Terremoto di Norcia, Porta Ascolana (foto Fabrizi)

Circa 59 per cento di agibilità. Sfiorano quota 7 mila i controlli di agibilità di tipo fast compiuti in 30 comuni umbri a seguito del terremoto del 30 ottobre. Le verifiche vanno naturalmente avanti ma mercoledì mattina la protezione civile ha tirato le fila sui sopralluoghi fin qui compiuti, dettagliando il lavoro dei tecnici a Norcia, Cascia, Preci, Monteleone e Spoleto.

Norcia, Cascia, Preci, Monteleone e Spoleto Il bilancio provvisorio e generale è composto da 6.744 sopralluoghi effettuati in edifici privati distribuiti in trenta comuni, di questi 4.002 sono risultati agibili (59 per cento); 2.469 sono risultati inutilizzabili (37 per cento) e 273 (4 per cento). I risultati sono naturalmente più pesanti nella zona epicentrale. In particolare a Norcia a fronte di 1.959 strutture controllate 1.394 sono state giudicate inutilizzabili, ossia circa il 71,1 per cento. A Cascia sono stati controllati 1.183 edifici di questi il 41,6 per cento è risultato inutilizzabile, in linea col dato di Preci dove i tecnici hanno controllato 449 stabili accendendo il disco rosso nel 44,8 per cento dei casi. Migliore la situazione di Spoleto dove a fronte di 735 immobili verificati circa il 26,8 per cento è stato dichiarato inutilizzabile. Chiude il cerchio Monteleone dove è stata compiuta una ricognizione che ha interessato 268 stabili di cui 18,6% non ha superato il test.

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