Con l’istituzione del registro dei testamenti biologici il Comune di Perugia non vuole aggiungere un diritto, «che sarebbe illegittimo, ma ribadire semplicemente una possibilità sancita dalla Costituzione italiana, che consente al cittadino di scegliere se sottoporsi o meno alle cure». Così il consigliere comunale del Pd Tommaso Bori ha presentato questa mattina in una conferenza stampa il lavoro svolto dalla Commissione consiliare sui registri dei testamenti biologici. «Per chi non ne vorrà usufruire – spiega Bori – non cambia nulla. Cambierà moltissimo invece per chi vorrà decidere di sottoscrivere il documento sulle disposizioni anticipate di trattamento».
No agli scontri Il rischio, in questa vicenda, è quello di un rinfocolare dello scontro tra laici e cattolici. Scontro che Bori tiene a smorzare: «Non c’è alcuno scontro tra le parti anche perché l’obiettivo finale dell’intera operazione, in ogni caso, resta quello di rendere un servizio – spiega il giovane democrat, ossia dare un’interpretazione autentica e non equivocabile della volontà della persona. Ciò potrà essere fatto attraverso uno strumento che non contiene soluzioni di parte, perché al suo interno è prevista sia la possibilità di chiedere la rinuncia che la prosecuzione delle cure».
Il coordinamento con l’Asl2 Nell’atto, inoltre, è stata inserita anche la possibilità di rendere la dichiarazione in merito all’intenzione del paziente di donare o meno gli organi in seguito alla morte. Sempre Bori ha inoltre sottolineato che la Commissione ha ritenuto utile e necessario coordinarsi con la Asl2 e l’Azienda ospedaliera di Perugia affinchè sia data massima diffusione al nuovo strumento, in modo tale che possa essere trasmesso ai medici di base, onde permettere la massima informazione ai cittadini. «Vorrei chiudere evidenziando che la richiesta fondamentale avanzata dalla Commissione consiliare è e rimane ai nostri parlamentari, affinchè procedano a legiferare in materia, uniformando la stessa a livello nazionale, come già avviene in molti altri paesi europei e mondiali».
Gli aspetti giuridici Gli aspetti giuridici della questione sono stati trattati invece dalla professoressa Alessandra Pioggia, la quale ha ribadito che la Commissione ha deliberato sapendo di trovarsi all’interno di un panorama giuridico già delimitato: l’articolo 32 della Costituzione, infatti, stabilisce con precisione che nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici non desiderati, coordinandosi così con i principi di uguaglianza e dignità. In virtù di ciò, di fronte ad una dichiarazione anticipata sui trattamenti, quest’ultima assume validità giuridica ed il Consiglio Comunale di Perugia non ha fatto altro se non disciplinare un servizio che sia di supporto all’esercizio di un diritto già esistente; un servizio, è bene precisare, gratuito e di facile accessibilità a tutti. Il documento, però, è e resterà sempre un atto privato; la conservazione da parte del Comune delle dichiarazioni, infatti, non attribuirà alle stesse alcun valore aggiuntivo.
Gli aspetti medici Il dottor Fausto Grignani, professore di medicina interna e già Preside della facoltà di medicina e chirurgia, ha evidenziato, invece, alcuni aspetti tecnici. Nel caso specifico, in particolare, la Commissione ha inteso misurare le parole all’interno del testo licenziato, confermando che si tratta di dichiarazioni utilizzabili nel caso in cui vi sia una lunga ed accertata perdita di coscienza da parte del paziente, per il quale non sia verosimile il recupero delle facoltà. Grignani ha confermato, inoltre, l’inutilità di un servizio di accesso alle dichiarazioni di trattamento 24 ore su 24: infatti la scelta relativa alla prosecuzione o interruzione di una strategia medica di sostegno vitale ad una persona che abbia perso definitivamente la propria capacità di coscienza si colloca sempre in un momento di alcuni mesi successivo al verificarsi dell’evento che ha determinato tale situazione; quindi c’è tutto il tempo per acquisire le dichiarazioni anticipate di volontà rispettando gli orari di ufficio dell’Amministrazione.
L’iter istituzionale La consigliera Tiziana Capaldini (Pd), presidente della commissione Affari Istituzionali, ha invece illustrato le prossime tappe che porteranno all’approvazione del regolamento comunale sull’istituzione e la disciplina del registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. «L’atto votato dal Consiglio Comunale, con cui è stato dato mandato alla speciale commissione di occuparsi della materia, prevedeva espressamente la necessità di riportare il materiale prodotto all’attenzione della massima assise cittadina. Dunque nella prossima seduta di lunedì ci sarà questo passaggio, dopo il quale sarà consentito alla IV Commissione Consiliare di avviare i propri lavori per procedere alla definitiva elaborazione del Regolamento. Dopo l’ulteriore analisi a cura della Commissione, infine, il documento verrà nuovamente riportato in Consiglio Comunale per la votazione finale». Quanto ai tempi, è prevedibile che la IV Commissione sarà investita della questione dopo il periodo di festa e, dunque, a partire dalla prima metà del mese di gennaio. Per l’approvazione finale, invece, rimane un punto interrogativo, stante la presenza di un contrasto in essere ad oggi tra le interpretazioni date alla questione dai Comuni e quelle offerte da alcuni Ministeri.
