Musumeci e Castelli

«Stiamo operando affinché nel prossimo futuro i tempi per completare il processo di ricostruzione post sisma abbiano una durata di dieci anni, termine che scenderà a nove quando verrà approntato un apposito “Decreto calamità”. Ricordo inoltre che finora per il sisma 2016 che ha colpito le regioni del centro Italia sono stati utilizzati 2,7 miliardi di euro, a fronte di uno stanziamento complessivo pari a 27 miliardi». Le parole sono del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nel corso di una conferenza stampa, tenuta giovedì insieme al commissario per la ricostruzione Guido Castelli, dedicata al dl Sisma.

I tempi Per il ministro una tempistica il più possibile precisa per la ricostruzione «è fondamentale per evitare che gli abitanti dei luoghi colpiti dal sisma si sentano abbandonati. Ma anche perché nel nostro paese manca un calcolo temporale preciso per completare il processo di ricostruzione con risorse pubbliche». Per il ministro «si parte a spron battuto nell’opera di ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia. Al commissario – ha aggiunto – spetterà anche l’opera di risanamento, in termini socio-economici. Abbiamo concordato che entro un decennio possa esaurirsi l’opera di ricostruzione con fondi pubblici».

Sicurezza A proposito del terremoto che ha colpito anche nei giorni scorsi l’Umbria Castelli ha sottolineato che «tutti noi siamo sicuri che in quei territori arriverà prima o poi un’altra scossa. E non lo dico per provocare gesti apotropaici, ma solo perché la natura degli Appennini ci può riservare purtroppo queste brutte notizie. Per questo dobbiamo continuare a lavorare per garantire la sicurezza di tutti».

Il decreto Venendo ai contenuti del dl Sisma approvato in via definitiva nei giorni scorsi, il commissario ha spiegato che «l’auspicio che il governo Meloni ha voluto trasmettere con il decreto è che i territori del Centro Italia non diventino mai marginali o residuali. Per questa ragione posso dire che questo provvedimento contiene molti elementi innovativi per guardare con fiducia alla ricostruzione». Nel testo si parla di stabilizzazione, probabilmente entro il 2023, del personale a tempo determinato (in tutto 32 persone in Umbria e 591 nelle quattro regioni colpite), semplificazione amministrativa e, come emerso nelle scorse settimane, possibilità di deroga (fino all’anno scolastico 2028-2029) rispetto al numero mimino di alunni richiesto per la formazione delle classi.

Le misure Oltre a ciò, il decreto interviene anche su alcuni meccanismi come la sterilizzazione dell’obbligo di anticipazione dell’Iva per gli immobili destinati alle attività produttive; una misura che secondo le stime dovrebbe valere circa 70 milioni di euro. Con il testo sono state anche armonizzate alcune situazioni di disparità tra ricostruzione leggera e pesante.

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