Il summit in Regione (foto Fabrizio Troccoli)

di Chia.Fa.

«Entro Natale arriverà l’ordinanza per la riparazione e il recupero dei danni anche gravi alle imprese, mentre entro la fine di gennaio faremo quella per la ricostruzione di tutte le abitazioni. Siamo impegnati anche per la definizione del piano di ricostruzione delle scuole danneggiate e di costruzione di nuovi plessi scolastici».

Summit in Regione con Errani Così il commissario per la ricostruzione Vasco Errani prima della riunione a porte a chiuse in Regione con la presidente Catiuscia Marini e il comitato istituzionale umbro per fare il punto sulle attività di assistenza alla popolazione e ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto. Qui il direttore della protezione civile regionale, Alfiero Moretti, ha fatto il punto sui sopralluoghi negli edifici privati, spiegando che finora sono state eseguite 12 mila verifiche fast che hanno consegnato un livello di utilizzabilità del 64 per cento. Al dato medio umbro si affianca quello ben più pesante registrato a Norcia, dove l’agibilità si ferma al 29 per cento, mentre Preci si attesta intorno 55 per cento.  Al tavolo è stato anche affrontato il nodo dell’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento delle macerie derivanti da demolizioni o crolli connessi agli eventi sismici; l’ordinanza per la delocalizzazione temporanea delle imprese o attività economiche; l’assegnazione del personale per i Comuni; l’esame delle procedure relative alle operazioni di messa in sicurezza di edifici.

«Entro Natale ordinanza per danni gravi a imprese» In particolare la presidente Marini ha evidenziato come «parallelamente alle attività di assistenza alla popolazione e all’avvio della ricostruzione, si stanno predisponendo gli interventi necessari al ripristino della viabilità, alla messa in sicurezza delle scuole e dei beni culturali». In questo senso Errani prima del summit ha affermato: «Abbiamo già emesso l’ordinanza per la riparazione dei danni lievi ed entro Natale ci sarà quella per la riparazione e recupero dei danni anche gravi di tutte le imprese. Mi sembrano tempi assolutamente rapidi visti i precedenti che tengono conto delle nostre priorità ossia riportare al più presto a casa le persone che hanno subito danni non gravi alle proprie abitazioni, poi lavoro, imprese e scuole per le quali faremo un piano di ricostruzione e di costruzione di nuovi plessi. Entro la fine di gennaio – ha proseguito – faremo l’ordinanza per la ricostruzione di tutte le abitazioni anche quelle gravi. Ieri (mercoledì, ndr) ho incontrato il presidente del Consiglio e andremo avanti nell’impostazione che avevamo, il governo assicura il suo impegno finanziario e legislativo per garantire la ricostruzione di tutto il patrimonio edilizio e imprenditoriale e di beni culturali»

San Pellegrino chiede di salvare la statua simbolo Intanto da San Pellegrino arriva l’appello per salvare la statua simbolo. E’ direttamente il residente Rolando Guerrieri a farsi portavoce della richiesta della comunità del piccolo borgo raso al suolo dal terremoto ma determinata a estrarre dalle macerie la scultura dedicata ai caduti di tutte le guerre.  La statua che svettava simbolicamente su una ‘montagna di rocce’ era collocata di fronte alla chiesa ed aveva retto alla prima crisi sismica, a differenza del campanile gravemente compromesso dalla violenta scossa del 24 agosto e poi crollato all’alba dell’indomani, ma nulla ha potuto di fronte alla furia di magnitudo 6,5 che ha sventrato l’intero abitato. Il militare in bronzo è tuttora a terra schiacciato da quelle stesse rocce in cima alle quali era stato ancorato per anni, come un guardiano della piazza: «La comunità è legatissima alla statua dei caduti all’ombra della quale – dice Guerrieri che vive in un camper parcheggiato nel campo di accoglienza di San Pellegrino – hanno giocato generazioni di ragazzini. Per noi è sempre stato un punto di riferimento e senza alcuna polemica chiediamo alle autorità di intervenire per estrarla dalle macerie perché vorremmo – spiega – collocarla nel campo casette che si sta realizzando».

Riapre la Coop di Norcia. In attesa che i soccorritori rispondano all’appello lanciato da San Pellegrino, giovedì mattina Coop è tornata operativa a Norcia con la riapertura nella zona industriale della nuova sede dopo i danni subiti dalla vecchia sede. «Un intervento compiuto in tempi record – scrivono da Coop – che vuole rappresentare un contributo al ritorno alla normalità e un segnale di speranza per i tanti nursini che non hanno voluto abbandonare il territorio». In questo senso fino al 24 dicembre nel piazzale antistante sono previste animazioni per i bambini ai quali nei giorni scorsi una delegazione di soci e lavoratori ha consegnato doni natalizi nelle tendopoli di Norcia, Cascia e Preci. «Siamo un’impresa di persone e vogliamo essere al fianco dei nursini nella ripresa delle attività – ha dichiarato il presidente Giorgio Raggi – questo supermercato più di ogni altro è motivo di soddisfazione perché rappresenta un aiuto e un servizio concreto alle popolazioni colpite dal sisma». Resta attivo, ricorda la nota di Coop, il fondo di solidarietà alimentato dalla raccolta fondi nei punti vendita del Gruppo grazie al quale si sta finanziando il progetto di costruzione della nuova scuola elementare di Norcia a cura della Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus che verrà donata al Comune.

@chilodice

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