Grasso dai bimbi di Norcia

di C.F.

Sono 37 le strutture ricettive agibili nella zona epicentrale, con Cascia che da sola dispone di 27 tra alberghi e agriturismi. In questo senso il capo della protezione civile regionale, Alfiero Moretti, a Umbria24 ha confermato: «A due settimane abbondanti dalla grande emergenza abbiamo dato il via libera alla ricollocazione delle persone rimaste fuori casa nelle strutture ricettive più prossime, quindi sia in Valnerina che nello Spoletino e nel Folignate». Intanto giovedì pomeriggio Spoleto è stata ufficialmente inserita nel cratere del sisma, così come previsto dal maxi emendamento del governo approdato nelle ultime ore in commissione bilancio del Senato. La città del Festival, come era già filtrato nei giorni scorsi, è l’unico Comune umbro a cui sono state estese le misure varate dal Consiglio dei ministri. Ma andiamo con ordine.

Tra Cascia, Norcia e Monteleone 37 alberghi agibili I residenti dei territori devastati dal tremendo terremoto di magnitudo 6,5 possono quindi riavvicinarsi alla propria terra chiedendo alla protezione civile di essere alloggiati nelle strutture ricettive di cui è stata accertata l’agibilità, analoga la richiesta che può essere presentata dagli sfollati (poco più di 4 mila complessivi) fin qui assistiti in tendopoli o che in autonomia si sono sistemati con roulotte e camper. Al momento, però, risultano ancora oltre mille le persone assistite negli alberghi del Trasimeno e della zona di Perugia verosimilmente a causa della paura che impedisce di tornare a dormire all’interno di immobili, anche se gli unici tre agriturismi di Norcia agibili ma con limitata capacità ricettiva risultano al completo, mentre quattro alberghi sono risultati gravemente danneggiati e necessitano della cosiddetta ricostruzione pesante, ossia interventi strutturali di lunga durata, nelle stesse condizioni anche un hotel di Cascia. Sempre tra la città di San Benedetto, Cascia e Monteleone di Spoleto sei strutture ricettive sono risultate temporaneamente inagibili, necessitando quindi di interventi di pronto intervento, tre parzialmente inagibili con parti degli stabili che richiedono lavori massicci per essere resi di nuovo utilizzabili. I sopralluoghi per le verifiche vanno avanti anche per gli stabili che ospitano attività produttive e commerciali. Il primo bilancio parla di 81 inagibilità, 66 delle quali concentrate a Norcia (su 131 controllate), dieci  a Cascia (su 30), quattro a Preci (su 7) e una a Monteleone di Spoleto (su 18). L’agibilità è invece stata riconosciuta a 59 stabili di cui 30 a Norcia, quindici a Monteleone e quattordici a Cascia, mentre in una decina di attività è stato riscontrata l’inagibilità per rischio esterno.

Grasso: «Giovedì approviamo decreto, non abbiamo spento i riflettori» Giovedì nella città di San Benedetto è arrivato il presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha visitato la nuova scuola prefabbricata di Norcia e poi la zona rossa: «Non abbiamo spento i riflettori e giovedì 24 novembre sicuramente sarà approvato al Senato il decreto legge di conversione dei due decreti sul sisma. Si sta facendo tutto il possibile e ognuno fa la propria parte». All’uscita dalla zona rossa, che ha visitato accompagnato tra gli altri dalla presidente Catiuscia Marini e dal sindaco Nicola Alemanno, ma anche dal commissario Vasco Errani e dal capo della protezione civile Fabrizio Curcio, Grasso ha commentato: «Molti anni fa ero venuto a Norcia da turista e ne ero rimasto colpito ma oggi vedere che della basilica di San Benedetto è rimasta in piedi solo la facciata colpisce nel cuore e nell’anima. Le puntellature che si stanno eseguendo – è andato avanti il presidente del Senato – danno fiducia ai cittadini che speriamo possano passare il Natale in condizioni migliori delle attuali grazie alle soluzioni che si stanno mettendo in atto. Tutti stanno lavorando al massimo del loro impegno per esaudire le loro richieste, sono qui anche per  confermare che c’è un’attenzione specifica verso le richieste di queste persone». In questo senso la presidente Marini ha affermato: «È un gesto significativo di solidarietà e vicinanza verso i cittadini, ma anche verso noi amministratori impegnati nella difficile gestione dell’emergenza e della ricostruzione – ha affermato la presidente -. Sin dall’indomani del primo sisma, quello di agosto, tutti i livelli istituzionali dello Stato hanno e stanno lavorando in coesione, ciascuno per le proprie competenze, con l’obiettivo comune di ripristinare il prima possibile le condizioni necessarie per un ritorno alla normalità, e consentire ai cittadini, alle imprese, agli operatori economici, di dare avvio alla ricostruzione».

Spoleto ufficialmente nel cratere La notizia rimbalzata da giorni è stata confermata giovedì pomeriggio al momento della presentazione del maxi emendamento del governo che integra il decreto pubblicato in Gazzetta l’11 novembre con quello varato a seguito del sisma del 24 agosto. In commissione bilancio del Senato è quindi emerso che il commissario Errani ha esteso a 69 comuni (di cui 57 delle Marche) le misure previste nei provvedimenti. Nel nuovo elenco compare anche Spoleto come unico comune umbro, mentre erano già stati interessati i quattordici borghi della Valnerina: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Vallo di Nera.

@chilodice

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