dai lavoratori e dalle istituzioni locali».
Il piano da riscrivere A Renzi è stato chiarito «che sui volumi produttivi, sul rapporto tra produzioni di ‘caldo’ e di ‘freddo’ e sulla organizzazione della rete commerciale, c’è bisogno di una riscrittura del piano presentato il 17 luglio – dice Di Girolamo – e adesso forse il presidente del consiglio ha un quadro più chiaro della situazione».
Un mese Quello su cui si è insistito, poi, «è un aspetto decisivo: i lavoratori e noi – dice ancora il sindaco – non abbiamo bisogno solo di impegni formali, ma sostanziali, a partire dalle strategie di accompagnamento che il governo potrà mettere in campo per agevolare un accordo con la ThyssenKrupp e su questo tema Matteo Renzi ha chiarito che entro pochi giorni organizzerà un incontro specifico, ha chiesto una delegazione ‘snella e operativa’ (il che significa che dovrà essere anche dotata del potere di fare accordi pratici; ndr), per mettere a punto un programma di lavoro che, entro un mese, porti ad un’intesa conclusiva».
Il ‘caso’ Non poteva mancare, e infatti, non è mancato, l’attacco. Arriva da Francesco Ferranti (Fi), che accusa: «Il fatto che il sindaco abbia impedito la presenza di un rappresentante delle opposizioni all’ incontro chiarisce la volontà di gestire la questione in modo autoreferenziale e con lo scopo di recuperare rapporti molto tesi con sindacati e lavoratori. Anche la presidenza del consiglio ha disatteso un accordo preso in conferenza dei capigruppo ove avevamo chiesto la presenza anche del vice presidente del consiglio in quota opposizione. Comunque Renzi ha detto che nei prossimi giorni richiederà di nuovo l incontro delle parti e a noi di Forza Italia interessa questo, che le parti anche con un incentivo che Renzi ha ipotizzato (a livello di investimenti soldi pubblici ) trovino presto l’accordo e vi sia un vero piano industriale da riproporre che dia rilancio e speranza a un territorio».
L’esempio Germania Mentre ThyssenKrupp, a Terni, fino ad oggi ha puntato sugli incentivi all’esodo – 61 mila euro netti a chi se ne va, che Lucia Morselli sembra intenzionata ad incrementare fino, quasi, ad una novantina e che hanno già fatto registrare circa 130 ‘firme’ di accettazione – in Germania ha firmato un accordo che, a Duisburg, prevede una riduzione dell’orario lavorativo a 31 ore settimanali, ai lavoratori ne verrebbero pagate 32, per evitare licenziamenti in uno stabilimento che occupa 4.500 addetti. Lavoreranno tutti di meno e guadagneranno di meno. Sulla base di quel ‘contratto di solidarietà’ del quale, fino ad oggi, a Terni sembra inapplicabile. Fino ad oggi.
Poletti Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, conferma: «Abbiamo incontrato i lavoratori Ast e abbiamo deciso che ci rivedremo la prossima settimana, intanto il governo e le istituzioni locali continueranno a fare di tutto per superare lo stallo. Non prendiamo atto, vogliamo muovere le cose».
Leonelli Il segretario del Pd regionale, Giacomo Leonelli, parla di incontro proficuo: «Alla Leopolda, insieme al sindaco Leo Di Girolamo, Maria Elena Boschi, Debora Serracchiani e Marina Sereni ho partecipato a un incontro tra una delegazione di lavoratori dell’Ast di Terni e il premier Matteo Renzi. È stato un incontro proficuo, utile a focalizzare bene la complessità del problema e a individuare gli obiettivi che tutti insieme dobbiamo raggiungere nei prossimi giorni. Matteo ha ribadito l’impegno suo, del Pd, e di tutto il governo, nella piena consapevolezza della portata della vicenda per la città e per tutta l’Umbria».
Galgano Secondo la deputata di Scelta civica, Adriana Galgano, «Bene ha fatto Renzi, che ha ricevuto i lavoratori Thyssen e ha detto loro che seguirà in prima persona la vertenza Ast. Basta perdere aziende italiane per miopia della politica. Continuerò comunque a far presente con energia che la vicenda Thyssen rientra anche nella situazione di sovrapproduzione e sovraregolazione dell’acciaio in Europa e quindi superarla veramente significa avere un serio piano per risolverla. Tutta l’Umbria e tutta la città di Terni sono impegnate a garantire ad Ast un futuro solido. La prossima settimana chiederemo un incontro a Delrio per presentare la proposta della costituzione di public company ad azionariato diffuso e popolare per attivare il fondo strategico italiano a favore di Ast».
Il calendario Il prefetto, Gianfelice Bellesini, sta cercando di rimettere ‘intorno ad un tavolo’ azienda, istituzioni e sindacati: se ci riuscirà, il vertice – quello di metà settembre, per la verità, non portò alcun risultato – potrebbe svolgersi già nella giornata di lunedì. Martedì, invece, saranno a Terni i segretari nazionali dei sindacati di categoria «per fare il punto, con le organizzazioni territoriali e le Rsu di Ast, sull’andamento della vertenza (resta sempre aperta l’opzione relativa a far diventare la protesta ‘da esportazione’, portandola fin sotto le finestre della ThyssenKrupp ad Essen; ndr)». Mercoledì, invece, i lavoratori andranno a Roma «all’ambasciata o al consolato tedesco, perché le rappresentanze diplomatiche di quel Paese devono sapere dalla viva voce di chi li vive, quali sono i problemi che una loro azienda sta determinando». Venerdì, poi, saranno di nuovo nella Capitale, per incontrare la presidente della Camera, Laura Boldrini, che manterrà la promessa fatta ad Assisi e li riceverà, alle 11,30, a Montecitorio.

renzi , basta parole ora datti da fare