di Chiara Fabrizi
Un’area per depositare le macerie che verranno rimosse. E un’altra in cui collocare moduli prefabbricati per le attività produttive e commerciali, che potranno essere dotati anche di camere da letto in base alle esigenze. Questi gli scopi che sabato mattina hanno messo in moto la mini spedizione della protezione civile regionale che di buon ora si è inerpicata tra strade franate e boschi fin a circa 1.400 metri d’altezza. Nelle jeep del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria l’architetto Filippo Battoni e la presidente Catiuscia Marini che ha detto: «Castelluccio deve essere ricostruita, è la nostra identità».
REPORTAGE DA CASTELLUCCIO: VIDEO e FOTO
Terremoto, ispezione a Castelluccio Al sopralluogo ha partecipato anche Roberto Pasqua, presidente della comunanza agraria di Castelluccio. Mentre si attende che il Genio militare risolva il rebus fatto di rocce e neve per aprire un varco d’accesso al gioiello dei Sibillini, si è proceduto a una prima verifica delle aree in cui dovranno essere collocate le macerie del paese, duramente colpito già dal sisma del 24 agosto, ma raso al suolo da quelli del 26 e soprattutto del 30 ottobre. Ad accompagnare le ispezioni tecniche anche gli Alpini che da una settimana abbondante hanno allestito un presidio fisso h24 di vigilanza specifico. Sulle condizioni del paese, recentemente evacuato e completamente isolato, la presidente Marini ha commentato: «L’impressione dal vivo è di grandissimo dolore per la situazione di danneggiamento e devastazione molto estesa».
«Ricostruiamo, è nostra identità» Anche la Marini, come già capitato all’assessore Luca Barberini nella zona rossa di Norcia, si è imbattuta in un cane. Nel caso si tratta di un maremmano «spuntato in piazza – scrive sui social – e di cui si sono presi cura i volontari». Oltreché per le macerie, la protezione civile è chiamata a selezionare un’area in cui collocare le strutture prefabbricate strumentali alle aziende di Castelluccio. All’anagrafe i residenti del borgo ai piedi del monte Vettore sarebbero due, per cui l’ipotesi al momento è di non insediare un vero e proprio campo con le soluzioni abitative emergenziali (sae), ma dotare i moduli per le attività produttive e commerciali di spazi domestici in attesa della ricostruzione. Ed è proprio sul punto che la Marini sgombra ogni dubbio: «Castelluccio deve essere ricostruito – ha detto – è un punto di riferimento per le persone, per la qualità ambientale, ma è soprattutto un pezzo della nostra identità, un luogo simbolo dell’Umbria».
Parla l’esperto L’area per stoccare temporaneamente le macerie sarebbe stata individuata verso Forca di Presta, mentre lo spazio in cui verranno montati i moduli sarebbe in prossimità della curva del paese «un’area – spiega Battoni – che andrebbe comunque riambientata». Il dirigente della Regione è un architetto di esperienza, è responsabile della sezione Beni culturali in emergenza della protezione civile umbra, a lui Umbria24 ha chiesto una prima impressione su come potrà essere ricostruita Castelluccio: «Serve una valutazione accurata naturalmente – dice – ma immaginare di ricostruire caseggiati di cinque piani come esistevano nel borgo mi pare quanto meno improbabile, le case – dice – sono state proprio spostate dalla violenza del terremoto. Per capire come fare serve l’illuminazione, un’idea, ma anche il confronto con la gente che questa terra la vive».
@chilodice

Ma chi è che da queste notizie senza un minimo di fondamento.
I residenti a Castelluccio di Norcia sono oltre 60, di questi almeno 10 vivono li tutto l’anno, gli altri si spostano solo i mesi invernali per ovvie ragioni climatiche.