Mattarella coi bambini nella scuola di Norcia (novembre 2016 - foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Con la scuola e il lavoro si garantisce un futuro alla Valnerina. Lancia un messaggio profondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornato in Umbria per visitare il prosciuttificio Salpi di Preci e gli studenti di Norcia, due elementi simbolo della comunità umbra ferita dal terremoto. Da una parte l’azienda completamente antisismica del Consorzio di tutela Igp prosciutto di Norcia che non ha mai smesso di produrre in questi ultimi tre mesi, neanche dopo il terremoto di magnitudo 6,5. Dall’altra la scuola prefabbricata di Norcia finanziata dalle Fondazioni Casse di Risparmio dell’Umbria e frequentata ogni giorno da circa 700 tra bimbi e adolescenti che al presidente Mattarella hanno inviato un messaggio chiaro, scandito da una studentessa che l’ha letto a nome di tutti. A loro il Capo dello Stato ha detto: «Ricostruiremo per dare sicurezza al vostro futuro, richiederà qualche tempo e grande impegno ma centreremo l’obiettivo».

MATTARELLA IN VISITA A PRECI E A NORCIA
«SCUSATE SE VI TRATTENGO IN CLASSE»: VIDEO

Mattarella nel prosciuttificio antisismico La visita è iniziata con una ventina di minuti di anticipo rispetto al programma. Il presidente della Repubblica è atterrato intorno alle 11 al campo sportivo di Preci per la seconda visita in poche settimane alle zone terremotate. Subito si è diretto al prosciuttificio Salpi dove ad accoglierlo sotto alla pioggia ha trovato la presidente Catiuscia Marini, il sindaco Pietro Bellini e il commissario Vasco Errani, oltre naturalmente a Raniero Pallottini e Paolo Radaelli, i due imprenditori marchigiani titolari dell’azienda che produce 9 mila prosciutti a settimana con dieci dipendenti, tra loro Ilenia e Valerio che in grembiule bianco dicono: «Ci sentiamo più sicuri al lavoro che a casa». L’automazione è per loro un grande vanto, anche se di questi tempi il vero motivo d’orgoglio è lo stabilimento a un piano costruito quattro anni fa con legno e acciaio e quindi uscito indenne dalle tremende scosse, come ha potuto constatare Mattarella che per una ventina di minuti ha visitato gli impianti produttivi, scoprendo le lavorazioni alimentari che hanno reso ricca e famosa questa terra. All’interno dell’azienda anche i bambini della scuola materna ed elementare di Preci che hanno accolto il presidente della Repubblica con bandierine tricolori e messaggi. Tra loro anche Sara e Melissa: «Gli abbiamo chiesto – raccontano le due ragazzine – di ricostruire Preci così da permetterci di tornare alla nostra quotidianità che tanto ci manca e lui ci ha promesso che lo farà». Mattarella ha anche abbracciato e baciato alcune anziane che avevano raggiunto l’azienda per incontrarlo: «Gli ho detto che ho paura di non vedere più ricostruita Saccovescio (frazione di Preci, ndr) – spiega Francesca, 85 anni, alloggiata al centro Caritas – mi ha detto di farmi coraggio, mi ha detto che ce la metterà tutta».

Bellini e Marini Emozionato anche Bellini: «La visita di Mattarella – spiega il sindaco, che è anche presidente del consorzio Igp – è importante per la nostra comunità, ci dà fiducia per andare avanti specie perché arriva da un luogo come questo, un’azienda completamente antisismica che dal 24 agosto non ha mai smesso di produrre». Al fianco del primo cittadino, la governatrice Marini: «Ringraziamo il presidente Mattarella – ha detto – sia per la visita seguita al sima del 30 ottobre che per quella di oggi, molto importante per i luoghi scelti. Un’azienda che continua a produrre e la scuola riaperta, due simboli concreti della ripartenza e della vita in questa terra». Il presidente della Repubblica, modificando il programma, ha infatti subito raggiunto la scuola prefabbricata di Norcia dove dal 14 novembre sono riprese le lezioni con doppi turni. L’arrivo del Capo dello Stato è proprio coinciso con l’ingresso dei bimbi di elementari e medie e l’uscita degli studenti medi: «Mi scuso – ha detto Mattarella in una classe delle superiori – se ho allungato il vostro orario scolastico».

Mattarella in classe Nell’aula, presente anche il sindaco Nicola Alemanno, Mattarella ha ascoltato la lettera firmata da tutti gli studenti del Battaglia: «Non vogliamo essere semplici soggetti richiedenti aiuti e non vogliamo che le Istituzioni da lei in modo cosi’ esemplare rappresentate possano considerarci come soli soggetti terremotati. Noi siamo una scuola cosiddetta di montagna e solo questo dovrebbe far riflettere tutte le istituzioni sull’importanza che la stessa riveste non soltanto per la calamità ma in relazione alla nostra formazione e al nostro percorso di socializzazione. Non vogliamo assolutamente perdere la nostra identità – ha letto per tutti una studentessa – ma anzi chiediamo che il nostro percorso educativo e didattico venga valorizzato. La nostra scuola – è andata avanti l’adolescente – non molla e non può mollare perché costituisce il nostro vero punto di forza, la fucina della nostra creatività e del nostro futuro e di questo dobbiamo ringraziare la preside Rossella (Tonti, ndr) per noi esempio di determinazione e dedizione». Ai ragazzi il presidente della Repubblica ha risposto: «Questa area è il centro geografico dell’Italia ma in questo periodo è soprattutto il centro affettivo del Paese. Ho visitato un’azienda e una scuola perché sono gli elementi che più di tutti garantiscono la ripresa della vita quotidiana. Le istituzioni sono vicine e l’obiettivo ricostruzione richiederà qualche tempo e molto impegno ma sarà conseguito per dare sicurezza al vostro futuro – ha detto ai ragazzi – che è garantito anche dalla ripresa della scuola».

Il sindaco di Norcia Alemanno ha poi raccontato: «I ragazzi hanno chiesto al presidente di ‘starci vicino e non abbandonarci’, ringraziandolo per l’impegno e aggiungendo che scuola e famiglia sono i loro due punti di riferimento per ricostruire la loro vita. La visita di Mattarella – aggiunge Alemanno – dà fiducia anche a loro. Lui è tornato proprio per dare segnale di forte vicinanza, mi ha detto di farmi sentire se abbiamo bisogno ma io gli ho risposto che le istituzioni stanno funzionando: Errani, Curcio e Marini stanno facendo ognuno la propria parte e se in Italia potesse funzionare sempre come in questa emergenza sarebbe un Paese migliore. Nessuno si sta tirando indietro».

 

@chilodice

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