di Chiara Fabrizi
Consegnate le 18 casette di San Pellegrino assegnate ad altrettante famiglie rimaste senza casa dopo il terremoto. Si tratta delle prime soluzioni abitative di emergenza (sae) interamente completate dell’emergenza del Centro Italia e su cui il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, mette in chiaro: «Le casette resteranno qui per sempre a servizio della comunità, saremo capaci di mantenerle».
Consegnate le 18 casette di San Pellegrino Domenica mattina il primo cittadino insieme all’assessore regionale Fernanda Cecchini ha consegnato le chiavi delle sae realizzate dalla Regione dove, dopo aver firmato i contratti per la fornitura di acqua e gas (luce già allacciata), potranno trasferirsi le diciotto famiglie assegnatarie. Come già emerso nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale per l’assegnazione ha archiviato la formula della lotteria utilizzata tra sconcerto e ironia amara per le prime venti casette di Norcia capoluogo (non ancora consegnate). Qui a San Pellegrino, complici i numeri ben più contenuti, la giunta ha dato naturalmente priorità alle undici famiglie con casa inagibile dal 24 agosto, dopodiché per l’assegnazione diretta delle altre sette sae si è scelto di dare precedenza alle coppie over 65 e ai nuclei con almeno un figlio minorenne.
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Uno degli assegnatari: «Pensiero va a chi resta in roulotte» E quest’ultimo è proprio il caso di Luciano Severini senza casa dal terremoto del 30 ottobre: «Ci sono rientrato proprio perché ho un figlio minorenne, oltreché l’abitazione con un’inagibilità totale. Queste soluzioni abitative mi sembrano confortevoli, sapremo dire di più dopo averci vissuto qualche tempo ma abbiamo visto che sono stati curati tanti particolari, dai pavimenti ai bagni fino alla cucina dove ci sono anche le stoviglie, così come nelle camere c’è la biancheria. L’energia elettrica già è stata allacciata – prosegue – manca il metano e l’acqua, per i quali stiamo provvedendo a fare i contratti e stimiamo di trasferirci qui nel giro di qualche giorno». E ancora: «Fa effetto entrare in una casa non più provvisoria, certo non è la nostra abitazione, ma in queste ore il pensiero va a chi non è rientrato nella prima fase di assegnazione e tuttora si trova in alloggi temporanei».
Altre 63 casette In base a quanto riferito dai dirigenti della Protezione civile regionale per le altre venti casette di Norcia già assegnate potrebbero servire al massimo ancora un paio di settimane, mentre procedono a spron battuto i lavori in località Opaco, vicino alla zona industriale di Norcia, dove si sta realizzando un campo con altri 63 moduli abitativi. Qui l’orizzonte per la consegna del consistente numero di casette è programmata tra la fine di marzo e i primi di aprile, condizioni meteorologiche permettendo. Pubblicata anche la gara per l’assegnazione degli interventi di urbanizzazione del secondo campo sae della zona industriale, dove saranno allestite altre 90 sae, le prime ordinate dopo il terremoto del 30 ottobre, mentre entro la fine del mese sarà chiusa la pratica dei container collettivi.
Sindaco: «Casette restano qui per sempre» Quasi commosso il sindaco Alemanno: «È difficile descrivere lo stato d’animo, la gioia e la sensazioni di questa giornata. Dopo tanta sofferenza riusciamo a dare una prima importante risposta diciotto famiglie. Abbiamo faticato a far comprendere la qualità del lavoro che stavano facendo, oggi tutti prendono atto. Questa è una struttura che resta e resterà a disposizione delle nostre emergenze e della comunità di San Pellegrino per sempre, dovremo essere capace di mantenerla. Oggi però non è un punto di arrivo perché tutte le famiglie che oggi entrano in questa casa dovranno rientrare nella loro abitazione. Le venti casette di Norcia contiamo di consegnarle la prossima settimana».
Cecchini: «Qui lo Stato ha funzionato» Alla consegna delle casette anche l’assessore regionale Fernanda Cecchini: «Consegniamo i moduli a cittadini che purtroppo hanno perso ciò che materialmente avevano di più caro, la loro casa, ma simbolicamente questo evento ci fa guardare con fiducia e speranza al futuro e a quanto ancora dovremo lavorare tutti per ricostruire case, aziende, imprese, beni culturali. Vorrei anche aggiungere – ha osservato Cecchini – che oggi tocchiamo con mano il fatto che qui lo Stato c’è ed ha funzionato, grazie a un grande lavoro di squadra e di cooperazione tra tutti i livelli. Altrettanto importante è stato il lavoro delle imprese che hanno realizzato questo villaggio, grazie alla generosità e al lavoro delle maestranze che hanno operato senza fermarsi un giorno, e talvolta lavorando anche in condizioni proibitive».
Baggio visita il centro, poi calcio d’inizio ad amichevole Ancora protagonista a Norcia, Roberto Baggio che sabato sera ha festeggiato 50 anni nella tensostruttura dell’Esercito con alcune centinaia di terremotati prestandosi a selfie e autografi. La leggenda del calcio italiano domenica mattina intorno alle 11 ha visitato il centro storico con moglie e figli, toccando con mano i danni al patrimonio edilizio e a quello culturale. Accompagnato dal vicesindaco Pierluigi Altavilla e dall’assessore Boccanera, oltreché da Alberto Allegrini e Carlo Bianconi, l’ex numero 10 della nazionale ha attraversato Porta Romana, corso Sertorio dal 22 dicembre non più zona rossa, per poi prendere visione dei danni alla chiesa di San Francesco, alla basilica di San Benedetto e alla cattedrale di Santa Maria Argentea. Qui nel cuore del centro di Norcia ferito dal terremoto ha ringraziato più volte i pompieri al lavoro per le messe in sicurezze e tutte gli uomini delle forze di polizia presenti. Dopodiché si è recato al campo sportivo e ha dato il calcio d’inizio a una partita amichevole tra giovanissimi. Un fuoriclasse coi piedi e con il cuore.
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