di Iv. Por.
«Abbiamo aspettato tanto questa legge di Riforma ma ora che si sta discutendo vogliamo che risponda veramente ai bisogni delle associazioni e degli utenti». A parlare è Tiziana Ciabucchi, portavoce del Volontariato all’interno del Forum del Terzo settore dell’Umbria, che mercoledì mattina ha presieduto l’autoconvocazione del volontariato nello spazio del cinema Melies di via della Viola, a Perugia.
Verso Lucca La riunione, cui hanno risposto i Cesvol di Perugia e Terni, Arci, Libera, Auser, Legambiente e altre associazioni del panorama regionale, aveva come proposito quello di iniziare un percorso che porti a creare un fronte comune in vista del Festival del volontariato, che si svolgerà a Lucca dal 14 al 17 aprile. «E’ una fase molto importante – spiega Ciabucchi – perché si sta per varare la riforma del Terzo settore e vogliamo che la nostra voce non sia ignorata. Per questo abbiamo avviato questa interlocuzione con i soggetti che operano sul territorio».
La Riforma e i timori La paura è che la riforma prenda una piega diversa da quella auspicata. «Da quello che sentiamo – chiarisce Ciabucchi – non si sta tenendo conto quanto si dovrebbe delle nostre priorità cioè il principio di sussidiarietà e la valorizzazione del ruolo del volontariato nella società. Se si pensa che, solo in Umbria, ci sono oltre 100 mila volontari che assistono le cosiddette fasce deboli, ci si può fare un’idea di quanto incidiamo sia sulla qualità della vita delle persone che anche sul Pil dato che ammortizziamo molti costi altrimenti a carico del sistema sanitario e sociale. Ecco perché vogliamo essere riconosciuti e avere un ruolo al momento in cui si fanno le scelte, non venire coinvolti a cose fatte. Penso, ad esempio, alla predisposizione del Piano sanitario e del Piano sociale regionale».
Le richieste Alcune richieste concrete da inserire nella legge di riforma sono «di mantenere la gratuità delle prestazioni, non vogliamo diventare imprese – sottolinea Ciabucchi -. Chiediamo anche meno burocrazia sul fronte dei controlli con un range minimo di spesa da non considerare reddito ma rimborso spese». Altro aspetto che non convince è quello della Fondazione Italia Sociale. «Stiamo solo ad indiscrezioni per ora, ma mettiamo le mani avanti: si parla di progetti finanziabili solo sopra i 20 milioni di euro. Ci auguriamo che sia un fraintendimento». Sulla rappresentanza, poi, si chiede di non cancellare gli organi attuali del Terzo settore e chiarezza sulla riforma dei Cesvol e Coge. «Ci riuniremo ancora da qui al 14 – conclude Ciabucchi – per arrivare a una posizione comune del volontariato umbro che non ha alcuna intenzione di restare in silenzio ma diventare protagonista del dibattito».
