di C.F.
Il terremoto non ferma la tradizione e Norcia si prepara ai ‘Ri fauni’ del 9 dicembre. Fervono i preparativi nell’area scelta per il più grande dei falò organizzato in zona viale della Stazione vicino al campo base dei pompieri e pure alla mensa dei militari invitati naturalmente, al pari di tutti i gruppi di soccorso e di aiuti presenti a Norcia, a partecipare alla festa popolare che si tramanda di generazione in generazione.
Norcia si accende con grandi falò Giovedì sera un mezzo dei pompieri ha scortato un trattore carico di alcuni quintali di rami di ginestre che verranno sistemati in una pira e poi accesi intorno alle 21 mentre tutto intorno scorreranno gratuitamente bicchieri di vino e salsicce raccolti grazie alle donazioni di alcune aziende locali, immancabili saranno anche gli stornelli. Da tempo ormai per il 9 dicembre vengono organizzati cinque o sei falò alcuni anche nel centro storico di Norcia, ma quest’anno di fronte alle distruzione provocata dal terremoto l’impegno del gruppo Fauni è stato prima di tutto salvare la tradizione popolare. Obiettivo riuscito anche grazie alla collaborazione dei soccorritori che nei limiti hanno aiutato gli organizzatori offrendo «un supporto splendido». Quello atteso in viale della Stazione non è l’unico faune di Norcia. La proloco di Campi guidata da Roberto Sbriccoli accenderà in contemporanea il proprio ‘focaraccio’ anche qui salsicce e vino sono assicurate.
Terremoto non ferma la tradizione dei ‘fauni’ A mezzanotte, però, le campane delle chiese di Norcia non suoneranno per annunciare il passaggio della Santa casa della Madonna di Loreto come avviene ogni 9 dicembre. La basilica e cattedrale, così come le altre chiese del centro storico e frazionali sono state distrutte o gravemente lesionate dal terremoto del 30 ottobre ma non sono escluse sorprese. I fuochi vengono accesi per «ricordare e illuminare il cammino degli angeli che, nel lontano 9 dicembre 1291, dalla Palestina occupata dagli infedeli portarono in salvo la casa della Vergine, traslandola miracolosamente fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. Ma quali altri riti si intreccino intorno a questo omaggio affettuoso non è facile dirlo». Sul sito del Comune di Norcia si spiega anche che la ricorrenza ha «elementi atavici: si va verso i giorni più corti dell’anno e bisogna scongiurare che il buio abbia il sopravvento sulla luce, la notte sul giorno, il gelo sul caldo. Ma c’è anche dell’arcano. Il fuoco non sempre distrugge, purifica anche. E infine elementi spirituali. Il fuoco è il simbolo dell’amore che scende, su Maria e sugli Apostoli nel cenacolo, trasformando i discepoli in predicatori coraggiosi e capaci di farsi intendere da persone provenienti da vari paesi. Simboli e riti, forze della natura e buona volontà, tutto si esalta in questa notte della terra nursina».
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